NON CREDETE AL DIRETTORE DELLA BANCA
Se vi hanno svuotato il conto corrente, la banca DEVE risarcire tutto
Introduzione
Quante volte ci sentiamo dire dal direttore di banca o dal funzionario di turno: “Non c’è nulla da fare, ha perso i suoi soldi, la prossima volta stia più attento”.
Ebbene, questa affermazione è falsa e pericolosa.
La normativa attuale (D.Lgs. 11/2010, in recepimento della Direttiva Europea sui servizi di pagamento PSD2, aggiornata nel 2025 con il nuovo Regolamento UE 2024/2869) stabilisce chiaramente che le banche e gli intermediari finanziari hanno l’obbligo di risarcire integralmente i clienti vittime di truffe informatiche, salvo casi rarissimi di dolo o colpa grave del correntista.
Il caso concreto: la Famiglia Capone
Un nostro associato, che chiameremo Famiglia Capone per riservatezza, si è rivolto a noi dopo essersi sentito dire dal “caro direttore” delle Poste Italiane che non avrebbe più rivisto i propri risparmi.
Secondo il direttore: “Si deve rassegnare, ha sbagliato lei a fidarsi”.
Nulla di più sbagliato.
Abbiamo attivato immediatamente una procedura di mediazione assistita (passaggio oggi obbligatorio e strategico prima di agire in causa). Risultato?
La direzione centrale ha preferito chiudere la questione subito, risarcendo integralmente la famiglia con € 5.478,00, senza neanche arrivare in Tribunale.
La verità che non vi dicono
La banca ha l’obbligo di rimborsare:
- Art. 11 D.Lgs. 11/2010: responsabilità dell’intermediario per operazioni non autorizzate.
- Cassazione n. 9158/2023: la banca risponde anche in caso di phishing o smishing se non prova la colpa grave del cliente.
- Dal 2025, con l’entrata in vigore del Regolamento UE citato, il termine massimo per i rimborsi si è ridotto a 10 giorni lavorativi.
Altro che “si rassegni”.
La domanda scomoda
Ci chiediamo: questi direttori sono incompetenti o in malafede?
In entrambi i casi il risultato è lo stesso: i risparmiatori vengono ingannati e rinunciano a ciò che gli spetta di diritto.
Cosa fare subito se vi hanno svuotato il conto
- Denuncia-querela immediata presso le autorità.
- Richiesta scritta di rimborso alla banca, citando gli articoli di legge.
- Avvio della mediazione obbligatoria: è lo strumento che porta la banca a pagare, spesso già prima del giudizio.
Non fidatevi delle parole, fate valere i vostri diritti con i fatti.
Conclusione operativa
La Famiglia Capone ha recuperato i suoi soldi perché si è affidata all’Associazione Avvocato in Famiglia ETS, che da anni difende i cittadini contro abusi bancari e finanziari.
Se anche voi vi trovate in questa situazione, non aspettate che la banca vi dica di rassegnarvi.
Affidatevi a noi: avvieremo subito le pratiche necessarie per ottenere il rimborso.
👉 Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.
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