TRUCCHI POSTALI. COME CAPIRE DALL’AVVISO DI GIACENZA CHI CI HA SCRITTO

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TRUCCHI POSTALI. COME CAPIRE DALL’AVVISO DI GIACENZA CHI CI HA SCRITTO

Raccomandate: come sapere il mittente

senza andare in posta .

Un week di paura?  Non serve, basta leggere il codice.

Quando il postino ci deve consegnare una raccomandata e non ci trova in casa ci lascia nella cassetta delle lettere il cosiddetto “avviso di giacenza“. Si tratta quasi sempre di un foglietto bianco simile ad uno scontrino o di una cartolina colorata (oggi sempre meno usata). Il destinatario della raccomandata inizia, pertanto, a domandarsi chi possa essere il mittente di quella determinata raccomandata e quale possa essere il suo contenuto. La curiosità è piuttosto “fastidiosa” se pensiamo al fatto che non potrà essere soddisfatta immediatamente, potendo il plico essere ritirato solo dopo che sia trascorso almeno un giorno (a volte anche di più!) dalla consegna dell’avviso di giacenza.

Come fare ad individuare chi ci ha inviato

la misteriosa raccomandata?

Come sapere il mittente di una raccomandata?

Cosa è la raccomandata di preciso ?

Una posta raccomandata è una spedizionepostale che usufruisce del servizio accessorio di raccomandazione. Tale servizio consiste nella numerazione univoca degli oggetti della spedizione e nella relativa annotazione su appositi registri e  persegue lo scopo di evitare furti o smarrimenti. Il destinatario di una raccomandata deve essere identificato con certezza oppure, qualora per una qualsiasi ragione sia impossibilitato a riceverla, è tenuto a delegare con firma una persona che prenda il relativo incarico. Per tale motivazione la raccomandata viene solitamente utilizzata per l’invio di documenti.

Avviso di giacenza: cos’è e perché ci viene consegnato

Quando il postino non trova a casa il destinatario di una raccomandata, lascia nella cassetta delle lettere di questi l’avviso di giacenza: si tratta di foglietti bianchi che somigliano a scontrini (sempre più raramente di cartoline colorate), che non indicano il nome del mittente né l’oggetto del recapito. È, pertanto, naturale che il destinatario della raccomandata inizi subito a domandarsi chi possa essere il mittente di quel plico e quale possa essere il suo contenuto. A tal fine, fornisce un considerevole aiuto il codice identificativo che si trova sull’avviso di giacenza.

Scoprire il mittente di una raccomandata tramite il suo codice

Ogni avviso di giacenza riporta un codice numerico a barre, identificativo della relativa raccomandata. Il destinatario, tramite esso, può conoscere il mittente nonché il tipo di comunicazione ricevuta prima ancora di recarsi alla posta per ritirare il plico: i vari codici, infatti, corrispondono ai diversi oggetti di spedizione. Occorre fare attenzione alle cifre iniziali del codice. Sono queste, infatti, che distinguono il tipo di raccomandata e rimangono costanti; differentemente gli altri numeri identificano la specifica spedizione e sono sempre diversi.

Ecco i codici da conservare 

Raccomandate con codici 12, 13, 14, 15, 151, 152, 1513, 1514, 1515: di solito indicano una raccomandata semplice. Il mittente probabilmente sarà un privato, una società fornitrice di qualche utenza (come luce, acqua, gas), un avvocato, un datore di lavoro che spedisce qualche avviso al dipendente. Potrebbe anche essere il preavviso di scadenza di una fattura, di un sollecito di pagamento, di qualche diffida.
Raccomandate con codici 63, 65, 630, 650: il mittente è solitamente l’Inps.
Raccomandate con codici 75, 76, 77, 78, 79: individuano probabilmente una multa o un atto giudiziario (si pensi alla notifica di un atto di citazione a comparire in giudizio, di un atto di precetto, di un atto di pignoramento, di un provvedimento del Tribunale ecc.). Il mittente potrebbe anche essere l’Agenzia delle Entrate e il contenuto della raccomandata un suo accertamento;
Raccomandate con codici 608, 609: di solito il mittente è un Ente pubblico che avvisa dell’infruttuoso tentativo della notifica di un proprio atto;
Raccomandate con codici 613, 615: il mittente è l’Agenzia delle Entrate che invia qualche comunicazione (si pensi alle notifiche concernenti multe o imposte non pagate). Talvolta, potrebbero indicare comunicazioni provenienti dall’Inps relative al raggiungimento dei requisiti pensionistici ovvero comunicazioni di Poste Italiane.
Raccomandate con codice 616: individuano diverse tipologie di comunicazioni. Potrebbe trattarsi di un avviso per mancato pagamento del bollo auto, di una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, di un richiamo di un’autovettura o di uno scooter relativo a problemi tecnici da risolvere in officina, di una comunicazione da parte dell’assicurazione per la gestione di un sinistro, di un avviso ad opera di Poste Italiane concernete servizi di carte e conti, di un sollecito per il pagamento bollette o di un controllo relativo alla compilazione della dichiarazione dei redditi.
Raccomandate con codice 665: questo codice potrebbe essere usato per l’invio di comunicazioni concernenti sinistri stradali o le assicurazioni in generale.
Raccomandate con codici 648, 649, 669: il mittente potrebbe essere l’Agenzia delle Entrata, la quale potrebbe inviare avvisi e richieste di pagamento. Il mittente potrebbe, altresì, essere una banca ed il suo contenuto un nuovo bancomat, una nuova carta di credito, richiami di autovetture o solleciti di pagamenti per le utenze.
Raccomandate con codici 670, 671, 689: il mittente è (purtroppo) Equitalia, che spedisce una cartella.
Raccomandate con codici 612, 614, 693: caratterizzano le raccomandate di comunicazioni che provengono da banche o da altri istituti di credito. Il mittente potrebbe anche essere l’Agenzia delle entrate, che spedisce determinati avvisi.

