La maledizione di Equitalia 

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Ecco come dovete fare per salvare i beni che volete lasciare in eredità ai vostri figli e nipoti, o quelli che vi sono stati donati dai vostri genitori.

 

Purtroppo non tutti sanno che Equitalia s.p.a. ( i cui soci restano sempre misteriosi e non vi è mezzo lecito per conoscerne i nomi – fatto unico in Italia, ovvero che i soci di un’azienda privata siano celati e protetti) aggredirà anche la vostra eredità.

SENZA CONOSCENZA LA CASA DEI NOSTRI GENITORI VERRÀ MANGIATA DALLA MISTERIOSA SOCIETÀ MASCHERATA DA AGENZIA DELLE ENTRATE E RISCOSSIONI/EQUITALIA S.P.A.

Prima a poi nella vita tutti ci troviamo nella situazione di essere chiamati a diventare eredi. I genitori purtroppo non sono eterni. E  così si eredita la casa in cui siamo cresciuti, l’auto di famiglia, i risparmi di una vita tenuti in banca, l’azienda, la casa al mare o in montagna. Capita però anche che ci siano debiti da ereditare, oppure abbiamo Equitalia che non perde di vista i nostri debiti. 

Prima cosa da comprendere è cosa fare al fine di una corretta accettazione dell’eredità.

 

Cos’è l’accettazione dell’eredità

C’è un motivo preciso per cui si parla di accettazione. Diventare erede è una condizione che ci cade tra capo e collo in un determinato momento della nostra vita. Per volontà di qualcun altro, defunto (spesso i nostri genitori), diventiamo proprietari di un certo patrimonio, costituito da beni, ma a volte anche da debiti.

Diventiamo eredi quando veniamo chiamati a succedere a tutto il patrimonio del defunto. E noi possiamo dire sì oppure rifiutarci. Abbiamo due modi per dire sì: accettazione espressa o tacita.

Inoltre si può scegliere, all’interno della modalità espressa, il beneficio d’inventario.

 

Accettazione espressa dell’eredità

Quando veniamo chiamati a diventare eredi e decidiamo di diventare successori, possiamo farlo in modo esplicito e manifesto, cioè con un atto pubblico o una scrittura privata. Mettiamo quindi per iscritto la nostra volontà di diventare eredi: con questo documento scritto lo diventiamo espressamente.

Non possiamo però dichiarare ponendo condizioni particolari dovute a esigenze nostre oppure accettare parzialmente l’eredità. Ad esempio, i nostri genitori ci lasciano in eredità la casa di famiglia, l’automobile e la seconda casa al mare. Non possiamo accettare la casa al mare e rifiutare l’auto e la prima casa. O accettiamo tutto o rifiutiamo tutto. Qualora facessimo un’accettazione parziale, la nostra dichiarazione sarebbe nulla.

 

Accettazione tacita dell’eredità

Possiamo diventare comunque eredi anche senza atto pubblico o scrittura privata. È sufficiente compiere un’azione che lasci intendere la nostra volontà di succedere al patrimonio del defunto. Ovviamente sono atti che solo un’erede avrebbe il diritto di compiere. Ad esempio se, a successione aperta, diamo mandato a un agente immobiliare di vendere la casa al mare, abbiamo compiuto un’azione che presuppone il fatto che siamo interessati all’eredità. Oppure se ci appropriamo dell’auto dei nostri genitori o se continuiamo a vivere nella casa di famiglia, stiamo manifestando implicitamente la nostra volontà di accettare quell’eredità. Questa è l’accettazione tacita.

 

Accettazione eredità con beneficio d’inventario

Possiamo trovarci di fronte a questa tipologia di accettazione, ad esempio, quando i debiti dei nostri genitori defunti (le cosiddette passività) superano i beni che ci hanno lasciato. Allora noi vogliamo accettare l’eredità, ma non vogliamo in alcun modo che per ripagare questi debiti si vada a toccare il nostro patrimonio personale. Accettando con beneficio d’inventario, mettiamo per iscritto che i creditori potranno pignorare solo i beni che abbiamo ereditato e non i nostri personali. È una sorta di muro innalzato per proteggere il nostro patrimonio. Si può fare questo tipo di accettazione con una dichiarazione ricevuta dal notaio o dal Cancelliere del tribunale in cui si è aperta la successione.

 

Accettazione dell’eredità

Non abbiamo un tempo infinito per diventare o meno successori, ma neanche tanto corto.

Il diritto di accettare l’eredità si prescrive di norma in 10 anni. È questo il tempo che abbiamo per diventare eredi, trascorso il quale perdiamo il diritto e quindi il patrimonio per il quale eravamo stati chiamati a succedere.

