Come dire addio a WhatsApp e salvare la privacy: il modo semplice

 

Non sarà come la MARCIA DEL SALE   ma il mondo del web risponde alle comunicazione di WhatsApp.  Per chi ancora non lo avesse capito il motivo risiede nella comunicazione ricevuta ultimamente dagli utenti.
WhatsApp annunciava modifiche alle impostazioni sulla privacy  e alla unificazione di molte attività con il colosso Facebook.  Accettazione obbligatoria, pena l’impossibilità di usare il servizio dall’8 febbraio 2021 in poi.

Molti utenti  hanno scelto di non fidarsi o di dare uno schiaffo simbolico a chi della Nostra privacy ha generato un business.Il messaggio con l’avviso di accettare tassativamente i nuovi termini di servizio ha comunque insospettito e fatto scattare l’esodo verso la concorrente Signal. Si tratta di un software gratuito e open source che fornisce qualche garanzia in più rispetto a WhatsApp e a Telegram. Signal, infatti, non conserva traccia delle conversazioni tra gli utenti sui propri server. Salva soltanto il giorno in cui l’utente usa l’app. Certo, difficile concludere che questa migrazione potrà scalfire il primato di WhatsApp, che ha qualcosa come 34 milioni di utilizzatori solo in Italia; Telegram è seconda, ma lo scarto è importante: 13 milioni di utenti.

E Signal? Su Play Store risulta essere l’app più scaricata (dieci milioni di persone l’hanno già installata sul proprio smartphone), su AppStore è la seconda. Non basterà a sfilare a WhatsApp fette consistenti della torta, ma il boom di download è sicuro.

E’ dimostrato dai fatti che Signal non raccoglie praticamente alcun dato sul comportamento degli utenti, limitandosi a registrare il solo numero di telefono che serve per identificare l’utente stesso. L’app, d’altronde, ha tutto ciò che può servire agli utenti: da una robusta crittografia end-to-end (Signal prende il nome proprio dal protocollo di crittografia Signal) alla possibilità di creare chat di gruppo. Proprio le chat di gruppo e tutti i contatti che abbiamo su WhatsApp, però, sono un grande dubbio per gli utenti dell’app di Zuckerberg: è possibile trasferire contatti e gruppi, in modo facile e veloce, da WhatsApp a Signal.

 ISTRUZIONI D’USO

Dopo aver scaricato Signal e averla installata, prima di cominciare a usarla ci verrà chiesto un codice di sicurezza di sei cifre che la piattaforma invierà al numero che abbiamo indicato. A causa dell’elevato numero di utenti che stanno passando a Signal da WhatsApp negli ultimi giorni i tempi di invio del codice si sono notevolmente allungati. Ci vuole un po’ di pazienza.

L’app chiede l’autorizzazione a fare chiamate e ad accedere alla nostra lista contatti. I dati concessi resteranno sull’app e sul telefono e non verranno inviati ai server di Signal, a differenza di quanto succede con WhatsApp.

Una volta installata e attivata l’app, possiamo usarla e iniziare a trasferire i nostri contatti e gruppi da WhatsApp. Non c’è una procedura automatizzata, ma farlo è semplice e veloce: basta generare un link e inviarlo via WhatsApp a chi vogliamo far migrare su Signal.Dobbiamo innanzitutto creare un nuovo gruppo (diamogli lo stesso nome del gruppo ex WhatsApp, sarà più comodo) aprendo il menu principale dell’app in alto a destra (i classici tre puntini in verticale). Per creare un gruppo dovremo inserirvi almeno un contatto manualmente, per tutti gli altri sarà più facile.

Apriamo il gruppo e apriamo il solito menu, poi andiamo su Impostazioni Gruppo > Link del Gruppo e attiviamolo, poi facciamo tap su Condividi e copiamo il linkche è stato generato.A questo punto ci basterà incollare quel link nel gruppo WhatsApp che vogliamo portare su Signal e invitare tutti a cliccarlo. Chi non avrà ancora Signal dovrà installarla e attivarla prima di poter completare la procedura che lo porterà ad essere un nuovo membro del vostro gruppo Signal.

 

 


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