Importanti novità in arrivo per tutti coloro che hanno debiti pregressi con Equitalia. La Cassazione, infatti, ha di recente confermato lo stralcio di migliaia di debiti. Ecco chi ne ha diritto.

In seguito all’emergenza Covid l’esecutivo ha deciso di adottare delle restrizioni al fine di contrastare la diffusione del virus. Una situazione che ha registrato un notevole impatto dal punto di vista sociale, ma anche economico. Molte persone, infatti, sono state costrette a chiudere o comunque sospendere la propria attività, con conseguenti ripercussioni per quanto riguarda l’aspetto economicoProprio in questo contesto in molti possono riscontare delle difficoltà nell’affrontare le varie spese. Se tutto questo non bastasse, in alcuni casi bisogna fare i conti con alcuni debiti pregressi. Tra questi si annoverano le cartelle Equitalia, di recente passata all’apposita sezione dell’Agenzia delle Entrate. Sono tanti, infatti, ad avere ancora debiti pregressi con l’istituto, ma molti di loro possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. La Corte di Cassazione, infatti, ha confermato lo stralcio di migliaia di debiti, inerenti un determinato lasso di tempo e importo. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo chi può finalmente dire addio ai debiti con Equitalia.

Equitalia, multe e cartelle esattoriali azzerate

per importi sotto i mille euro

L’ex amministrazione Equitalia è di recente passata sotto l’apposita sezione dell’Agenzia delle Entrate, ma ancora oggi sono in molti ad avanzare debiti nei confronti dell’ente. A tal proposito interesserà sapere che la Corte di Cassazione ha di recente deciso di confermare l’annullamento di migliaia di debiti. In particolare, stando a quanto stabilito dall’ordinanza numero 28072/2019, si fa riferimento ai debiti inerenti il periodo compreso tra il 2000 ed il 2010, per importi fino a mille euro, così come stabilito ai sensi dell’articolo 4 del d.l. 119/2018, convertito in legge 136/2018, grazie al cosiddetto Decreto Fiscale.

Il comma 1 dell’art 4, infatti, stabilisce che “i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 10 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la richiesta di cui all’articolo 3, sono automaticamente annullati“.

 


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