Saldo e stralcio: da 18.948 euro a 9.000. Il debito si può negoziare prima di finire in Tribunale

Una famiglia in difficoltà, due auto finanziate e quasi 19.000 euro richiesti. Abbiamo controllato la posizione, aperto la trattativa e ottenuto un accordo a 9.000 euro, pagabili in 36 rate senza interessi.


Il debito era di quasi 19.000 euro. L’accordo finale? 9.000 euro.

Quando arrivano le lettere del recupero crediti, molte persone commettono lo stesso errore.

Pensano di avere soltanto due possibilità:

pagare tutto oppure aspettare che la situazione peggiori.

Non è sempre così.

Prima di accettare qualsiasi richiesta di pagamento occorre fare una cosa molto più semplice:

CONTROLLARE.

Controllare il contratto.
Controllare i conteggi.
Controllare la documentazione.
Controllare chi sta chiedendo il denaro e a quale titolo.

È esattamente quello che abbiamo fatto in questo caso.

E il risultato è stato concreto: da €18.948,33 richiesti a €9.000 complessivi, con pagamento dilazionato in 36 rate mensili senza interessi.


Una crisi economica e due finanziamenti auto diventati insostenibili

La vicenda riguarda un imprenditore che, a seguito di una crisi aziendale, non riusciva più a sostenere regolarmente le rate relative a due automobili finanziate tramite BMW.

Nel frattempo era intervenuta anche una società di recupero crediti.

La richiesta complessiva era arrivata a:

€18.948,33

A quel punto sarebbe stato facile arrendersi.

Oppure sottoscrivere immediatamente un piano di rientro sull’intera somma richiesta.

La famiglia ha scelto una terza strada:

verificare prima di pagare.

Ed è qui che la situazione è cambiata.


Prima il controllo, poi la trattativa

La posizione è stata sottoposta all’analisi della Consulta Legale collegata ad Avvocato in Famiglia ETS.

L’obiettivo non era iniziare immediatamente una causa.

Era capire se l’importo richiesto fosse correttamente documentato e se esistessero elementi utili per aprire una vera trattativa stragiudiziale.

Sono stati quindi esaminati:

contratto, documentazione disponibile, conteggi, andamento del rapporto e richiesta del creditore.

Questo passaggio è fondamentale.

Il Testo Unico Bancario contiene specifiche disposizioni sulla forma e sulla documentazione dei rapporti bancari e finanziari. La Cassazione ha recentemente precisato che il diritto alla copia del contratto trova riferimento nell’art. 117 TUB, mentre l’art. 119, comma 4, TUB riguarda la documentazione relativa alle singole operazioni degli ultimi dieci anni. Cass. civ., sez. I, ord. 5 gennaio 2026, n. 251.

La stessa Cassazione, con ordinanza n. 29272 del 13 novembre 2024, ha ribadito l’autonomia del diritto del cliente a richiedere la documentazione bancaria prevista dall’art. 119 TUB.

Tradotto in termini molto semplici:

prima di discutere quanto dovete pagare, bisogna capire esattamente perché quella somma viene richiesta.


Il risultato: quasi 10.000 euro in meno

Dopo l’analisi è iniziata la trattativa.

Niente proclami.

Niente promessa di cancellare magicamente un debito.

Una negoziazione basata sulla documentazione, sulla situazione economica della famiglia e sugli elementi emersi dall’esame della posizione.

Risultato finale:

Debito richiesto: €18.948,33
Accordo raggiunto: €9.000,00
Riduzione ottenuta: €9.948,33
Taglio del debito: circa 52,5%
Pagamento: 36 rate mensili
Interessi sulla rateizzazione: zero
Contenzioso giudiziario: evitato.

Questo è il punto che vogliamo far comprendere alle famiglie:

un debito non va ignorato. Ma non va neppure accettato senza essere prima controllato.


Saldo e stralcio non significa “non pagare”

È importante essere chiari.

Un saldo e stralcio non è un diritto automatico e nessuno può garantire preventivamente che un creditore accetterà una determinata riduzione.

Ogni posizione ha una storia diversa.

Cambiano il creditore, il contratto, la documentazione disponibile, l’importo, la situazione economica del debitore e lo stato dell’eventuale recupero giudiziale.

Per questo il nostro approccio parte dall’analisi.

Prima si controlla. Poi si contesta, se esistono motivi. Infine si tratta.

È molto diverso dal semplice:

“Non riesco a pagare, fatemi uno sconto.”

Una trattativa efficace deve avere argomenti.


Attenzione: non smettete semplicemente di pagare

Su questo punto vogliamo essere particolarmente chiari.

L’art. 1460 del Codice civile, relativo all’eccezione di inadempimento nei contratti a prestazioni corrispettive, può assumere rilievo in determinate controversie.

Ma non significa che chiunque possa unilateralmente smettere di pagare un finanziamento soltanto perché ritiene esistente un’anomalia.

Occorre valutare il contratto, la natura dell’inadempimento contestato, la sua rilevanza e la proporzionalità della reazione.

Per questo non consigliamo il “fai da te”.

Una contestazione sbagliata può peggiorare la posizione invece di migliorarla.


«Pensavamo di dover pagare tutto»

La famiglia D.L. di Milano, protagonista della vicenda pubblicata dall’Associazione, ha sintetizzato così il risultato:

«Non solo ci hanno dimezzato il debito, ma ora possiamo pagare in 36 rate senza interessi.»

Ed è esattamente questo il senso del nostro intervento.

Non promettere miracoli.

Cercare soluzioni.


Avete un finanziamento che non riuscite più a pagare?

Se avete ricevuto:

  • una richiesta da una società di recupero crediti;
  • una proposta di piano di rientro;
  • una decadenza dal beneficio del termine;
  • un decreto ingiuntivo;
  • un precetto;
  • oppure semplicemente avete rate che non riuscite più a sostenere,

non aspettate che il problema diventi più grande.

Fate controllare la posizione prima di sottoscrivere nuovi accordi o riconoscimenti del debito.

Perché il momento migliore per negoziare non è quando tutto è ormai compromesso.

È prima.


La miglior causa è quella che si evita

Quando esistono le condizioni per raggiungere un accordo serio e sostenibile, una soluzione stragiudiziale può evitare anni di contenzioso, ulteriori costi e soprattutto una pressione economica difficile da sostenere per una famiglia.

Questo caso lo dimostra:

€18.948,33 richiesti → €9.000 concordati.

Non significa che ogni debito possa essere dimezzato.

Significa qualcosa di molto più importante:

prima di pagare tutto, controllate tutto.


Avete un debito con una banca o una finanziaria? Agite adesso

Se trovate un avvocato specializzato, sottoponetegli immediatamente tutta la documentazione.

Se invece non trovate un professionista specializzato oppure i costi fossero troppo elevati, potete iscrivervi all’Associazione per attivare il nostro supporto.

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Avvocato in Famiglia ETS
info@avvocatoinfamiglia.com
PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374

NON ASPETTATE IL PIGNORAMENTO. PRIMA DI PAGARE, CONTROLLATE.


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