Buoni postali Q/P delle Poste Ex Italiane

Buoni Fruttiferi Postali Serie Q/P: ancora nessun rimborso, nonostante le sentenze. Il silenzio complice di Poste e MEF

Arbitro Bancario Finanziario favorevole ai risparmiatori, ma Poste Italiane continua a non pagare. Una vergogna tutta italiana.

Migliaia di famiglie attendono da anni quanto spetta loro di diritto, eppure Poste Italiane, Cassa Depositi e Prestiti e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) continuano a ignorare le pronunce favorevoli dei giudici e dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

Parliamo del caso dei buoni fruttiferi postali serie Q/P, emessi tra il 1986 e il 1995: strumenti di risparmio sicuri, garantiti dallo Stato, ma oggi al centro di uno scandalo giuridico e istituzionale.

Il caso: risparmi traditi

I buoni fruttiferi postali (BFP) della serie Q/P promettevano un rendimento anche tra il 21° e il 30° anno di possesso, come indicato sul retro dei buoni stessi. Tuttavia, Poste Italiane nega questi interessi, appellandosi a modifiche normative non riportate sui titoli originali.

Cosa ha detto l’Arbitro Bancario Finanziario?

In centinaia di decisioni, l’ABF ha stabilito che:

✍️ “In mancanza di un’informazione adeguata, il risparmiatore ha diritto al rimborso degli interessi riportati sul titolo, anche tra il 21° e il 30° anno.”

Eppure, Poste continua a non rimborsare automaticamente, costringendo ogni cittadino a intraprendere una causa individuale. Un comportamento che vanifica lo scopo delle decisioni dell’ABF, che dovrebbero avere un valore quantomeno paragiurisdizionale e orientativo, secondo quanto previsto dalla Delibera CICR del 29 luglio 2008 e dalle Linee guida di Banca d’Italia.

Il silenzio delle istituzioni

Lo scorso 14 maggio, l’Associazione Avvocato in Famiglia ETS ha inviato una nuova lettera formale a:

  • Ministero dell’Economia e delle Finanze

  • Cassa Depositi e Prestiti

  • Poste Italiane

La richiesta era chiara: perché non vengono eseguite le decisioni dell’ABF?
Ad oggi, nessuna risposta. Nessuna giustificazione. Nessun rimborso.

Un silenzio che sa di complicità

Il sospetto è lecito: il rifiuto di rispondere sembra nascondere una strategia precisa, volta a dissuadere i cittadini dall’agire, contando sull’ostacolo dei costi legali e sulla disinformazione.

Le sentenze danno ragione ai risparmiatori

🔎 Tribunale di Vicenza – Sentenza del 18 maggio 2024
Il giudice ha condannato Poste al pagamento degli interessi fino al 30° anno, dichiarando inammissibile la modifica unilaterale delle condizioni riportate sul titolo cartaceo.

📌 Cassazione Civile, Sent. n. 3963/2019
Conferma che le condizioni visibili sul buono prevalgono sulle modifiche normative non riportate chiaramente al momento dell’emissione.

📌 Cassazione Civile, Sent. n. 13979/2007
Ribadisce il principio del legittimo affidamento del risparmiatore su quanto riportato nel titolo.


Non rassegnarti: hai diritto al rimborso

L’Associazione Avvocato in Famiglia ETS sta già seguendo centinaia di famiglie e ha ottenuto numerose vittorie in sede giudiziale.

💡 Se sei in possesso di buoni Q/P, non aspettare che scadano. Potresti perdere tutto per decorrenza dei termini.

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