Pensione a 64 anni: la nuova legge e le opportunità per l’uscita anticipata
Introduzione
Il tema pensioni è al centro del dibattito politico ed economico. La possibilità di andare in pensione a 64 anni rappresenta una concreta alternativa per chi desidera lasciare il lavoro prima dell’età ordinaria dei 67 anni. La normativa vigente e le nuove proposte in discussione offrono margini di flessibilità che è importante conoscere per compiere scelte consapevoli.
1. Pensione anticipata a 64 anni: come funziona oggi
Attualmente, l’uscita a 64 anni è consentita solo a determinate condizioni:
- Età minima: 64 anni compiuti.
- Contributi: almeno 20 anni effettivi, esclusi quelli figurativi (malattia, maternità, servizio militare).
- Sistema contributivo puro: riservata a chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995.
- Assegno minimo: almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.616 € lordi nel 2025). Per le donne in particolari condizioni (disoccupazione, assistenza figli) la soglia è ridotta a 2,6× o 2,8×.
- Tetto massimo: fino ai 67 anni non si possono superare le 5 volte il trattamento minimo.
- Decorrenza: la pensione parte solo dopo una finestra di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.
👉 In sintesi: 64 anni + 20 anni contributi + assegno minimo sufficiente = pensione anticipata contributiva.
2. Le novità in discussione: TFR e maggiore flessibilità
Il Governo sta valutando modifiche importanti per ampliare l’accesso all’uscita anticipata:
- Stop all’aumento età pensionabile: congelamento dell’adeguamento a 67 anni e 3 mesi previsto per il 2027.
- Canale per lavoratori misti: possibile estensione anche a chi ha contributi nel sistema retributivo, con requisito minimo di 25 anni di versamenti.
- TFR come rendita integrativa: trasformazione del Trattamento di Fine Rapporto in una pensione mensile aggiuntiva, così da raggiungere la soglia minima.
- Tassazione agevolata: rendita TFR trattata fiscalmente come i fondi pensione.
- Volontarietà: si tratta di uno strumento facoltativo, non obbligatorio.
Secondo stime INPS, il solo congelamento dell’età pensionabile costerebbe circa 1 miliardo di euro l’anno.
3. Cosa fare per non perdere l’occasione
Se stai pensando di anticipare la pensione:
- Controlla la tua posizione contributiva (versamenti ante/post 1996).
- Verifica se il tuo assegno stimato raggiunge la soglia minima.
- Valuta l’uso del TFR come rendita integrativa.
- Rivolgiti a un patronato o consulente esperto per simulazioni personalizzate.
Testimonianza
“Ho 65 anni, ho iniziato a lavorare nel 1997. Grazie alla rendita sul TFR e ai miei 25 anni di contributi, raggiungo oltre 1.700 € mensili. Questo mi permette di programmare il ritiro a 64 anni, senza sacrificare la mia serenità economica.”
— Laura, Milano
Riferimenti normativi
- Legge Fornero (2012): ha introdotto la pensione contributiva a 64 anni.
- Legge di Bilancio 2025: conferma i requisiti minimi e apre alle nuove proposte.
- Circolare INPS n. 103/2017 – computo contributi.
- D.lgs. n. 184/1997 – regole di ricongiunzione contributiva.
Invito all’azione
L’uscita a 64 anni può essere una strada concreta, ma serve conoscere bene requisiti e opzioni.
Se non trovi un avvocato o consulente previdenziale specializzato, oppure i costi risultano troppo alti, interveniamo noi.
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