DECRETO INGIUNTIVO: NON PAGARE SUBITO.
PRIMA VERIFICA SE PUOI OPPORTI E DIFENDERTI
Ricevere un decreto ingiuntivo non significa aver perso.
Troppi cittadini, appena vedono il timbro del Tribunale, si convincono di dover pagare immediatamente qualsiasi cifra venga richiesta da banche, finanziarie o società di recupero crediti.
La realtà è diversa.
In moltissimi casi il debitore dispone di strumenti legali per contestare il credito, ridurre l’importo richiesto o addirittura ottenere la revoca del decreto ingiuntivo.
Il problema è che il tempo a disposizione è limitato e ogni giorno perso può fare la differenza.
Cos’è un decreto ingiuntivo?
Il decreto ingiuntivo è un provvedimento emesso dal giudice su richiesta del creditore, generalmente senza che il debitore venga preventivamente ascoltato. Successivamente il decreto viene notificato e il debitore può decidere se contestarlo oppure lasciarlo diventare definitivo. (Wikipedia)
Molto spesso viene richiesto da:
- Banche
- Finanziarie
- Società di recupero crediti
- Fondi che hanno acquistato crediti deteriorati (NPL)
- Condomini
- Fornitori e professionisti
Attenzione: avete solo 40 giorni
L’art. 645 c.p.c. prevede che l’opposizione debba essere proposta entro il termine indicato nel decreto, normalmente pari a 40 giorni dalla notifica. Decorso tale termine, il decreto può diventare definitivo ed esecutivo.
Questo significa che il creditore potrebbe successivamente procedere con:
- pignoramento dello stipendio;
- pignoramento della pensione;
- pignoramento del conto corrente;
- pignoramento immobiliare;
- fermo amministrativo dei veicoli.
Per questo motivo è fondamentale non ignorare mai un decreto ingiuntivo.
Le banche vincono quando il debitore rinuncia a difendersi
Molti cittadini commettono sempre lo stesso errore:
- ricevono il decreto;
- si spaventano;
- non fanno alcuna verifica;
- attendono passivamente.
In realtà un decreto ingiuntivo non prova automaticamente che la somma richiesta sia corretta.
Nel giudizio di opposizione il creditore deve dimostrare l’effettiva esistenza del credito e il suo esatto ammontare.
Quando può essere utile fare opposizione?
Ogni situazione deve essere analizzata da professionisti specializzati, ma esistono alcune contestazioni molto frequenti.
1. Prescrizione del credito
Non tutti i debiti durano per sempre.
Molte pretese economiche possono essere prescritte e quindi non più esigibili.
2. Cessione del credito non dimostrata
Sempre più spesso i crediti vengono venduti a fondi o società specializzate.
Chi chiede il pagamento deve essere in grado di dimostrare:
- la titolarità del credito;
- la catena delle cessioni;
- la legittimazione ad agire.
3. Errori nei conteggi
Accade frequentemente che gli importi richiesti comprendano:
- interessi contestabili;
- commissioni non dovute;
- spese non documentate;
- penali illegittime.
4. Mancanza della documentazione contrattuale
Non basta affermare che il debito esiste.
Occorre produrre la documentazione necessaria a dimostrarlo.
5. Usura, anatocismo e violazioni bancarie
Nei rapporti bancari e finanziari possono emergere anomalie tecniche che richiedono l’intervento di consulenti specializzati in materia econometrica e bancaria.
L’opposizione sospende il pignoramento?
Dipende dal caso concreto.
In presenza di gravi motivi e adeguata documentazione, il giudice può sospendere la provvisoria esecuzione del decreto durante il giudizio di opposizione.
Ecco perché è fondamentale intervenire immediatamente e non attendere l’arrivo del precetto o del pignoramento.
Una storia vera: da decreto ingiuntivo a trattativa vincente
Marco, 54 anni, di Milano, riceve un decreto ingiuntivo relativo a un vecchio finanziamento ceduto a una società di recupero crediti.
La richiesta supera i 28.000 euro.
Convinto di non avere alternative, stava per accettare qualsiasi piano di pagamento.
Dopo un controllo della documentazione emergono diverse criticità e viene avviata una strategia difensiva.
Il risultato?
La posizione viene ridiscussa e il debito viene definito con una soluzione economicamente sostenibile, evitando conseguenze ben più gravi per la famiglia.
Ogni caso è diverso, ma il principio è sempre lo stesso:
prima di pagare, occorre verificare.
Non avete fatto opposizione? Potrebbe non essere finita
Anche quando il decreto ingiuntivo non è stato opposto nei termini, esistono situazioni nelle quali è ancora possibile valutare strumenti difensivi successivi, soprattutto in presenza di vizi della notifica o problematiche che emergono nella fase esecutiva.
Per questo motivo è importante esaminare sempre tutta la documentazione prima di rassegnarsi.
Cosa fare appena ricevete un decreto ingiuntivo
- Non ignoratelo.
- Annotate immediatamente la data di notifica.
- Recuperate tutta la documentazione relativa al debito.
- Fate verificare il fascicolo da professionisti esperti in diritto bancario e recupero crediti.
- Valutate rapidamente la strategia migliore.
L’Associazione Avvocato in Famiglia ETS può aiutarvi
Ricevere un decreto ingiuntivo non significa essere senza difese.
Molte famiglie scoprono troppo tardi che esistevano contestazioni valide, prescrizioni, errori di calcolo o possibilità di trattativa che avrebbero potuto evitare anni di difficoltà economiche.
Se avete ricevuto un decreto ingiuntivo, un precetto o una comunicazione da parte di una banca, finanziaria o società di recupero crediti, fate controllare immediatamente la documentazione.
Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.
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