HANNO COMPRATO IL TUO DEBITO? PRIMA DI PAGARE, PRETENDI LE PROVE
Quando le banche si aiutano tra loro, perché i debitori non dovrebbero fare lo stesso?
Ogni giorno migliaia di famiglie italiane ricevono telefonate, lettere, e-mail o messaggi da società che affermano di aver acquistato un vecchio debito.
Il tono è spesso lo stesso:
“Paghi subito.”
“Il credito è stato ceduto.”
“Ora deve pagare noi.”
Ma la domanda che pochi si pongono è molto semplice:
Chi dice di essere il nuovo creditore lo può davvero dimostrare?
Perché una cosa è certa: se qualcuno pretende dei soldi da voi, deve essere in grado di dimostrare di averne diritto.
Cos’è la cessione del credito?
Le banche e le finanziarie vendono continuamente crediti deteriorati, i cosiddetti NPL (Non Performing Loans).
Un debito da 20.000 euro può essere ceduto per poche migliaia di euro, talvolta addirittura per poche centinaia.
L’operazione prende il nome di cessione del credito ed è disciplinata dagli articoli 1260 e seguenti del Codice Civile.
In pratica:
- voi avete sottoscritto un finanziamento;
- smettete di pagare;
- la banca decide di liberarsi del credito;
- una società specializzata lo acquista;
- quella società tenta di recuperare l’intero importo.
Ma questo non significa che dobbiate pagare senza fare verifiche.
Le tre domande che ogni debitore dovrebbe fare
1. Chi mi sta chiedendo i soldi è davvero il creditore?
Non basta una telefonata.
Non basta una lettera generica.
Non basta nemmeno una e-mail.
Chi pretende il pagamento deve dimostrare il proprio titolo.
Occorre verificare:
- contratto di cessione;
- estratto dell’operazione di cartolarizzazione;
- documentazione che identifichi con precisione il vostro credito;
- eventuali mandati di recupero.
Molte controversie nascono proprio dalla mancanza o dall’incompletezza di questi documenti.
2. La cessione mi è stata comunicata correttamente?
L’articolo 1264 del Codice Civile stabilisce che la cessione produce effetti nei confronti del debitore quando viene notificata oppure accettata.
In alcune operazioni di cartolarizzazione può essere utilizzata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prevista dalla Legge n. 130/1999.
Ma anche in questi casi occorre verificare che il credito richiesto sia effettivamente compreso nella cessione.
Non basta dire:
“Abbiamo comprato il suo debito.”
Bisogna provarlo.
3. L’importo richiesto è corretto?
Questa è la verifica più importante.
Occorre controllare:
- capitale residuo;
- interessi applicati;
- spese legali;
- commissioni;
- eventuali penali;
- pagamenti già effettuati;
- prescrizione;
- correttezza dei conteggi.
Molti debitori scoprono soltanto dopo anni che l’importo richiesto non coincide con quanto realmente dovuto.
Le banche fanno squadra. I debitori dovrebbero fare lo stesso.
Le banche si organizzano.
Le finanziarie si organizzano.
I fondi acquistano pacchetti di crediti e condividono strategie e informazioni.
I debitori invece affrontano tutto da soli.
Ed è proprio questo che spesso li rende più deboli.
Per questo motivo è importante condividere esperienze, informazioni e conoscenze.
Aiutatevi tra debitori.
Raccontate ciò che avete scoperto.
Condividete le vostre esperienze.
Informate chi si trova nella stessa situazione.
La conoscenza è il primo strumento di difesa.
Una storia vera: da 28.000 euro richiesti a una verifica completa
Marco, di Brescia, riceve una richiesta di pagamento da una società che affermava di aver acquistato un vecchio finanziamento.
La richiesta era superiore a 28.000 euro.
Prima di versare anche un solo euro ha chiesto tutta la documentazione.
Dall’analisi sono emerse incongruenze nei conteggi e la necessità di ulteriori prove sulla titolarità del credito.
Solo dopo le verifiche è stato possibile aprire una trattativa consapevole.
Il risultato?
Marco ha evitato di riconoscere immediatamente un importo che non era stato ancora adeguatamente dimostrato.
Il peggior errore? Pagare senza controllare
Ignorare una richiesta può essere rischioso.
Ma anche pagare senza verificare può esserlo.
Prima di firmare.
Prima di riconoscere il debito.
Prima di accettare un piano di rientro.
Prima di versare anche un solo euro.
Pretendete sempre i documenti.
Conclusioni
Se una società sostiene di aver acquistato il vostro debito, non fatevi prendere dal panico.
La legge tutela anche il debitore.
Chi chiede il pagamento deve dimostrare:
- di essere il legittimo creditore;
- che la cessione è valida;
- che l’importo richiesto è corretto.
Conoscere i propri diritti non significa sottrarsi ai propri doveri.
Significa semplicemente evitare di pagare somme non dovute o non adeguatamente dimostrate.
Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.
Per ricevere supporto:
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