SALDO E STRALCIO CON LE BANCHE: LO SCONTO SI OTTIENE TRATTANDO, NON LITIGANDO
Hai un prestito che non riesci più a sostenere? Prima di pensare alla causa, prova a trovare un accordo.
Quando una famiglia non riesce più a pagare regolarmente un prestito, una carta revolving o un finanziamento, spesso commette uno di due errori: non fare nulla oppure pensare immediatamente allo scontro legale.
Esiste una terza strada.
Sedersi al tavolo, verificare il debito e trattare.
Ed è proprio qui che il saldo e stralcio può diventare uno degli strumenti più efficaci per chiudere una posizione debitoria pagando una somma inferiore rispetto a quella richiesta.
Non sempre bisogna litigare.
Anzi, quando esistono le condizioni per raggiungere un buon accordo, una causa evitata può essere il miglior risultato possibile per tutti.
IL NOSTRO VANTAGGIO? DIALOGHIAMO CON BANCHE E OPERATORI DEL CREDITO
Negli anni Avvocato in Famiglia ETS ha sviluppato rapporti professionali e interlocuzioni con banche, finanziarie, servicer e società che gestiscono crediti deteriorati.
Questo non significa avere corsie preferenziali né poter promettere uno sconto.
Significa qualcosa di molto più concreto:
sapere come aprire una trattativa, con chi parlare, quali documenti verificare e quale proposta possa avere realisticamente possibilità di essere accettata.
Quando dall’altra parte esiste un interlocutore disponibile e preparato, anche una posizione apparentemente difficile può essere affrontata con maggiore razionalità.
La banca vuole recuperare il proprio credito.
Il debitore vuole trovare una soluzione sostenibile.
Se questi due interessi riescono a incontrarsi, il tribunale può diventare inutile.
PERCHÉ ANCHE ALLA BANCA PUÒ CONVENIRE UN ACCORDO
Bisogna abbandonare un luogo comune.
La banca non ha necessariamente interesse a trascinare ogni debitore davanti a un giudice.
Un contenzioso significa:
- avvocati;
- notifiche;
- tempi giudiziari;
- procedure esecutive;
- costi;
- rischio di recuperare poco o molto tardi;
- ulteriore gestione amministrativa della posizione.
Per questo, in determinate situazioni, il creditore può valutare economicamente più conveniente ricevere una somma certa e concordata oggi anziché inseguire per anni un credito dall’esito incerto.
È una valutazione economica.
Non un favore.
COS’È DAVVERO IL SALDO E STRALCIO
Il saldo e stralcio è un accordo transattivo.
Il debitore propone di versare un importo inferiore rispetto alla somma richiesta e il creditore, se ritiene conveniente la proposta, accetta il pagamento rinunciando al residuo secondo quanto stabilito nell’accordo.
La base giuridica principale è l’art. 1965 del Codice civile, che disciplina la transazione: attraverso reciproche concessioni le parti possono chiudere una lite già esistente oppure prevenirne una futura.
Il pagamento, quando accettato dal creditore, può essere previsto in un’unica soluzione oppure, in alcuni casi, mediante rate concordate.
Ma attenzione:
nessuna legge obbliga una banca ad accettare lo stralcio.
È proprio per questo che contano la strategia, il momento e la qualità della negoziazione.
PRIMA DI OFFRIRE DENARO, CONTROLLIAMO IL DEBITO
Questo per noi è un punto essenziale.
Un saldo e stralcio non dovrebbe partire con la frase:
«Quanto devo pagare?»
Dovrebbe partire da:
«Dimostratemi esattamente cosa devo pagare e perché.»
Prima della trattativa è opportuno verificare, a seconda del caso:
- contratto originario;
- conteggio aggiornato;
- capitale residuo;
- interessi e spese;
- eventuale cessione del credito;
- legittimazione del soggetto che richiede il pagamento;
- eventuali prescrizioni;
- precedenti pagamenti;
- eventuali contestazioni tecniche o giuridiche.
Solo dopo questa verifica possiamo conoscere la reale forza negoziale del debitore.
E soltanto allora ha senso formulare una proposta.
IL SEGRETO NON È OFFRIRE POCO. È OFFRIRE BENE.
Una proposta di saldo e stralcio formulata male può essere respinta in pochi minuti.
Una proposta costruita correttamente deve invece spiegare:
quanto è possibile pagare, perché quella somma è sostenibile e perché anche il creditore può avere interesse ad accettarla.
Bisogna conoscere il momento della pratica.
Bisogna comprendere chi ha realmente il potere di autorizzare l’accordo.
Bisogna sapere quando insistere e quando aspettare.
E soprattutto bisogna evitare offerte improvvisate che potrebbero indebolire la posizione del debitore.
UN CASO CONCRETO: DA 35.220 EURO A 10.000 EURO
In un caso già raccontato dall’Associazione, una posizione debitoria di 35.220 euro è stata definita con un accordo complessivo di 10.000 euro, attraverso 50 rate da 200 euro.
Il risultato più importante non è stato soltanto lo sconto.
È stato ottenere una soluzione sostenibile senza arrivare al pignoramento e senza trasformare il problema economico in una lunga battaglia giudiziaria.
Questo è il senso del saldo e stralcio quando viene utilizzato correttamente.
PRIMA L’ACCORDO. LA CAUSA SOLO QUANDO SERVE DAVVERO.
A volte la causa è indispensabile.
Se il credito non è provato, se esistono irregolarità importanti o se il creditore pretende somme che riteniamo non dovute, difendersi è un diritto.
Ma fare causa semplicemente perché non si è tentato seriamente di negoziare può significare spendere denaro e aspettare anni per arrivare, magari, allo stesso accordo che poteva essere raggiunto prima.
Anche i dati dell’Arbitro Bancario Finanziario mostrano quanto la soluzione anticipata delle controversie abbia un ruolo concreto: nel 2025 il 56% dei ricorsi si è concluso con un esito sostanzialmente favorevole ai clienti, considerando accoglimenti e accordi raggiunti tra le parti prima della decisione.
Trattare non significa essere deboli.
Significa scegliere la soluzione economicamente più intelligente.
HAI UN DEBITO CON BANCA O FINANZIARIA? NON ASPETTARE IL PIGNORAMENTO
Più una pratica procede verso decreto ingiuntivo, precetto e pignoramento, più gli spazi di trattativa possono cambiare.
Per questo il momento migliore per verificare una posizione è prima che il problema diventi un’emergenza.
Possiamo analizzare la documentazione, verificare la posizione e valutare se esistono concretamente le condizioni per proporre un accordo.
Prima controlliamo.
Poi trattiamo.
E soltanto se necessario litighiamo.
AVVOCATO IN FAMIGLIA ETS
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Cell. PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374
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