Bollette acqua, luce e gas: i consumi oltre 2 anni sono prescritti (e devono dirtelo!)

Dal 1° gennaio 2020 è entrata in vigore una regola che molti ancora non conoscono, ma che può evitare di pagare centinaia – a volte migliaia – di euro di bollette arretrate: la prescrizione biennale.

Se ti chiedono di pagare importi relativi a consumi di oltre due anni fa, hai il diritto di opporre la prescrizione. Non è una gentile concessione, ma un diritto previsto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) e integrato nella regolazione dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente).


L’obbligo di informare: non solo per i gestori, ma anche per i recuperatori

La normativa stabilisce che i venditori e i gestori di energia elettrica, gas e acqua devono in ogni caso:

  • informare il cliente della possibilità di eccepire la prescrizione biennale;
  • fornire un modulo precompilato per comunicarlo;
  • indicare i recapiti a cui inviare la richiesta;
  • rendere disponibile il tutto anche online e agli sportelli fisici.

E qui arriva la domanda cruciale: se un credito vecchio più di due anni viene ceduto o affidato a una società di recupero crediti, questa ha lo stesso obbligo?
La risposta è sì: il recuperatore non può nascondere l’esistenza della prescrizione. Se agisce per conto del gestore o come nuovo titolare del credito, deve rispettare le stesse regole di trasparenza. Diversamente, si configura una pratica commerciale scorretta (Codice del Consumo, art. 20 e seguenti) e la richiesta di pagamento può essere contestata.


Come funziona la prescrizione biennale

Prima del 2020, non si poteva opporre la prescrizione se il ritardo nella fatturazione dipendeva da colpa dell’utente (ad esempio, mancata comunicazione della lettura).
Oggi, invece, la legge è chiara: la prescrizione si applica “in ogni caso” ai consumi superiori a due anni, indipendentemente da eventuali responsabilità dell’utente.

In pratica:

  • I consumi oltre due anni devono essere indicati separatamente in bolletta;
  • Oppure devono essere chiaramente evidenziati all’interno della fattura;
  • E l’utente deve essere informato della possibilità di eccepire la prescrizione.

Come far valere il tuo diritto

  1. Controlla la data dei consumi: se superano i 24 mesi dalla fatturazione, rientrano nella prescrizione.
  2. Scarica o richiedi il modulo predisposto dal gestore (o dalla società di recupero crediti).
  3. Invia la comunicazione via PEC o raccomandata A/R, conservando copia.
  4. Se ti ignorano o insistono, attiva un reclamo formale e segnala il caso all’ARERA o all’Antitrust.

Caso reale

Un nostro iscritto di Firenze aveva ricevuto una richiesta di 1.280 euro per consumi idrici del 2018, inviata da una società di recupero crediti nel 2023.
Grazie al nostro intervento e all’eccezione di prescrizione, il debito è stato annullato. La società di recupero è stata diffidata per mancata informativa, e il gestore richiamato all’osservanza delle delibere ARERA.


La nostra posizione

Pagare consumi prescritti significa regalare soldi a chi conta sulla tua disinformazione. Se non trovi un avvocato specializzato oppure non puoi permettertelo, interveniamo noi.

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