Il conto alla rovescia inizia nel momento in cui si apre la successione. Nel caso invece debba esserci un procedimento giudiziale per accertare la filiazione, il conto alla rovescia inizia dalla data in cui la sentenza del giudice è passata in giudicato.

 

Accettare l’eredità con beneficio d’inventario

Se invece vogliamo accettare l’eredità con beneficio d’inventario, perché vogliamo evitare che i debiti vadano a intaccare il nostro patrimonio, abbiamo termini diversi, a seconda di due possibili situazioni:

  • Siamo in possesso dei beni. Allora abbiamo 3 mesi di tempo per iniziare e finire l’inventario. Se non lo abbiamo completato possiamo chiedere al giudice altri 3 mesi di proroga. Scaduti i quali, se ancora non lo abbiamo completato, diventiamo eredi puri e semplici; se invece è tutto completato, abbiamo 40 giorni di tempo per accettare o meno l’eredità.
  • Non siamo in possesso dei beni. Allora il nostro termine di prescrizione resta di 10 anni.

 

Accettazione dell’eredità

Abbiamo detto che non c’è dichiarazione scritta, scrittura provata o atto pubblico per questa tipologia di accettazione. Essendo tacita è presupposta in base a un nostro comportamento.

Se ci stiamo quindi chiedendo come vada fatta, è sufficiente compiere un’azione che faccia pensare che stiamo accettando l’eredità:

  • Restiamo a vivere nella casa dei nostri genitori.
  • Diamo procura di vendere la casa.
  • Entriamo in possesso dell’auto di famiglia.

Sono tutti considerati comportamenti concludenti, con l’obiettivo cioè di vantare diritti sui beni di quell’asse ereditario e quindi ci dichiariamo implicitamente eredi.

Accettazione espressa

Nel caso in cui vogliamo accettare espressamente l’eredità o con beneficio d’inventario, abbiamo tutto un altro tipo di obblighi. Ecco come si fa l’accettazione espressa dell’eredità:

  • Con una scrittura privata
  • Dal notaio, con un atto pubblico

Se scegliamo l’atto pubblico e la dichiarazione semplice di accettazione, andiamo dal notaio e gli sottoponiamo una dichiarazione in cui accettiamo l’eredità. Lui la riceve, redige un verbale della nostra dichiarazione, indicando le generalità della persona che accetta e quale eredità sta accettando.

Se optiamo per il beneficio d’inventario, il notaio riceverà la nostra dichiarazione in presenza di due testimoni. Proseguirà poi con la redazione dell’inventario con tutto l’elenco dei beni del defunto. Finito tutto, inserirà la dichiarazione dell’erede che ha accettato e l’inventario nel registro delle successioni.

 

Quando si deve trascrivere l’accettazione dell’eredità?

L’eredità è costituita da diverse tipologie di beni che appartenevano al patrimonio del genitore o del parente. Possono esserci stati lasciati case, automobili e altri veicoli, conti correnti, crediti. Per alcuni di questi è obbligatorio procedere alla trascrizione dell’accettazione: dobbiamo cioè annotare questo atto in appositi Registri pubblici.

È il caso ad esempio dei beni immobiliari. Quando ci vengono lasciate in eredità le proprietà di case, dobbiamo effettuarne la trascrizione nei registri immobiliari. Così come dobbiamo farlo per gli usufrutti, le servitù, ecc. Questa trascrizione consiste in una scrittura privata autenticata o per atto pubblico.

 

Quando va fatta la dichiarazione di successione

Alla morte del defunto, si apre la successione, tutto il procedimento che dovrà portare gli eredi (chiamati a diventarlo) ad accettare o meno l’eredità.

Bene, entro 12 mesi dall’apertura della successione si deve presentare la dichiarazione di successione: altro non è che un adempimento fiscale richiesto dall’Agenzia delle entrate per comunicare il fatto che gli eredi sono succeduti al patrimonio del defunto. Tutto questo serve per calcolare le imposte dovute.

È obbligatorio presentarla entro 12 mesi, anche se l’accettazione non è ancora formalmente avvenuta.

Sono invece esonerati dalla presentazione della dichiarazione di successione il coniuge o parenti in linea retta, il cui patrimonio del defunto non superi i 100 mila euro e non comprenda beni immobili (case, terreni) o diritti reali sui beni immobili (usufrutti, servitù..).

Accettazione dell’eredità: se l’erede muore prima di accettarla?

Visto il lungo arco di tempo che abbiamo prima che l’accettazione dell’eredità si prescriva, può capitare che l’erede muoia senza aver ancora accettato l’eredità. In questo caso il diritto di accettare si trasmette agli eredi.

Rubrica a cura di Andrea Fisco

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