Saldo e stralcio e banche dati: quando si viene davvero cancellati da CRIF e Centrale dei Rischi?
Pagare il debito con un accordo transattivo chiude la posizione economica, ma non cancella immediatamente la storia creditizia.
Tempi e conseguenze cambiano a seconda della banca dati e delle modalità di pagamento concordate.
Saldo e stralcio: il debito è chiuso, ma la segnalazione scompare subito?
È una delle domande più frequenti dopo la conclusione di un accordo con una banca, una finanziaria o una società di recupero crediti:
«Ho pagato il saldo e stralcio. Adesso posso ottenere nuovamente un finanziamento?»
La risposta richiede prudenza.
Il pagamento concordato può estinguere definitivamente il debito, ma non determina automaticamente la cancellazione immediata delle precedenti segnalazioni negative.
Occorre inoltre distinguere tra:
- Centrale dei Rischi della Banca d’Italia;
- sistemi privati di informazione creditizia, come CRIF, Experian e CTC;
- eventuali ulteriori archivi interni utilizzati dagli intermediari.
Sono banche dati diverse, regolate da criteri e tempi differenti. Confonderle può portare a conclusioni sbagliate.
Che cosa significa chiudere un debito a saldo e stralcio?
Il saldo e stralcio è un accordo transattivo con il quale il creditore accetta una somma inferiore rispetto all’importo complessivamente richiesto.
In concreto, il debitore paga quanto stabilito nell’accordo e il creditore rinuncia alla parte residua, dichiarando la posizione definita secondo le condizioni sottoscritte.
L’operazione trova il proprio fondamento nell’autonomia contrattuale riconosciuta dall’articolo 1322 del Codice civile e, quando ha natura transattiva, negli articoli 1965 e seguenti del Codice civile.
Il documento decisivo, tuttavia, non è soltanto la ricevuta del bonifico.
È fondamentale ottenere una liberatoria completa, dalla quale risulti chiaramente che:
- il pagamento è stato ricevuto;
- l’accordo è stato integralmente rispettato;
- nulla è più dovuto;
- il creditore rinuncia a ulteriori pretese;
- la posizione dovrà essere aggiornata presso le banche dati interessate.
Una quietanza vaga o formulata male può creare problemi anche molti anni dopo.
Centrale dei Rischi della Banca d’Italia: cosa accade dopo il pagamento?
La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia è un sistema pubblico nel quale banche e intermediari comunicano determinate esposizioni creditizie.
Quando il debito viene estinto, l’intermediario deve cessare la segnalazione corrente. Ciò non significa, però, che lo storico precedente venga immediatamente eliminato.
La Banca d’Italia precisa che, dopo l’estinzione del finanziamento, le informazioni relative ai mesi precedenti restano conservate negli archivi. Gli intermediari partecipanti possono consultare, con le limitazioni previste, le ultime 36 rilevazioni mensili disponibili. (Banca d’Italia)
In termini semplici:
la banca non deve continuare a segnalare un debito ancora esistente dopo che è stato pagato, ma le vecchie rilevazioni non scompaiono retroattivamente.
Questa distinzione è essenziale.
Saldo e stralcio pagato in un’unica soluzione
La Comunicazione della Banca d’Italia del 19 giugno 2020 ha chiarito come devono essere rappresentati gli accordi transattivi.
Quando il saldo e stralcio viene pagato in un’unica soluzione, nel mese del pagamento l’intermediario può indicare la parte rinunciata come “sofferenze – crediti passati a perdita”. Dalla rilevazione successiva non deve più essere segnalato alcun importo corrente a sofferenza.
Esempio pratico
Mario raggiunge un accordo per chiudere un debito di 30.000 euro pagando 8.000 euro entro il 15 settembre.
Nella rilevazione relativa a settembre potrà comparire:
- l’avvenuto pagamento;
- la parte del credito passata a perdita;
- la cessazione dell’esposizione ancora dovuta.
