Prestazioni sanitarie mancate,

circa 1 milione e mezzo in meno nella Regione Lazio

 

Ricordando che i ricchi possono permettersi le cure private ecco che emergono una serie di dati che illustrano la solita storia.

Di Covid muoiono solo i poveri ( i ricchi/i calciatori/ i vip si curano facilmente )

mentre i poveri perdono anche le visite preventive. Riflessioni e numeri.

Secondo il Report di monitoraggio, tra il 2019 e il 2020 sono state effettuate 1.433.681 prestazioni sanitarie in meno, tra prime visite, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni strumentali di diversa natura.

Nella sola Regione Lazio, tra il 2019 e il 2020, sono mancate all’appello circa un milione e mezzo – esattamente, 1.433.681 prestazioni sanitarie in meno – tra prime visite, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni strumentali di diversa natura. Servizi sanitari non erogati perché l’emergenza Covid-19 del 2020 ha sottratto risorse indispensabili al normale funzionamento dei servizi sanitari.

IL GRANDE BUSINESS DELLE PROCEDURE COVID 

L’unica prestazione che vede aumentare il proprio volume è rappresentata dagli interventi chirurgici per il tumore al retto con una differenza positiva di +63 interventi tra il 2019 e il 2020. Tutto il resto, Prime visite (-678.500), Prestazioni strumentali (-292.618), Esami specialistici (-428.719), Interventi chirurgici (-9.834) e Prestazioni in Ricovero ordinario (-24.010) segnano complessivamente un segno negativo.

Lo studio viene realizzato attraverso la verifica di quanto previsto nel Piano di Governo 2019-2021 per le liste di attesa messo a punto dalla Regione Lazio, e a distanza di 6 mesi dal primo Report della stessa organizzazione. Attività realizzata in collaborazione con l’Assessorato regionale alla Salute, al fine di individuare criticità, segnalare situazioni di sofferenza e produrre i necessari miglioramenti alle azioni di accessibilità ai servizi sanitari regionali.

“Se la Regione Lazio è quella che ha meglio organizzato sistemi di tracciamento, tamponi e vaccinazione contro il Covid 19, nel complesso, il servizio sanitario territoriale appare appesantito, fragile e esausto nelle diverse componenti . Così come restano le criticità relative alla integrazione effettiva tra ospedale e territorio, tra sociale e sanitario, tra enti locali, ASL e Aziende Ospedaliere.

Prestazioni sanitarie, il pronto soccorso

Il Report offre, inoltre, una rielaborazione dei dati presentati dalla organizzazione nel 2019 insieme a SIMEU Lazio, e che ha riguardato il monitoraggio di 24 Pronto Soccorso della Regione: su 1.095.763 di interventi nelle 24 strutture monitorate su dati 2018, i Codici bianchi erano il 2,54%; i Codici Verdi, il 66,38%, i Codici Gialli, il 27,09% e i Codici Rossi appena il 4% del totale degli interventi. Sommando quindi il totale dei Codici Bianchi con quello dei Codici Verdi si tocca il 68,92% del totale.

“Permane il rischio di avere solo il Pronto Soccorso come unico punto di riferimento per i cittadini. Segnale ancora senza risposta di una difficoltà di accesso ai servizi territoriali, un uso probabilmente improprio al Pronto Soccorso, un’incapacità a fare da filtro in modo efficace per una serie di situazioni che potrebbero e dovrebbero essere gestite in altri luoghi. Le stesse situazioni di accesso da strutture tipo le RSA in Pronto Soccorso segnalate dai medici del Pronto Soccorso sono un campanello di allarme della situazione che rischia di non essere correttamente governata, seguita, gestita”.

 

Storicamente nel Lazio la città di Roma ha avuto e ha ancora una forte centralità dovuta al numero di abitanti, rispetto alla Regione Lazio nel suo complesso, e all’offerta sanitaria pubblica, privata e privata accreditata. Nel Report, i dati di accesso ai Pronto Soccorso della città di Roma in rapporto ai quadranti che la compongono evidenziano delle criticità in ordine ad alcuni di questi: per esempio, il quadrante EST di Roma rappresenta una sfida e un’opportunità rilevante dal punto di vista del governo della salute pubblica.

Quattro azioni per il sistema sanitario

La novità di questa seconda edizione sta nell’unire ai dati la proposta di quattro azioni prossime a venire, ai fini di preparare i servizi sanitari del futuro e rendere i percorsi socio sanitari sempre più fluidi e accessibili attraverso attività di monitoraggio, tutela e relazioni istituzionali.

