Cosa succede se non pago un finanziamento a Findomestic oppure ad Agos, Compass, Banca Ifis  e tante altre finanziarie o banche ?

Cosa dovete assolutamente  sapere per evitare i pericoli di una causa  fin dal mancato pagamento della prima rata .

Il sistema bancario vive grazie al prestito. Produce denaro e li deve ritornare. Ma i soldi perché li produce una banca privata e non lo Stato ? E’ come se una tipografia stampasse i biglietti dello stadio , del cinema, del teatro e si tenesse l’incasso . 

Approfondisci questo problema cliccando qui.

Quando avete bisogno di soldi liquidi per affrontare una grossa spesa che, al momento, non potevate  permettervi , è indispensabile chiedere un prestito e  restituirlo  a rate. A chi chiederlo P Ma . certo ad una banca. Simuliamo a FINDOMESTIC .

Dopo aver presentato tutti i documenti necessari per istruire la pratica e ottenere il prestito.  sono state chieste le ultime buste paga, la Certificazione Unica, la dichiarazione dei redditi, un documento d’identità. All’esito, avete  firmato il contratto e ricevuto, con un bonifico sul  conto corrente, i soldi di cui avevate necessità.Ora state restituendo il finanziamento con versamenti rateali mensili, ma già si sono presentate alcune difficoltà economiche che potrebbero far saltare le buone intenzioni.

SIETE AD UN BIVIO 

Continuare o smettere di pagare?

 

Ma  quali potrebbero essere le conseguenze di un eventuale ritardo o di una sospensione dei pagamenti. Segnalazione in  banca dati? Un pignoramento? Ma cosa succede se non pagate un finanziamento Findomestic?Ma cosa rischia concretamente il debitore, al di là di quelle che sono le minacce dei call center ?

Premesso che FINDOMESTIC è uguale a qualsiasi società bancaria e quindi  non esistono regole differenti in base al tipo di finanziaria. Il codice di procedura civile, difatti, detta regole uniformi che non possono essere peggiorate dalle scritture private. Al contrario, la finanziaria potrebbe tutt’al più prevedere tempi di maggiore tolleranza prima di far ricorso alle vie legali. Non solo: ci sono finanziarie che preferiscono tentare il recupero dei crediti in via stragiudiziale (con le telefonate) e altre che, invece, imboccano subito la porta del tribunale. Ma, una volta che si dà corso alle azioni giudiziarie, le conseguenze sono sempre le stesse.

Mancato pagamento prestito: segnalazione in una banca dati privata 

Le finanziarie sono considerate dalla legge al pari delle banche: sono cioè intermediari finanziari. Pertanto  non pagare un prestito, comporta essere segnalato sia alla Centrare Rischi della Banca d’Italia (cosiddetta CAI) che ai cosiddetti SIC (Sistemi di informazioni creditizie) come ad esempio Crif, Experian, CTC.  

La segnalazione alla Centrale Rischi non può  avvenire in automatico già al ritardo di un solo giorno, né al mancato pagamento di una singola rata. Vi devono al contrario essere indici consistenti che facciano ritenere che il debitore sia in difficoltà economiche e che non possa adempiere. Quindi la semplice dimenticanza, cui si sia riparato al più presto, non può essere causa di inserimento negli elenchi dei cattivi pagatori. Inoltre, prima della segnalazione, la finanziaria ha l’obbligo di avvisare il debitore mettendolo in mora con una raccomandata e dandogli il tempo di regolarizzarsi.( trucco legale da usare ). Il ritardo nel pagamento di un finanziamento fa scattare subito gli interessi di mora, la cui entità è definita nel contratto con la Finanziaria e che comunque non può mai superare la soglia dell’usura. Per verificare il superamento dell’usura scrivete a : IOAGISCO@AVVOCATOINFAMIGLIA.COM 

 La telefonata del call center corretti e scorretti 

Se anche la legge consente al creditore di agire in tribunale già al momento dell’inadempimento (quindi anche un giorno dopo la scadenza della rata), non sempre si agisce direttamente per le vie giudiziali, notoriamente lunghe e costose. E ciò vale soprattutto per le finanziarie che devono gestire un enorme numero di contratti. Così è abitudine ormai consolidata tentare prima  la carta bonaria mediante uno o più solleciti. I solleciti possono essere effettuati in via telefonica dai call center o con lettere. Le lettere possono essere raccomandate o anche semplici; queste ultime però non hanno l’effetto di interrompere la prescrizione poiché non possono dimostrare l’avvenuto ricevimento da parte del debitore Sempre più spesso  si assiste  a pratiche aggressive dei call center i quali, nel tentativo di recuperare i crediti ( pagati a percentuale sul riscosso !!) forniscono informazioni false al debitore, minacciando imminenti pignoramenti e ipoteche. Non è possibile !