Dalla rilevazione successiva non dovrà risultare un debito ancora aperto. Le precedenti mensilità, tuttavia, resteranno consultabili nei limiti temporali previsti.
Saldo e stralcio rateale: quando iniziano a decorrere i tempi?
La situazione è diversa quando l’accordo prevede più rate.
Se il piano è immediatamente efficace, l’importo che il debitore si è impegnato a restituire continua a essere rappresentato con valori progressivamente decrescenti, in funzione dei pagamenti effettuati.
Se invece l’efficacia liberatoria dell’accordo è subordinata al versamento dell’ultima rata, la posizione può continuare a risultare a sofferenza fino al completamento del piano.
La parte definitivamente rinunciata viene registrata secondo le regole previste al momento dell’estinzione del credito. (Luca Barone Avvocato)
Conseguenza pratica
Un saldo e stralcio in 48 o 72 rate può essere economicamente sostenibile, ma comporta una permanenza più lunga della posizione negli archivi.
Per questo, prima di firmare, bisogna valutare non soltanto l’importo della rata, ma anche:
- quando l’accordo diventa definitivamente liberatorio;
- come verranno aggiornate le segnalazioni;
- cosa accade in caso di ritardo anche su una sola rata;
- se la parte stralciata verrà indicata come credito passato a perdita;
- quando verrà rilasciata la liberatoria definitiva.
Il saldo e stralcio non è una semplice promessa telefonica. È un contratto che deve essere studiato parola per parola.
CRIF, Experian e CTC: non sono la Centrale dei Rischi
CRIF e gli altri SIC sono sistemi di informazione creditizia privati.
La conservazione dei dati è disciplinata dal Codice di condotta approvato dal Garante per la protezione dei dati personali, oltre che dal Regolamento europeo sulla privacy e dal Codice in materia di protezione dei dati personali. (Garante Privacy)
I tempi variano in base alla tipologia dell’informazione.
In linea generale:
- i ritardi di non più di due rate o due mesi, poi regolarizzati, possono essere conservati per 12 mesi dalla regolarizzazione;
- i ritardi superiori, successivamente regolarizzati anche mediante transazione, possono essere conservati per 24 mesi dalla regolarizzazione;
- gli eventi negativi non regolarizzati possono essere conservati per un periodo più lungo, generalmente fino a 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall’ultimo aggiornamento rilevante, nei limiti stabiliti dal Codice di condotta.
CRIF precisa inoltre che la regolarizzazione non comporta la cancellazione immediata: il sistema deve registrare anche l’informazione che il ritardo è stato sanato. Trascorso il termine previsto, la cancellazione avviene automaticamente. (Crif – Lorem Ipsum)
Dopo il saldo e stralcio la segnalazione risulta “regolarizzata”?
Non sempre la risposta è identica.
La qualificazione dipende da come il creditore aggiorna il rapporto e dalla natura dell’accordo.
Un saldo e stralcio può risultare come:
- rapporto chiuso mediante transazione;
- posizione estinta con perdita parziale per il creditore;
- ritardo successivamente regolarizzato;
- evento negativo non integralmente sanato secondo l’importo originario;
- rapporto ancora aperto fino al pagamento dell’ultima rata.
Per questa ragione non è corretto affermare automaticamente che tutti i saldi e stralcio vengano cancellati dopo 24 mesioppure, al contrario, che occorrano sempre 36 mesi.
La documentazione e la banca dati devono essere esaminate concretamente.
Pagare non significa ottenere subito un nuovo prestito
Dopo il saldo e stralcio il debito può essere giuridicamente estinto, ma nessuna norma obbliga una banca a concedere immediatamente un nuovo finanziamento.
La concessione del credito dipende da una nuova valutazione del merito creditizio, che può considerare:
- reddito disponibile;
- stabilità lavorativa;
- altri finanziamenti in corso;
- storico dei pagamenti;
- precedenti sofferenze;
- importo stralciato;
- garanzie offerte;
- criteri interni dell’istituto.