1 – Richiesta formale di convocazione dell’Osservatorio regionale per il Governo delle Liste di Attesa del Lazio e a cascata degli Osservatori Aziendali propri delle ASL territoriali, perché il tema dell’accesso ai servizi (che se non ben organizzati producono le liste di attesa) è tema che viene anche prima dell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute. Chi non riesce ad accedere vede lesa la propria dignità umana.

2 – Avvio di un Monitoraggio sui Distretti sociosanitari, con il concreto supporto, adeguato sostegno e formale collaborazione da parte della Regione Lazio, che coinvolgerà, oltre il mondo della salute, anche gli Enti Locali e le organizzazioni civiche per l’ideazione di percorsi di salute, di benessere e di socialità di cui questa Regione ha saputo dare esempi concreti anche durante la pandemia.

3 – Collaborazione con il Policlinico Tor Vergata per mettere al centro le eccellenze a favore dei territori e dei Comuni limitrofi, con il coinvolgimento delle ASL territoriali, dove il Policlinico Tor Vergata possa diventare un player rilevante nel quadrante sud di Roma, con uno sguardo attento ai bisogni, alle necessità, alle opportunità dei territori del quadrante a EST e a SUD di Roma.

4 – Avvio, nel prossimo autunno ed in base alla situazione sanitaria in corso, di un programma di reclutamento, formazione e messa in campo di cittadini volontari che possano assumere la responsabilità di offrire modalità di tutela dei diritti dei cittadini nei diversi ambiti .

 

 

L’utilizzo dei servizi sanitari durante la pandemia di COVID-19 è diminuito di circa un terzo (ricerca effettuata fino al 10 agosto 2020)

Citation: Moynihan R, Sanders S, Michaleff ZA, et al. Impact of COVID-19 pandemic on utilisation of healthcare services: a systematic review. BMJ Open. 2021;11:e045343.

Di cosa si tratta? La pandemia di COVID-19 ha messo a dura prova i servizi sanitari e li ha resi meno accessibili per le persone.

In questa revisione sistematica, gli autori hanno cercato studi che mettessero a confronto l’uso dei servizi sanitari durante la pandemia di COVID-19 con almeno un periodo precedente che fosse paragonabile. Non sono state imposte restrizioni relative alla lingua di pubblicazione e la ricerca è stata effettuata fino al 10 agosto 2020. Sono stati inclusi 81 studi condotti in 20 paesi, che hanno considerato oltre 11 milioni di servizi prima della pandemia e quasi 7 milioni durante la stessa.

Cosa è stato trovato: L’utilizzo dei servizi sanitari è diminuito di circa un terzo durante la pandemia, con notevoli variazioni e con riduzioni maggiori tra le persone con malattie meno gravi.

Disclaimer: Questo riassunto è stato scritto da membri dello staff e volontari di Evidence Aid, per rendere il contenuto del documento originale accessibile a cariche che sono alla ricerca di linee guida basate su evidenze scientifiche riguardanti il coronavirus (COVID-19), ma che non hanno il tempo, inizialmente, di leggere l’intero articolo completo. Questo riassunto non dovrà sostituire consigli medici da parte di professionisti sanitari e della salute, associazioni professionali, sviluppatori di linee guida o governi nazionali e agenzie internazionali. Qualora i lettori di questo riassunto ritengano che l’evidenza presentata nel riassunto sia per loro rilevante, dovranno riferirsi al contenuto e ai dettagli dell’articolo originale, e alle linee guida offerte da altri esperti, prima di prendere una decisione a riguardo. Evidence Aid non sarà responsabile di qualsiasi decisione presa riguardo al coronavirus (COVID-19), solamente sulla base di questo riassunto. Il testo può essere condiviso e riutilizzato gratuitamente, citando Evidence Aid come fonte e annotando la data in cui hai preso il testo.

 



Volete maggiori informazioni?

Mail: info@avvocatoinfamiglia.com
Numero verde: 800 134 008 (09-12 / 15-17) 
WhatsApp: +39 338 8310374 (orario continuato)


Seguiteci su tutti i Social!


Volete dialogare con un avvocato Etico?

  • Contatti
  • Oggetto
  • Vi ricontattiamo
  • Dati personali

Inserite i vostri dati di contatto

Email

Telefono

Raccontateci la vostra storia

Argomento

Come possiamo aiutarvi?

Scegliete la vostra preferenza

Come preferireste essere ricontattati?

Che urgenza avete?

Inserite i vostri dati (facoltativo)

Nome

Cognome

Città / Paese