IL FUTURO E’ VERDE

La Commissione europea adotta la strategia “inquinamento zero”

Inquinamento zero per aria, acqua e suolo. La Commissione europea ha adottato oggi la strategia inquinamento zero, un piano d’azione che «definisce una visione integrata per il 2050: un mondo in cui l’inquinamento è ridotto a livelli che non siano più dannosi per la salute umana e gli ecosistemi naturali, comprese le misure per realizzare tale visione», dice Bruxelles.

L’esecutivo fissa diversi obiettivi al 2030 fra cui quello di ridurre del 55% le vittime premature dovute allo smog, dimezzare i rifiuti di plastica in mare, ridurre del 30% le microplastiche rilasciate nell’ambiente, migliorare la qualità del suolo.

Il piano d’azione si chiama  “Azzerare l’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo”, è uno dei principali obiettivi del Green Deal europeo e sarà il tema principale della Settimana verde dell’Ue di quest’anno, evento annuale sulla politica ambientale che si svolgerà all’inizio di giugno.

L’inquinamento minaccia l’ambiente, la biodiversità e la salute delle persone. Colpisce spesso le fasce più vulnerabili, chi vive vicino a siti contaminati o in zone molto trafficate, anziani, bambini e fragili che più di altri risentono delle conseguenze di un ambiente insalubre o inquinato.

Secondo una recente relazione dell’AEA su salute e ambiente, nell’Unione europea, nonostante i miglioramenti degli ultimi decenni, ogni anno ci sono oltre 400 mila decessi prematuri, anche per tumori, che possono essere attribuiti all’inquinamento. E oltre 6,5 milioni di casi di disturbi cronici del sonno riconducibili al rumore.

 

 

APPROFONDISCI ZERO POLLUTION ACTION PLAN 

 

“Un pianeta sano per tutti”

Ha detto Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo: «Il Green Deal mira a costruire un pianeta sano per tutti. Per offrire ai cittadini e al pianeta un ambiente privo di sostanze tossiche, dobbiamo agire subito. Questo piano guiderà il nostro lavoro verso la realizzazione dell’obiettivo stabilito. Le nuove tecnologie verdi già esistenti possono contribuire a ridurre l’inquinamento e offrire nuove opportunità commerciali. Anche gli sforzi dell’Europa per ripristinare un’economia più pulita, più equa e più sostenibile devono contribuire al conseguimento dell’obiettivo di inquinamento zero».

Secondo Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, «con il piano d’azione sull’inquinamento zero creeremo un ambiente in cui i cittadini europei potranno vivere in modo sano, contribuiremo a una ripresa resiliente e promuoveremo la transizione verso un’economia pulita, circolare e climaticamente neutra».

Inquinamento zero, gli obiettivi al 2030

Per orientare l’Ue verso l’obiettivo 2050 di avere “un pianeta sano per persone in buona salute”, la strategia inquinamento zero stabilisce degli obiettivi chiave al 2030 per ridurre l’inquinamento rispetto a oggi.

Uno è quello di migliorare la qualità dell’aria e ridurre del 55% il numero di morti premature causate dall’inquinamento atmosferico. Poi c’è l’obiettivo di migliorare la qualità dell’acqua riducendo i rifiuti di plastica in mare del 50% e le microplastiche nell’ambiente del 30%.

La strategia zero inquinamento vuole poi migliorare la qualità del suolo e ridurre del 50% le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici. Vuole ridurre inoltre del 25% gli ecosistemi dell’Ue in cui l’inquinamento atmosferico minaccia la biodiversità.

Ancora: il piano vuole diminuire del 30% la percentuale di persone che soffre di disturbi cronici dovuti al rumore dei trasporti.

Fra le “azioni faro” ci sono una serie di interventi e revisioni sulle norme esistenti, ad esempio quelle sulle qualità dell’aria, dell’acqua e sui rifiuti. C’è l’azione che vuole ridurre l’inquinamento che la Ue esporta all’estero con prodotti e rifiuti che hanno un impatto nocivo e tossico.

E la volontà di «ridurre le disuguaglianze che incidono sulla salute causate dalla quota sproporzionata di impatti nocivi sulla salute a cui sono attualmente esposti i più vulnerabili».

 

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