ACQUISTI ON LINE

DIRITTI DEL CONSUMATORE

Un mercato in fortissima crescita. Il commercio elettronico cresce in continuazione fino a muovere in un solo anno, secondo le ultime stime, più di 22 miliardi di euro. Si compra di tutto, non solo prodotti tecnologici, come spesso si pensa: la spinta maggiore, ad esempio, la registra il settore food&grocery (cibo e drogheria, per chi ama chiamare le cose in italiano), poi ci sono l’arredamento, l’abbigliamento, l’elettronica di consumo, l’editoria e tanto altro ancora. Il consumatore, insomma, vince sempre più l’ostacolo mentale che esisteva una volta e che frenava l’e-commerce per la mancata possibilità di «toccare la merce con mano» prima di comprarla. La qualità non viene messa in discussione, anche perché nella maggior parte dei casi si sa dove andare a cercare con tutte le garanzie la merce che interessa. 

 QUATTRO TIPOLOGIE DI ACQUISTI ON LINE 

  • business to business, quando le parti sono rappresentate da due professionisti o aziende;
  • business to consumer, quando si tratta di un’azienda e un consumatore (la modalità più diffusa di e-commerce);
  • consumer to consumer, quando il rapporto commerciale coinvolge due consumatori;
  • peer to peer, quando si parla di scambio tra le parti (ad esempio, di files musicali o altro).

In ogni caso, ci sono dei vincoli da rispettare, alcuni dei quali sono stati aggiornati nel 2014 con un apposito decreto legislativo  che modifica il Codice del consumo nella parte riguardante il ruolo dell’informazione precontrattuale e della trasparenza su trattative e prezzi.

Diritto all’informazione precontrattuale

Secondo il citato decreto che regola il commercio elettronico, prima che un consumatore resti vincolato dal contratto a distanza per l’acquisto di beni o di servizi via Internet, la controparte deve fornire, in modo chiaro e comprensibile, queste informazioni:

  • caratteristiche principali di beni e servizi;
  • identità del professionista, indirizzo e recapito per permettere al consumatore di contattarlo rapidamente e di comunicare con lui o di presentare dei reclami;
  • il prezzo totale dei beni o dei servizi da acquistare, comprensivo di imposte, spese di spedizione, di consegna o qualsiasi altro costo aggiuntivo. Se questi costi non sono calcolabili, occorre indicare che saranno a carico del consumatore. Se si tratta di un servizio in abbonamento o ci un contratto a tempo indeterminato, bisogna anche segnalare i costi totali per il periodo di fatturazione;
  • il costo dell’utilizzo del mezzo di comunicazione utilizzato per la conclusione del contratto, nel caso in cui non sia soggetto ad una tariffa base;
  • modalità di pagamento, di consegna e di esecuzione, oltre alla data in cui il professionista si impegna a consegnare il bene o a prestare il servizio;
  • condizioni, termini e procedure per esercitare il diritto di recesso, nonché il modulo tipo del recesso stesso, oppure chiara indicazione del mancato diritto di recesso;
  • l’indicazione sul fatto che il consumatore non dovrà sostenere alcuna spesa per la restituzione o il recesso dei beni o dei servizi, se applicabili;
  • promemoria dell’esistenza di una garanzia legale;
  • se applicabili, l’esistenza di un’assistenza e dei servizi postvendita e delle garanzie commerciali;
  • l’esistenza di codici di condotta e come poterne ottenere copia;
  • la durata del contratto e le condizioni per recedere dal contratto;
  • se applicabile, la durata minima degli obblighi del consumatore a norma del contratto;
  • l’esistenza o meno e le eventuali condizioni di depositi o di altre garanzie finanziarie a carico del consumatore;
  • se applicabile, la possibilità di servirsi di un meccanismo extra-giudiziale di reclamo e ricorso cui il professionista è soggetto e le condizioni per avervi accesso.

Attenzione che  la normativa vieta:

  • la conclusione di un contratto esclusivamente per posta elettronica;
  • il contratto che trasferisce diritti relativi a beni immobili;
  • il contratto che richiede per legge l’intervento di organi giurisdizionali;
  • il contratto che prevede fideiussioni o garanzie prestate da persone;
  • il contratto disciplinato dal diritto di famiglia e di successione.

