Autovelox e Tutor 2025: nuove regole, maggiori controlli e i tuoi diritti
Dal 2025 sono entrate in vigore importanti modifiche al Codice della Strada, riguardanti l’uso di autovelox e tutor sia sulle autostrade sia sulle strade comunali e provinciali.
L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: ridurre l’incidentalità e garantire una gestione più trasparente delle contravvenzioni.
Ma è bene ricordare: non tutte le multe sono legittime e non tutte devono essere pagate.
Tutor autostradali: velocità media sotto controllo
L’art. 142 del Codice della Strada conferma che i tutor autostradali restano lo strumento principale per il calcolo della velocità media.
Le novità introdotte dal 2025 impongono:
- obbligo di omologazione ministeriale,
- taratura periodica documentata, pena l’invalidità della rilevazione (Cass. Civ., sez. II, sent. n. 113/2015),
- garanzia di utilizzo esclusivo per fini di sicurezza stradale.
Un tutor non omologato o non tarato rende la sanzione annullabile in sede di opposizione.
Autovelox su strade comunali e provinciali: la stretta del legislatore
Gli autovelox nei centri urbani e sulle provinciali sono stati oggetto di forte regolamentazione.
Il nuovo quadro normativo stabilisce che:
- l’autovelox non può essere installato in tratti inferiori a 1 km,
- deve essere sempre presegnalato con cartelli chiari e visibili (art. 142, comma 6-bis C.d.S.),
- è obbligatoria la taratura annuale, con verbale opponibile,
- l’amministrazione deve dimostrare che l’apparecchio è stato installato per motivi di sicurezza e non solo per finalità di cassa.
L’utilizzo dei proventi: la legge è chiara
L’art. 208 del Codice della Strada stabilisce che almeno il 50% dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie deve essere destinato al miglioramento della sicurezza stradale:
- manutenzione delle infrastrutture,
- potenziamento della segnaletica,
- installazione di barriere di sicurezza,
- potenziamento della polizia locale.
In caso contrario, le amministrazioni incorrono in illeciti amministrativi e le multe possono essere contestate anche per violazione della destinazione vincolata dei proventi.
Perché contestare una multa può essere legittimo
Molti verbali risultano viziati per:
- cartelli non posizionati correttamente,
- apparecchiature non omologate o senza taratura,
- notifica oltre i termini previsti (90 giorni, art. 201 C.d.S.),
- errori materiali nella redazione del verbale.
Pagare senza verificare significa rinunciare ai propri diritti.
Esempi concreti di annullamento
Luca, Firenze: “Verbale da 280 euro per autovelox comunale. Con il controllo dell’Associazione si è scoperto che l’apparecchio non aveva taratura aggiornata. Multa annullata.”
Paola, Verona: “Due sanzioni da tutor autostradale, oltre 400 euro. Notifica tardiva: annullate entrambe.”
La strategia corretta: non pagare subito, controlla prima
- Ricevi la multa.
- Non pagarla immediatamente.
- Sottoponila a un controllo legale.
- Se è legittima, valuterai il pagamento. Se è viziata, la contestiamo.
Conclusione: la difesa è un diritto, non un lusso
Il Codice della Strada tutela i cittadini, ma è necessario agire con competenza.
Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi: l’Associazione Avvocato in Famiglia ETS vi assegna un Avvocato Etico che verificherà la contravvenzione e, se ci sono i presupposti, ne chiederà l’annullamento.
Per attivare il fascicolo è necessaria l’iscrizione, che costituisce anche autorizzazione al trattamento dei dati personali.
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