Quindi, cancellazione della segnalazione e diritto a ottenere credito non sono la stessa cosa.
Anche quando una segnalazione non è più visibile, l’istituto resta libero di accettare o rifiutare la domanda, purché operi nel rispetto della legge e senza utilizzare dati inesatti o conservati illegittimamente.
Quando è possibile chiedere la cancellazione immediata?
La cancellazione anticipata non può essere pretesa soltanto perché il debito è stato pagato.
Può invece essere richiesta quando il dato risulta:
- inesatto;
- non aggiornato;
- attribuito alla persona sbagliata;
- duplicato;
- segnalato senza il necessario preavviso, quando previsto;
- conservato oltre i termini;
- comunicato nonostante il debito fosse già stato estinto;
- non coerente con l’accordo sottoscritto;
- privo dei presupposti sostanziali per la classificazione a sofferenza.
In presenza di un errore, l’interessato ha diritto a chiedere rettifica, integrazione o cancellazione. CRIF stessa chiarisce che la correzione può essere domandata direttamente al gestore oppure all’intermediario che ha trasmesso il dato. (Crif – Lorem Ipsum)
Il principio deriva anche dagli articoli 5, 16 e 17 del Regolamento UE 2016/679, che impongono correttezza, esattezza e aggiornamento dei dati personali.
Segnalazione a sofferenza: non basta una semplice rata non pagata
La classificazione a sofferenza nella Centrale dei Rischi non dovrebbe derivare automaticamente da un mero ritardo.
La banca deve effettuare una valutazione complessiva della situazione patrimoniale e finanziaria del cliente.
La giurisprudenza di legittimità ha più volte affermato che la segnalazione presuppone una situazione di grave e non transitoria difficoltà economica, valutata nel suo complesso, e non il semplice mancato pagamento di una singola obbligazione.
Quando questa valutazione manca o è stata compiuta in modo superficiale, la segnalazione può essere contestata.
Il preavviso è importante
Quando il cliente è un consumatore, l’intermediario deve informarlo preventivamente in occasione della prima comunicazione negativa nei casi previsti dall’articolo 125, comma 3, del Testo unico bancario.
Per la prima segnalazione a sofferenza nella Centrale dei Rischi, la Banca d’Italia ricorda inoltre l’obbligo dell’intermediario di informare per iscritto il cliente e gli eventuali coobbligati. (Banca d’Italia)
L’assenza del preavviso non produce automaticamente lo stesso effetto in ogni controversia, ma rappresenta un elemento da verificare con attenzione, soprattutto in presenza di danni concreti.
La liberatoria deve essere controllata prima del pagamento
Molti debitori commettono un errore: pagano sulla base di una semplice e-mail o di un messaggio dell’agenzia di recupero crediti.
Prima del bonifico occorre verificare che la proposta contenga almeno:
- l’identificazione del creditore;
- il titolo e l’origine del credito;
- l’importo originariamente richiesto;
- la somma concordata;
- le scadenze;
- la natura definitiva e liberatoria dell’accordo;
- la rinuncia alla parte residua;
- la rinuncia ad azioni esecutive o giudiziarie;
- le conseguenze dell’eventuale ritardo;
- le modalità di aggiornamento delle banche dati;
- l’impegno al rilascio della quietanza finale;
- la cancellazione di eventuali garanzie, ipoteche o procedure, quando concordata.
Pagare prima e discutere dopo è quasi sempre la strategia peggiore.
Testimonianza: “Il debito era chiuso, ma risultava ancora aperto”
Testimonianza ricostruita sulla base di casi frequentemente esaminati dall’Associazione.
Paolo, 46 anni, Torino, aveva concluso un saldo e stralcio con una società cessionaria del credito. Dopo il pagamento aveva ricevuto una breve comunicazione nella quale si attestava soltanto l’incasso della somma.
Otto mesi dopo, chiedendo un piccolo finanziamento per sostituire l’automobile, scopriva che la posizione risultava ancora aperta in un sistema di informazione creditizia.
