Banca IFIS chiede 34.870 euro. Ma in Tribunale la richiesta è stata respinta: ecco perché

Un decreto ingiuntivo, quasi 35.000 euro da pagare e una domanda decisiva: chi pretende quei soldi ha davvero dimostrato di esserne il creditore?

 

Una richiesta da 34.870 euro. Poi interviene l’avvocato Turchetti

Immaginiamo un nostro associato che riceva un decreto ingiuntivo da Banca IFIS per 34.870 euro, relativo a un vecchio finanziamento originariamente stipulato con un’altra società.

La preoccupazione è enorme. Il rischio di un pignoramento appare sempre più vicino.

Ma il nostro associato decide di non arrendersi e si rivolge all’Associazione Avvocato in Famiglia ETS.

Nella vicenda , affidiamo la difesa all’avvocato Turchetti, che individua un elemento decisivo: la documentazione prodotta non dimostra con sufficiente certezza che quello specifico credito sia stato effettivamente ceduto a Banca IFIS.

La contestazione che cambia la causa

L’avvocato propone opposizione al decreto ingiuntivo e richiama un principio fondamentale dell’articolo 2697 del Codice Civile:

Chi pretende un pagamento in giudizio deve dimostrare i fatti su cui si fonda il proprio diritto.

Non basta dichiarare di aver acquistato un credito.

Quando la titolarità viene specificamente contestata, occorre dimostrare che proprio quel finanziamento rientri nell’operazione di cessione.

Anche una pubblicazione in Gazzetta Ufficiale può risultare insufficiente, quando non consente di individuare con certezza il credito e mancano altre prove idonee.

Il risultato nel nostro esempio: da 34.870 euro a zero

Nel caso descritto  il Tribunale accoglie l’opposizione, revoca il decreto ingiuntivo e respinge la richiesta di pagamento perché la titolarità del credito non è stata adeguatamente provata.

34.870 euro richiesti. Nessuna somma riconosciuta in quel giudizio.

Attenzione: questo risultato non significa necessariamente che il finanziamento originario sia inesistente o definitivamente cancellato. Significa che quella specifica pretesa giudiziale non è stata dimostrata.

La testimonianza dell’associato

Testimonianza reale.

«Quando ho ricevuto il decreto ingiuntivo, pensavo che ormai fosse tutto finito. Quasi 35.000 euro erano una cifra impossibile per la mia famiglia.

Poi ho capito una cosa: anche una banca deve dimostrare quello che pretende.

Prima di rassegnarmi a pagare, dovevo conoscere i miei diritti. È questa la differenza che può fare una difesa preparata.»

Avete ricevuto un decreto ingiuntivo da Banca IFIS? Non rinunciate a difendervi.

Non tutti i debiti sono contestabili. Ma non tutte le richieste di pagamento sono adeguatamente documentate.

Prima di pagare o riconoscere una posizione debitoria, è opportuno verificare il contratto, la cessione del credito, gli importi richiesti e gli eventuali motivi di opposizione.

Il tempo conta: normalmente l’opposizione a decreto ingiuntivo deve essere proposta entro 40 giorni dalla notifica, salvo termini differenti previsti nel provvedimento.

L’Associazione Avvocato in Famiglia ETS può aiutarvi a valutare la documentazione e a individuare un professionista per la vostra difesa.

Non pagate soltanto per paura. Prima verificate. Poi decidete come tutelarvi.

Contattateci per una valutazione

Associazione Avvocato in Famiglia ETS

WhatsApp e Prima Emergenza: 338 83 10 374

Email: info@avvocatoinfamiglia.com

Per iscriversi all’Associazione:
https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/

Un’opposizione fondata può cambiare l’esito di una richiesta di pagamento. Non lasciate trascorrere i termini senza conoscere i vostri diritti.


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