MUTUO A TASSO VARIABILE: STAI PAGANDO PIÙ DEL DOVUTO?
UNA SENTENZA DI MILANO DIMOSTRA PERCHÉ I CONTI VANNO CONTROLLATI
Pagare regolarmente le rate non significa necessariamente che i conteggi siano corretti. Una recente sentenza del Tribunale di Milano
mostra quanto può essere importante verificare contratto, tasso e piano di ammortamento.
Il mutuo dura vent’anni. Ma chi controlla davvero i conti?
Ogni mese arriva la rata. Si paga. Poi arriva quella successiva.
Dopo cinque, dieci, quindici anni si tende a dare per scontato che se la banca ha calcolato quella cifra, quella cifra sia corretta.
Ma esiste una domanda che pochissimi mutuatari si pongono:
qualcuno ha mai rifatto davvero i conti del mio mutuo?
Non stiamo dicendo che tutti i mutui contengano errori o clausole illegittime. Sarebbe falso.
Stiamo dicendo qualcosa di molto diverso: un mutuo può essere regolarmente pagato per anni senza che il cliente abbia mai verificato autonomamente il criterio con cui sono stati determinati gli interessi.
Ed è proprio ciò che rende particolarmente interessante una recentissima decisione del Tribunale di Milano.
La sentenza del Tribunale di Milano n. 6391 del 28 luglio 2026
Il caso riguardava un mutuo fondiario stipulato il 24 aprile 2002 per 147.191 euro, a tasso variabile.
I mutuatari hanno contestato, tra le altre questioni, le modalità con cui era stato individuato il parametro Euribor e l’assenza, al momento della stipula, del piano di ammortamento allegato al contratto.
Il punto tecnico è tutt’altro che irrilevante.
Il contratto faceva riferimento all’Euribor a tre mesi, ma secondo il Tribunale non risultava sufficientemente specificata la base di calcolo da utilizzare, cioè il criterio 360 o 365 giorni.
E utilizzare un divisore anziché l’altro può produrre risultati differenti.
Il Tribunale ha ritenuto che il parametro dovesse essere individuato in maniera univoca, affinché anche il tasso applicato fosse determinabile senza margini di incertezza.
Il secondo problema: il piano di ammortamento
La decisione affronta anche un’altra questione importante.
Nel caso esaminato, il piano di ammortamento con numero e composizione delle rate e ripartizione tra quota capitale e quota interessi non risultava allegato al momento della stipula.
Secondo il Tribunale, questo impediva ai mutuatari di rappresentarsi adeguatamente, sulla base dei dati disponibili alla stipula, il funzionamento economico del rimborso.
Il Tribunale di Milano ha quindi dichiarato la nullità del contratto sotto i profili esaminati per violazione degli artt. 1346 e 1284 del Codice civile e dell’art. 117 del Testo Unico Bancario, disponendo il ricalcolo del piano di ammortamento mediante i tassi sostitutivi previsti dalla normativa bancaria.
Ed è qui che arrivano i numeri
Il giudice non si è limitato a discutere di formule matematiche.
È stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio, cioè il CTU ha rifatto i conteggi.
E il risultato è particolarmente significativo.
Alla data presa in considerazione dal giudice, il 20 febbraio 2025, i mutuatari risultavano aver versato 10.579,62 euro in più rispetto a quanto dovuto secondo il ricalcolo effettuato applicando l’art. 117 TUB.
Attenzione però: il mutuo non risultava completamente estinto.
Dopo il ricalcolo rimaneva infatti un credito della banca pari complessivamente a 18.736,65 euro, di cui 18.122,80 euro per capitale e 613,85 euro per interessi.
Questo è precisamente il motivo per cui questa sentenza è interessante.
Non promette miracoli. Dimostra l’utilità dei controlli.
Non significa che tutti i mutui siano nulli
Questo punto deve essere chiarissimo.
La sentenza n. 6391/2026 riguarda quel determinato contratto e quelle specifiche clausole.
Non esiste un automatismo per cui un mutuo a tasso variabile, un mutuo parametrato all’Euribor o un piano di ammortamento alla francese siano automaticamente illegittimi.
Anzi, le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 15130/2024, hanno escluso che, nei mutui a tasso fisso con ammortamento alla francese tradizionale, la sola mancata indicazione del regime di capitalizzazione composto o della denominazione del metodo di ammortamento determini automaticamente la nullità, quando il contratto contiene gli elementi necessari a determinare correttamente l’obbligazione.
È quindi necessario analizzare il singolo contratto, non vendere illusioni.
Cosa bisognerebbe controllare nel proprio mutuo?
Prima di parlare di causa, contestazioni o richieste alla banca, è opportuno verificare almeno:
- il contratto originario e le condizioni economiche sottoscritte;
- la formula utilizzata per determinare il tasso variabile;
- il parametro Euribor e l’eventuale indicazione della base 360/365;
- lo spread applicato dalla banca;
- il piano di ammortamento consegnato al momento della stipula;
- TAN, TAEG o ISC, rate pagate e andamento effettivo del rapporto.
È un controllo documentale ed econometrico.
Ed è esattamente questo il passaggio che molto spesso manca.
Prima i numeri. Poi, eventualmente, la contestazione
Quando si parla di mutui ventennali o trentennali, anche una differenza apparentemente piccola può avere conseguenze rilevanti nel tempo.
È l’effetto della famosa palla di neve: una differenza ripetuta rata dopo rata può trasformarsi, negli anni, in migliaia di euro.
Per questo la prima domanda non dovrebbe essere:
“Posso fare causa alla banca?”
La domanda corretta dovrebbe essere:
“Il mio mutuo è stato calcolato correttamente?”
Prima si controllano contratto e numeri.
Poi si decide cosa fare.
Questa è tutela consapevole.
Il principio che difendiamo: non fidarsi per paura, ma verificare per diritto
Un mutuo è probabilmente uno degli impegni economici più importanti nella vita di una famiglia.
Non dovrebbe quindi essere considerato normale pagare per vent’anni senza aver mai verificato autonomamente quello che si sta pagando.
La banca possiede i propri conteggi.
Il consumatore ha il diritto di conoscere, comprendere e verificare quei conteggi.
Ed è questo il messaggio più importante che arriva dalla sentenza di Milano.
Non smettete di pagare una rata sulla base di un video o di un articolo.
Non aprite una causa soltanto perché qualcuno vi ha detto che “tutti i mutui sono sbagliati”.
Ma nemmeno accettate passivamente un conteggio soltanto perché proviene da una banca.
Prima di pagare per altri dieci o vent’anni, controllate.
Avvocato in Famiglia ETS: possiamo aiutarvi a capire prima di decidere
Se avete un mutuo a tasso variabile e volete verificare il contratto, il piano di ammortamento e le condizioni economiche applicate, potete richiedere il supporto dell’Associazione.
L’obiettivo non è creare una causa.
L’obiettivo è capire se esiste realmente qualcosa da contestare.
Perché, come sosteniamo da sempre, la miglior causa è quella che si riesce a evitare. Ma per evitarla bisogna prima conoscere i propri diritti.
Se non trovate un avvocato specializzato oppure se i costi fossero troppo elevati, potete iscrivervi all’Associazione per richiedere supporto e assistenza:
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