L’esame della documentazione evidenziava che il creditore non aveva trasmesso correttamente l’aggiornamento.
Dopo una richiesta formale corredata dall’accordo, dalla contabile bancaria e dalla quietanza, la posizione veniva aggiornata come estinta.
Il problema non era il termine di conservazione. Il problema era un dato sbagliato.
Ed è proprio questo il punto: prima di attendere passivamente due o tre anni, bisogna accertare che la segnalazione riporti almeno la reale chiusura del rapporto.
Cosa fare dopo avere pagato un saldo e stralcio
1. Conservare tutta la documentazione
Non eliminate:
- proposta transattiva;
- accettazione;
- ricevute dei pagamenti;
- piano rateale;
- liberatoria;
- comunicazioni della banca;
- eventuali atti giudiziari;
- documenti relativi alla cessione del credito.
2. Chiedere una liberatoria completa
La liberatoria deve attestare che l’accordo è stato eseguito e che nulla è più dovuto.
3. Richiedere le visure
È opportuno controllare separatamente:
- Centrale dei Rischi della Banca d’Italia;
- CRIF;
- Experian;
- CTC;
- eventuale Centrale di allarme interbancaria, quando pertinente.
4. Confrontare i dati con l’accordo
Bisogna verificare importi, date, stato del rapporto e nominativo del segnalante.
5. Contestare gli errori per iscritto
La richiesta deve essere motivata e accompagnata dai documenti. Una generica domanda di “cancellazione da tutte le banche dati” viene spesso respinta perché tecnicamente imprecisa.
Attenzione alle promesse di “cancellazione immediata”
Nessun soggetto serio può garantire la cancellazione di dati corretti prima della scadenza prevista dalla normativa.
È invece possibile intervenire quando:
- la segnalazione è illegittima;
- il dato non è stato aggiornato;
- il termine di conservazione è scaduto;
- il creditore ha continuato a indicare un debito ormai estinto;
- l’importo segnalato non corrisponde alla realtà;
- mancano i presupposti della sofferenza.
La differenza è sostanziale.
Non si cancella una segnalazione corretta con una formula magica. Si corregge o si elimina una segnalazione illegittima attraverso documenti, norme e contestazioni precise.
Prima di firmare un saldo e stralcio, fate controllare l’accordo
Un buon accordo non deve limitarsi a indicare quanto pagare.
Deve disciplinare anche cosa accadrà dopo:
- chiusura definitiva del credito;
- aggiornamento delle segnalazioni;
- rilascio della liberatoria;
- rinuncia ad altri importi;
- estinzione delle procedure esecutive;
- posizione di garanti e coobbligati;
- eventuale cancellazione di ipoteche;
- conseguenze in caso di rateizzazione.
Una clausola scritta correttamente oggi può evitare una controversia domani.
Avvocato in Famiglia ETS: controlliamo debito, accordo e segnalazioni
Avete concluso un saldo e stralcio ma risultate ancora segnalati?
Vi è stato negato un finanziamento nonostante il pagamento?
Il creditore non ha rilasciato una liberatoria completa?
Prima di inoltrare richieste generiche, è necessario esaminare:
- il contratto originario;
- l’accordo transattivo;
- i pagamenti;
- la visura della banca dati;
- la comunicazione del creditore;
- le date degli aggiornamenti.
L’obiettivo è stabilire se la segnalazione sia ancora legittimamente conservata oppure se debba essere rettificata, aggiornata o cancellata.
Iscriviti all’Associazione
Se non trovi un avvocato specializzato oppure se i costi fossero troppo elevati, puoi iscriverti per ricevere supporto e assistenza:
👉 https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/
Associazione Avvocato in Famiglia ETS
📧 info@avvocatoinfamiglia.com
📱 Cell. Prima Emergenza: 338 83 10 374
La miglior causa è quella che non si fa. Ma ogni accordo deve essere scritto e verificato correttamente.
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