DECRETO INGIUNTIVO E PRECETTO: TUTTO PERDUTO? ASSOLUTAMENTE NO.

ECCO COME UN DEBITO È STATO RISOLTO CON UN SALDO E STRALCIO

Quando arriva il decreto ingiuntivo sembra la fine. In realtà può essere l’inizio della soluzione.

Molte famiglie vivono il giorno della notifica del decreto ingiuntivo come una condanna senza appello.

La paura è comprensibile.

Arriva una raccomandata.

Si apre la busta.

Si leggono parole che fanno tremare chiunque:

DECRETO INGIUNTIVO.

Pochi giorni dopo arriva un’altra comunicazione.

ATTO DI PRECETTO.

A quel punto molti cittadini credono che non esista più alcuna possibilità di difesa e attendono il pignoramento di stipendio, pensione, conto corrente o abitazione.

La verità è molto diversa.

Nella nostra esperienza quotidiana abbiamo imparato che anche quando il creditore dispone di un titolo esecutivo è spesso possibile trovare una soluzione sostenibile.

Decreto ingiuntivo e precetto: cosa significano davvero?

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento disciplinato dagli articoli 633 e seguenti del Codice di Procedura Civile.

Attraverso questo strumento il creditore ottiene dal Giudice un ordine di pagamento nei confronti del debitore.

Se il decreto diventa definitivo e non viene adempiuto, il creditore può notificare il precetto ai sensi dell’art. 480 c.p.c.

Il precetto rappresenta l’ultimo avvertimento prima dell’avvio dell’esecuzione forzata.

Da quel momento possono essere attivati:

  • pignoramento dello stipendio;
  • pignoramento della pensione;
  • pignoramento del conto corrente;
  • pignoramento immobiliare;
  • pignoramento presso terzi.

Ma attenzione.

Il precetto non significa che tutto sia perduto.

Il più grande errore: non fare nulla

Molti cittadini, presi dalla paura, smettono di aprire la posta.

Altri ignorano le comunicazioni.

Altri ancora aspettano che qualcuno suoni alla porta.

È il peggior errore possibile.

Quando un debitore agisce rapidamente può spesso ottenere risultati impensabili.

Quando aspetta troppo, le possibilità si riducono.

Il caso: da decreto ingiuntivo e precetto ad accordo sostenibile

Un nostro associato aveva ricevuto un decreto ingiuntivo relativo a un vecchio finanziamento successivamente ceduto a società specializzate nel recupero dei crediti.

L’importo richiesto appariva ormai insostenibile.

La situazione sembrava destinata a sfociare in un pignoramento.

Dopo un’attenta analisi della posizione, della documentazione disponibile e delle concrete possibilità economiche della famiglia, è stata avviata una trattativa.

Grazie al dialogo instaurato tra le parti è stato possibile raggiungere un accordo a saldo e stralcio che ha consentito di evitare l’esecuzione forzata e chiudere definitivamente la posizione.

Una soluzione che ha restituito serenità ad una famiglia che da mesi viveva nell’angoscia.

Perché il saldo e stralcio funziona

Le società che acquistano crediti deteriorati (NPL) sono spesso interessate a trovare accordi realistici e sostenibili.

Quando il debitore dimostra buona fede e propone una soluzione concreta, la trattativa può diventare possibile.

Ogni situazione è diversa.

Non esistono formule magiche.

Esistono però strategie corrette, documentazione adeguata e professionisti che conoscono il settore.

Anche la Cassazione invita a valutare il credito con attenzione

Molti decreti ingiuntivi derivano da crediti ceduti più volte nel corso degli anni.

La Corte di Cassazione ha più volte ricordato l’importanza della corretta prova della titolarità del credito, della documentazione contrattuale e della dimostrazione degli importi richiesti.

Per questo motivo ogni posizione merita una verifica approfondita.

Talvolta emergono:

  • errori di conteggio;
  • interessi contestabili;
  • documentazione incompleta;
  • prescrizioni;
  • irregolarità nelle notifiche;
  • margini di trattativa molto superiori a quanto il debitore immaginava.

La testimonianza di Giuseppe, associato di Torino

“Quando ho ricevuto il precetto non dormivo più. Pensavo che mi avrebbero pignorato tutto nel giro di pochi giorni.

Grazie all’intervento dell’Associazione Avvocato in Famiglia ETS e alla trattativa avviata con la controparte siamo riusciti a trovare una soluzione che non credevo possibile.

Oggi il problema è risolto e posso finalmente guardare avanti.”

Ricevuto un decreto ingiuntivo? Agisci subito.

Ogni giorno perso può avere conseguenze importanti.

Se avete ricevuto:

  • un decreto ingiuntivo;
  • un atto di precetto;
  • un pignoramento;
  • una richiesta da Banca IFIS;
  • una richiesta da Compass;
  • una richiesta da società di recupero crediti;

non limitatevi a subire.

Fate verificare immediatamente la documentazione.

Molte posizioni possono essere contestate, rinegoziate o definite attraverso accordi sostenibili.

La differenza tra una famiglia che perde tutto e una famiglia che si salva molto spesso è una sola:

agire in tempo.

Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.

Per ricevere supporto immediato:

https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/

Una volta completata l’iscrizione, attiveremo il fascicolo e assegneremo un Avvocato Etico.

Ricordate di inviare tutta la documentazione in modo completo e leggibile per evitare errori, ritardi e perdite di tempo.

Associazione Avvocato in Famiglia ETS

Piazza dell’Emporio 11/A – Roma

info@avvocatoinfamiglia.com

Cell. PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374

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