Le finanziarie, prima di avviare un’esecuzione forzata, devono dimostrare molte cose e  prima di riuscire a procurarsi un “titolo esecutivo” ossia una sentenza di condanna o un decreto ingiuntivo, passeranno svariati mesi./anni.  Ecco perché, se l’operatore telefonico dovesse minacciare il debitore, quest’ultimo potrebbe anche segnalarlo all’autorità garante per il mercato o denunciarli. ( ecco un interessante articolo )

In caso di mancato pagamento, la finanziaria può decidere di rivolgersi al giudice per due differenti ipotesi: 

  • recuperare le rate scadute e non versate, coi relativi interessi;
  • dichiarare sciolto il contratto ( art . 40 TUB )  e chiedere quindi l’immediato versamento anche delle rate non ancora scadute, in un’unica soluzione.

 La procedura è pressoché identica

  • attraverso  un decreto ingiuntivo contro il debitore, depositando copia del contratto che attesta il loro diritto.

Quindi prestate grande attenzione ad ogni notifica perché nei 40 giorni successivi alla notifica dovete fare opposizione sollevando tutte le contestazioni che ritenete opportune.

Tanto la causa ordinaria quando il decreto ingiuntivo devono essere  instaurati presso il giudice del tribunale dove siete  residenti. Sono illegittimi i procedimenti giudiziari incardinati presso altri tribunali.

L’esecuzione forzata e il pignoramento

Se  il creditore si è procurato il titolo esecutivo (sentenza o decreto ingiuntivo) questi deve attendere i termini di legge. In particolare la sentenza deve essere emessa dal giudice e poi notificata al debitore; il decreto ingiuntivo invece richiede un ulteriore termine di 40 giorni senza che sia intervenuta l’opposizione.Dopodiché la finanziaria notifica al debitore il cosiddetto atto di precetto: un ultimo avviso di pagamento in cui gli dà 10 giorni di tempo per adempiere. L’atto di precetto anticipa l’avvio del pignoramento ma scade dopo 90 giorni; per cui, se entro tale termine, non viene avviata l’azione esecutiva, esso va rinnovato. Il pignoramento coinvolgerà i beni del debitore: dal quinto dello stipendio (anche se su di esso è già avvenuta la cessione del quinto in favore di altre finanziarie) alla pensione, dal conto corrente a eventuali crediti maturati nei confronti di terzi (canoni di locazione, ecc.). Per crediti consistenti la finanziaria può anche decidere di accendere ipoteca sugli immobili del debitore e avviare il pignoramento 

La pensione non può essere pignorata se inferiore al minimo vitale (pari a una volta e mezzo l’assegno sociale, circa 680 euro). La parte superiore può essere pignorata per massimo un quinto. Gli stipendi sono invece pignorabili fino a un quinto sin dal primo euro.Il deposito sul conto corrente può essere pignorato per intero ma solo per la parte che eccede il triplo l’assegno sociale (circa 1450 euro). Ecco un interessante articolo che spiega meglio nel dettaglio.

 

VOLETE EVITARE TUTTO QUESTO ? 

Si può fare anche da soli. 

 

  • Smettete di nascondervi e non ritirare le raccomandate. Non pagare debiti non è un reato.
  • Anticipate le mosse ( lente ) della banca/finanziaria . Prima iniziate un’azione di contestazione e più valida sarà.
  • Se pensate di non riuscire a pagare interamente il debito smettere di pagare quanto prima possibile  e contestate immediatamente le pattuizioni contrattuali ( è un controllo gratuito che richiede 48 ore ).
  • Notificate alla banca/finanziaria le contestazioni . Mai in forma orale ma solo con raccomandate .
  • Trattate con la banca o la società di recupero del credito evitando il trucco di farvi dichiarare che siete debitori.

 

Potete agire da soli oppure con un vostro avvocato di fiducia

ma anche scegliere una  DIFESA CONDIVISA.

Noi abbiamo creato una Consulta Legale Nazionale che agevola le Famiglie in difficoltà garantendo a tutti assistenza Etica applicando solamente i minimi tariffari previsti dall’Ordine degli avvocati di riferimento ( meno del minimo sarebbe gratuito ) e tale compenso dovrà essere pagato a conclusione delle attività addebitando di fatto tale spesa alla banca /finanziaria. 

( esempio se l’accordo prevede un saldo e stralcio di un debito di 10.000 euro con un unico/a rate versamento pari ad  euro 2000 tale importo sarà già comprensivo della parcella dovuta al legale ) 

I nostri associati dovranno quindi solo coprire le spese vive( fondo spese ) e null’altro.

( questo Codice di comportamento vale solo per le attività di saldo e stralcio -per altre azioni permane solo il rispetto dei minimi) 

 


Volete maggiori informazioni?

Mail – info@avvocatoinfamiglia.com
Numero verde (09:00-12:00- 15:00-17:00) – 800 134 008 ( solo da telefonia fissa )
WhatsApp (orario continuato) – 3388310374


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