Conto corrente anche ai protestati: la Camera dice sì,
ma le banche già preparano le scuse
Dal protesto alla piena operatività bancaria: una riforma attesa da anni è a un passo dalla realtà. Ma attenzione alle “supercazzole” da sportello: ecco come far valere i tuoi diritti.
La svolta: il nuovo testo approvato a luglio 2025
Nel luglio 2025 la Camera dei Deputati ha approvato un testo unificato delle proposte di legge AC 1091 e AC 1240, che introduce un nuovo articolo nel Codice Civile capace di rivoluzionare la vita di chi, fino a ieri, veniva escluso dal sistema bancario a causa di un protesto.
La norma stabilisce tre principi chiave:
- Obbligo per le banche di aprire un conto corrente a chiunque ne faccia richiesta, salvo i casi eccezionali previsti dalle leggi nazionali o europee in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo.
- Obbligo di motivare per iscritto un eventuale rifiuto entro 10 giorni dalla richiesta, con indicazione precisa delle norme di legge che lo giustificano.
- Divieto di recesso unilaterale da un contratto di conto corrente, se il saldo è in attivo, salvo i medesimi motivi normativi.
In altre parole, anche una persona protestata potrà chiedere (e ottenere) un conto corrente, e in caso di diniego avrà diritto a una risposta formale e motivata.
Lo scenario: inclusione finanziaria… o cavilli burocratici?
Se il provvedimento diventerà legge definitiva, l’Italia si allineerà agli standard europei di inclusione finanziaria.
Tuttavia, come già sottolineato da alcune testate, fra cui Il Fatto Quotidiano, le banche stanno già cercando vie d’uscita per aggirare l’obbligo con motivazioni “creative” e procedimenti farraginosi.
Il rischio? Sentirsi dire allo sportello frasi del tipo:
“Non possiamo procedere per motivi interni”,
“Serve un’ulteriore verifica della sede centrale”,
oppure la classica supercazzola in burocratese.
Cosa fare per tutelarsi subito
- Monitora il percorso della legge al Senato: solo con l’approvazione definitiva entrerà in vigore.
- Chiedi sempre una risposta scritta in caso di rifiuto, ricordando che la banca ha 10 giorni di tempo per fornirla.
- Conosci le alternative: il Conto di base è già oggi un diritto garantito per tutti i residenti in Italia, anche in caso di protesto o segnalazioni, purché senza fido o scoperto.
- Conserva ogni documento: servirà per un eventuale reclamo all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario) o per un’azione legale.
Una testimonianza reale
Gianni R., Torino – protestato dal 2018:
“Dopo anni di rifiuti, mi sono presentato in filiale citando l’articolo della nuova legge approvata alla Camera. Hanno provato a rimandarmi con scuse generiche, ma chiedendo la risposta scritta si sono adeguati. Ho finalmente il mio conto e la mia carta bancomat.”
Conclusioni: il diritto si difende, non si chiede in ginocchio
Questa riforma, se approvata definitivamente, non è un favore delle banche ma un obbligo di legge.
Preparati: più sei informato, meno spazio lasci alle “resistenze creative” degli istituti di credito.
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