I buoni fruttiferi postali sono strumenti di investimento molto sicuri e, soprattutto, molto diffusi. Ma come si fa a riscuotere quelli ereditati? Quali documenti andranno presentati?

Che cosa sono i buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi sono un prodotto sicuro perché garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti che è una società controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Sono quindi sicuri perché garantiti dallo Stato e, inoltre, il loro valore non è soggetto al rischio di mercato. In sostanza, chi ha un buono a tasso fisso non si dovrà preoccupare in quanto il suo valore non subirà oscillazioni per i movimenti dei tassi di mercato. Inoltre il suo valore di rimborso crescerà con gli anni. ( approfondisci

I diversi tipi di buono

Ci sono diversi tipi di buoni postali. Gli ordinari sono quelli adatti per coloro che desiderano investire fino a vent’anni senza rinunciare alla possibilità del rimborso in qualsiasi istante. Con essi, poi, si può contare su rendimenti fissi crescenti e gli interessi saranno erogati già dopo il primo anno dalla sottoscrizione. 

I buoni fruttiferi postali 3×4 sono quelli per chi desidera investire fino a dodici anni in quanto si potrà contare su rendimenti fissi crescenti. Con essi, poi, si avrà anche la flessibilità di rimborso e ciò anche dopo tre, sei e nove anni con gli interessi maturati.

buoni fruttiferi postali 3×2 sono quelli per chi vuole investire fino a sei anni contando anche su rendimenti fissi crescenti. Dopo 3 anni si avranno riconosciuti anche gli interessi mentre il rimborso del capitale investito potrà esserci in ogni momento.

I buoni fruttiferi postali 3 anni Plus sono quelli ideali per chi desidera investire fino a 3 anni. Anche per tale tipologia di buoni, infatti, si potrà contare su rendimenti fissi e si avrà la flessibilità di rimborso in ogni momento.
I buoni fruttiferi postali di Poste Italiane indicizzati all’inflazione italiana saranno il prodotto ideale per chi vorrà investite fino a dieci anni. Con essi si avrà un rendimento fisso che con il capitale sarà rivalutato in base all’andamento dell’inflazione italiana. Così come le altre tipologie di buono, poi, anche questo avrà la flessibilità di rimborso in ogni momento.

Come si ereditano

Ma come si ereditano? «I bfp – spiegano alle Poste Italiane – alla morte dell’intestatario cadono in successione così come gli altri beni di quest’ultimo. Gli eredi, quindi, che vorranno il rimborso di essi dovranno presentare il certificato di morte del defunto nonché compilare tutta la documentazione necessaria (che potrà essere richiesta presso gli sportelli di Poste Italiane) per l’apertura della pratica di successione. Qualora gli eredi siano più di uno, tutti dovranno recarsi presso le Poste e rilasciare la certificazione che attesti la loro parentela con l’intestatario dei buoni (basterà anche il testamento). Il tempo da attendere stimato è di circa tre settimane».

I documenti da presentare

Gli eredi che effettueranno pratica di successione dei buoni fruttiferi postali dovranno presentare alle Poste Italiane l’estratto dell’atto di morte di colui che era titolare dei buoni. Su di esso dovranno comparire il nome ed il cognome della persona deceduta, la data ed il luogo in cui è avvenuto il decesso e la sua ultima residenza o anche domicilio nonché (qualora ci sia) il nominativo del coniuge.

L’altro importante documento da presentare è l’atto notorio o anche una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nella quale siano indicati tutti gli eredi e le loro generalità. Qualora vi sia un testamento, occorrerà presentare il verbale di pubblicazione del testamento segreto o olografo in copia conforme all’originale.

Secondo quanto afferma la Legge, i buoni fruttiferi postali in successione non concorrono a formare l’attivo ereditario per cui non devono essere dichiarati.

 

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