CI ARRIVANO SEGNALAZIONI PER BOLLI

DA PAGARE MA NON DOVUTI

Se abbiamo rottamato la nostra auto, dobbiamo pagare il bollo? No, il pagamento non è più dovuto però è necessario presentare alcuni documenti. Vediamo quali ma anche come funziona la nuova legge 145/2018.

Tassa non dovuta

Se, dopo aver rottamato il veicolo riceviamo, dopo qualche anno, una cartella esattoriale con la quale ci viene richiesto il pagamento del bollo della nostra auto rottamata proprio qualche anno prima, la tassa non va pagata. Quando rottamiamo un veicolo, in genere ci rivolgiamo a un centro raccolta autorizzato oppure al concessionario dove è stata acquistata l’auto nuova. Entro 30 giorni dalla consegna del veicolo da rottamare, il centro raccolta oppure il concessionario sono obbligati a presentare la richiesta di cancellazione del veicolo dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico) al quale poi bisognerà consegnare anche il libretto di circolazione, certificato di proprietà e targa. Ecco come sgravare.

Attenzione al certificato di rottamazione

Ed è proprio la cancellazione dal Pra che determina la radiazione definitiva del veicolo. La vettura è come non esistesse più. Di conseguenza il vecchio proprietario non è più tenuto a pagare il bollo per quell’auto, né dovrebbe ricevere qualche cartella esattoriale a riguardo. È però indispensabile che il proprietario del veicolo si faccia rilasciare un certificato di rottamazione dal centro raccolta oppure dal concessionario. Quest’ultimo è un documento piuttosto importante e dovete conservarlo con cura, proprio perché nell’ipotesi in cui un giorno ci venga richiesto il pagamento del bollo per la nostra auto rottamata anni prima, questo documento farà fede e ci permetterà di non pagare nulla.

Il certificato di rottamazione, insomma, rappresenta l’attestazione definitiva che il veicolo è stato consegnato, nonché l’impegno da parte del concessionario o del centro a procedere alla cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico del veicolo stesso. Nel certificato di rottamazione sono incluse anche queste informazioni: i dati anagrafici di residenza del proprietario e quelli che identificano l’azienda che poi rilascia il documento; le informazioni legate alla data e anche all’ora della consegna definitiva del mezzo e anche del rilascio del certificato; i dati del veicolo e l’impegno da parte del centro o del concessionario a prendersi carico della procedura di cancellazione del veicolo stesso.

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