Più a Sud che al Nord. Cifre modeste. Famiglie con bambini. È questo il quadro del Reddito di inclusione introdotto dai governi di centrosinistra a partire dal 1° gennaio 2018 e che presto sarà sostituito dal neonato Reddito di cittadinanza.

Contrasto alla povertà 

Il Reddito di inclusione (Rei) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica. Il Rei si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei Servizi sociali del Comune.

Il Sud beneficiato

Secondo i dati forniti dall’Inps, nel periodo gennaio-settembre 2018 sono stati erogati benefici economici a 379mila nuclei familiari coinvolgendo più di un milione di persone. La maggior parte dei benefici vengono erogati nelle regioni del Sud (69%). Il 47% dei nuclei beneficiari, che rappresentano oltre il 51% delle persone coinvolte, risiedono in sole due regioni: Campania e Sicilia. A seguire, Calabria, Lazio, Lombardia e Puglia coprono un ulteriore 28% dei nuclei e il 27% delle persone coinvolte.

A livello nazionale sono state coinvolte 184 persone ogni 10.000. I valori più alti sono stati raggiunti in Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente pari a 540, 517, 389) e i valori minimi in Friuli Venezia Giulia ed in Trentino Alto Adige (pari in entrambi i casi a 23). Il 10% dei nuclei percettori di Rei risulta extracomunitario, per cittadinanza del richiedente la prestazione, e di questi si evidenzia un’incidenza del 30% nelle regioni del Nord.

Importi bassi

L’importo medio mensile erogato nel periodo gennaio-settembre 2018, pari a 305 euro, risulta variabile a livello territoriale, con un range che va da 239 euro per i beneficiari della Valle d’Aosta a 336 euro per la Campania. Complessivamente le regioni del Sud hanno un valore medio del beneficio più alto di quelle del Nord pari a 53 euro (+20%) e del Centro pari a 37 euro (+13%). Analizzando la distribuzione mensile dei nuclei percettori di ReI, emerge, a fronte di un aumento del flusso dei beneficiari, una diminuzione dell’importo medio mensile erogato che in agosto scende sotto la soglia dei 300 euro; tale tendenza al decremento è collegabile all’aumento del numero dei nuclei monoparentali conseguente al carattere universale assunto dai requisiti.

Per famiglie con bambini

L’importo medio varia sensibilmente, per costruzione della misura, per numero dei componenti il nucleo familiare, passando da 177 euro per i nuclei monocomponenti a 433 euro per i nuclei con 6 o più componenti. Sono 208mila i nuclei con minori; essi rappresentano il 55% dei nuclei beneficiari e coprono il 73% delle persone interessate. I nuclei con disabili sono 69 mila e rappresentano il 18% dei nuclei beneficiari, coprendo il 18% delle persone interessate.

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