Perché la banca rifiuta la richiesta di finanziamento?

Tutte le ragioni per cui il mutuo o il prestito non viene concesso 

Spesso ci scrivono per avere informazioni in merito alla richiesta di un finanziamento che sarebbe stato rifiutato dalla banca senza motivi apparentemente validi e comprensibili. Nonostante la stabilità di un lavoro, una busta paga regolare e di non aver mai subito fallimenti per attività imprenditoriali personali. L’unica “macchia sulla coscienza” sarebbe da ricondurre a una contestazione nei confronti di una compagnia telefonica che lo avrebbe portato a non voler pagare le ultime bollette prima della disdetta del contratto e del passaggio a un altro operatore.

Bollette non pagate: esiste un elenco dei cattivi pagatori

Chi non paga le bollette del telefono viene inserito in un elenco dei cattivi pagatori. Questa lista nera, chiamata «Simoitel», (Sistema informativo sulle morosità internazionali nel settore della telefonia), è uno strumento di contrasto alla morosità pensato per combattere l’ormai diffusa pratica di chi, sfruttando la facilità di passaggio da un operatore all’altro, ne approfitta per non pagare le bollette. Così è stato istituito un registro contenente tutti i dati dei clienti insolventi a tutela delle aziende erogatrici del servizio.Questo strumento tutela le compagnie del telefono, mentre non esiste un corrispondente per quanto attiene alle utenze elettriche, idriche e del gas. Quindi, chi non paga le bollette della luce, dell’acqua o del riscaldamento non viene segnalato in alcuna banca dati.

Ad ogni modo, il Simoitel non funziona come la Centrale Rischi della Banca d’Italia o laCrif, le note banche dati per chi è moroso nei confronti degli intermediari finanziari. La presenza del nominativo del cliente in tali registri dei “cattivi pagatori”, che hanno il preciso scopo di tutelare le banche dal rischio di insolvenza del cliente, può avere delle serie ripercussioni sulla concessione del credito. E, difatti, chi viene segnalato alla Centrale Rischi per non aver pagato due o più rate del mutuo non potrà ottenere altri finanziamenti; allo stesso modo, chi si trova censito alla Crif per avere in corso uno o più prestiti, difficilmente ne potrà ottenere di ulteriori se l’ammontare dei precedenti raggiunge una percentuale importante del proprio reddito mensile.

Quindi  le bollette non pagate non possono aver influito sulla concessione del prestito.

Prestito rifiutato in banca: ecco il perché

Questi sono  alcuni dei motivi tipici per cui una persona può vedersi rifiutare, dalle banche, un mutuo o un altro tipo di finanziamento.

La prima di queste è la morosità in relazione a un precedente finanziamento. Il caso tipico è quello di chi non paga le rate del mutuo o le rate della macchina. Lo stesso problema però potrebbe porsi anche per il garante di un altrui prestito.

C’è poi una più grave segnalazione quale l’emissione di assegni a vuoto, che comporta la revoca dall’autorizzazione all’emissione di assegni e l’automatica iscrizione nel registro dei protesti. In tale ipotesi, il cliente viene interdetto dalla possibilità di ottenere prestiti, o carte di credito, né può aprire ulteriori conti correnti. Ecco come invece poter avere la vostra libertà bancaria  ( premi qui )

Ma anche a  fronte di un passato limpido, a influire sulla concessione di un prestito ci sono poi le condizioni reddituali precarie o già sufficientemente indebitate. Si pensi al caso di chi è in cassa integrazione o ha uno stipendio con la cessione del quinto dello stipendio o un pignoramento del quinto in corso, attuato da un creditore (ad esempio, l’ex moglie). 

Il trascorso penale del cliente può influire sulle valutazioni della banca. Non sempre il certificato penale o i carichi pendenti riportano l’integrale storia dei cittadini e le loro vicende giudiziarie. Esistono infatti delle banche dati privati, come World Check, con cui spesso le banche sono affiliate. È chiaro che una persona già condannata per truffa o insolvenza fraudolenta o altri reati a sfondo patrimoniale potrebbe subire il cosiddetto credit crunch, ossia la negazione del prestito.

Cosa fare se la banca rifiuta il prestito

Non c’è modo di obbligare la banca ad erogare un prestito, a meno che questa non abbia intrattenuto una serie di trattative con il cliente innescando in questi la sicurezza di ottenere la somma richiesta. In tal caso, si configura una responsabilità precontrattuale che dà diritto, al massimo, a un risarcimento del danno. L’istituto di credito non è neanche tenuto a rivelare al cliente le ragioni che l’hanno indotto a non fornire il prestito. Sicché, in tali casi, tutto ciò che potrà fare il cittadino è acquisire informazioni attraverso una consultazione nei Sic come la Crif e attendere magari la cancellazione del proprio nominativo dagli elenchi dei cattivi pagatori.

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