L’ordine si ritiene effettuato nel momento in cui le parti sono a conoscenza del bene o del servizio acquistato, delle condizioni e dei prezzi e quando il consumatore abbia la possibilità di accedere in qualsiasi momento all’ordine. Infine, è obbligatorio per il venditore, al termine della procedura di acquisto, l’invio al consumatore di un riepilogo completo dell’ordine effettuato con l’importo pagato e le condizioni contrattuali.

Il diritto di recesso

Il consumatore dispone di un periodo di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso dal contratto senza essere tenuto a fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere dei costi, a meno che non abbia manomesso il bene acquistato in modo da diminuire il suo valore.  

La data da cui parte il periodo di 14 giorni va calcolata:

  • nel caso dei contratti di servizi, dal giorno della conclusione del contratto;
  • nel caso di contratti di vendita, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entra in possesso fisico dei beni;
  • nel caso di beni multipli ordinati dal consumatore mediante un solo ordine e consegnati separatamente, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entra in possesso fisico dell’ultimo bene;
  • nel caso di consegna di un bene costituito da lotti o pezzi multipli, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entra in possesso fisico dell’ultimo lotto o pezzo;
  • nel caso di contratti per la consegna periodica di beni durante un determinato periodo di tempo, dal giorno in cui il consumatore o un terzo, diverso dal vettore e designato dal consumatore, entra in possesso fisico del primo bene.

Dopo aver comunicato di voler restituire la merce, l’acquirente digitale ha altre due settimane a disposizione per spedirla.

Il commerciante online dovrà rimborsare le somme di denaro entro 14 giorni dal giorno in cui ha ricevuto notizia della restituzione della merce dal cliente.

Cosa non rientra nel diritto di recesso

Ci sono dei casi in cui non è possibile esercitare il diritto di recesso. Si tratta di:

  • contratti di servizi dopo la completa prestazione del servizio se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con l’accettazione della perdita del diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto da parte del professionista;
  • beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;
  • beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;
  • beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;
  • beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
  • beni che, dopo la consegna, risultano, per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni;
  • bevande alcoliche, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo dopo trenta giorni e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal professionista;
  • contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell’effettuazione di lavori urgenti di riparazione o manutenzione. Se, in occasione di tale visita, il professionista fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per effettuare la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;
  • registrazioni audio o video sigillate o di software informatici sigillati che sono stati aperti dopo la consegna;
  • giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;
  • contratti conclusi in occasione di un’asta pubblica;
  • alloggi per fini non residenziali, il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero qualora il contratto preveda una data o un periodo di esecuzione specifici;
  • contenuto digitale mediante un supporto non materiale se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso.

Il venditore che non rispetta le regole contenute in questa normativa rischia una sanzione da 5mila euro (il minimo aumenta a 50mila euro in caso di gravi violazioni) fino a 5 milioni di euro.


 

I consumatori digitali non conoscono i loro diritti

Gli abusi e i reclami
Gli abusi sono piuttosto frequenti. «Abbiamo presentato un esposto all’Antitrust per il mancato riconoscimento dei 14 giorni di recesso con riferimento a una serie di negozi online di vini e bevande. Il settore grocery cresce ma non è ancora abbastanza maturo dal punto di vista dell’adesione alla normativa». In casi del genere il consumatore deve fare un reclamo con il Garante della concorrenza e del mercato o fare riferimento a una associazione dei consumatori, che porta all’avvio di un procedimento per pratica commerciale scorretta.

.Volete maggiori informazioni?

Mail – info@avvocatoinfamiglia.com
Numero verde (09:00-12:00- 15:00-17:00) – 800 134 008 
WhatsApp (orario continuato) – 3388310374


Seguiteci su tutti i Social!


Avete bisogno di aiuto ? 

  • Contatti
  • Oggetto
  • Vi ricontattiamo
  • Dati personali

Inserite i vostri dati di contatto

Email

Telefono

Raccontateci la vostra storia

Argomento

Come possiamo aiutarvi?

Scegliete la vostra preferenza

Come preferireste essere ricontattati?

Che urgenza avete?

Inserite i vostri dati (facoltativo)

Nome

Cognome

Città / Paese