Poste italiane fornisce un apposito servizio telematico

È, infine, necessario ricordare il servizio telematico fornito dal sito Poste italiane, che consente di avere accesso alle informazioni attinenti al mittente, alla spedizione e al luogo di provenienza: basterà, dunque, inserire nell’apposito spazio il codice numerico a barre che si trova sull’avviso di giacenza della raccomandata.

Avviso di raccomandata: il colore è il primo indizio

Alcuni consigli sempre utili : osservare con attenzione il colore dell’avviso di raccomandata ricevuto. Già l’aspetto può essere d’aiuto e fornire un primo indizio sull’atto e la sua provenienza. Questo primo passo è vero solo in alcuni casi, considerato che ormai l’avviso è stato praticamente sostituito dal noto scontrino bianco con tutti i dati. Là dove ancora non viene impiegato questo metodo, il colore dell’avviso può raccontare molto della raccomandata che ci attende. Il caratteristico cartoncino verde, ad esempio, altro non indica che la presenza di atti giudiziari o di multe per violazioni del Codice della Strada.  Quindi ci si può aspettare un atto proveniente dal Tribunale o altra autorità giudiziaria, ma anche un atto che invita a presentarsi in una causa giudiziaria su richiesta dell’avvocato di una delle parti, oppure un verbale di accertamento di infrazione al codice della strada. Al contrario, se l’avviso è bianco o giallo può indicare una più normale lettera o un pacco.

Avviso in forma di scontrino bianco

Anche in caso di avviso di raccomandata lasciato attraverso la stampa del noto “scontrino” non bisogna disperare, altri possono essere gli indizi rivelatori immediati. Ad esempio, nel caso in cui lo scontrino menzioni, come persona addetta al tentato recapito, il Messo Comunale, è già sicuro che si tratterà di una multa o di un altro atto emesso da enti della Pubblica Amministrazione, oppure ancora un atto tributario o del contenzioso tributario dello Stato e degli enti pubblici. Ciò in ragione delle competenze specifiche attribuite al Messo Comunale in ambito di recapiti, che sono limitate alle voci appena elencate.

Avviso di raccomandata: ritirarla o non ritirarla?

Una domanda che molti si fanno è: una volta intuito che si tratta di una corrispondenza”sgradita”, come una multa o una cartella esattoriale, cosa conviene fare? Facile pensare che possa essere conveniente non andarla a ritirare, così da non consentire a chi l’ha spedita di ottenere la prova che desidera, cioè la prova dell’avvenuta consegna della busta.

È importante sapere che un ragionamento di questo tipo, seppure logico e apparentemente di buon senso, è spesso sbagliato. La raccomandata correttamente inviata, quindi indirizzata al soggetto effettivamente destinatario della comunicazione o dell’atto e spedita all’indirizzo di residenza dichiarato all’anagrafe del Comune in cui il soggetto vive, si dà per ricevuta decorsi i termini di giacenza, anche qualora non sia mai stata ritirata.

Non ritirarla, dunque, non soltanto non serve a sostenere di non aver mai saputo nulla della comunicazione, ma fa perdere la possibilità di conoscere il contenuto dell’atto e di contestarlo o impugnarlo tempestivamente.

Il Legislatore ha infatti optato per un criterio di conoscibilità della comunicazione o dell’atto: basta, cioè, che il plico sia entrato nella sfera di possibile conoscibilità del destinatario, il quale volendo avrebbe potuto ritirare la busta, per stabilire, nella maggior parte dei casi, che la comunicazione è arrivata a destinazione.

In linea di massima, quindi, una volta risolto il rebus della spedizione, grazie alla lettura delle cifre iniziali dei codici, conviene armarsi di coraggio e ritirare la comunicazione, per conservarsi qualche opportunità di contestare atti non corretti o di gestire al meglio situazioni difficoltose.

 

Volete aiuto per difendervi dalle raccomandate ? 

scrivete a :       IOAGISCO@AVVOCATOINFAMIGLIA.COM

 

E se a scrivervi è una banca o finanziaria ?