INPS CHIEDE 6.398,87 EURO INDIETRO: DOPO IL RIESAME IL DEBITO VIENE CHIUSO

Una richiesta dell’INPS può spaventare, soprattutto quando riguarda migliaia di euro già percepiti come pensione.

Ma prima di pagare è fondamentale verificare se quelle somme siano realmente dovute.

 

Una comunicazione improvvisa dell’INPS.

Una richiesta pesante: 6.398,87 euro da restituire.

È quello che è accaduto ad Antonio P., pensionato residente in Germania, al quale l’Istituto aveva contestato somme relative alla pensione di reversibilità percepita negli anni precedenti.

Per molti cittadini una comunicazione del genere significa una sola cosa: paura.

Paura di perdere parte della pensione.

Paura di dover utilizzare i propri risparmi.

Paura di trovarsi davanti a un debito che sembra impossibile contestare.

Ma una richiesta dell’INPS non significa necessariamente che il cittadino debba pagare immediatamente.

Prima bisogna controllare.


L’INPS CHIEDEVA 6.398,87 EURO

La richiesta nasceva da un ricalcolo pensionistico e da un conguaglio retroattivo.

Secondo i conteggi dell’Istituto, Antonio avrebbe dovuto restituire 6.398,87 euro.

Il nostro associato avrebbe potuto accettare la richiesta e iniziare a pagare.

Ha scelto invece di chiedere assistenza.

Ed è proprio da qui che la vicenda cambia completamente.


PRIMA DI PAGARE ABBIAMO CHIESTO DI VERIFICARE I CONTI

La posizione è stata esaminata attraverso la rete di professionisti che collabora con Avvocato in Famiglia ETS.

La pratica è stata affidata alla tributarista Anna F., esperta anche nelle problematiche previdenziali.

Dopo l’esame della documentazione è stata presentata una formale istanza di riesame all’INPS.

Non siamo partiti immediatamente con una causa.

Abbiamo chiesto all’Ente di verificare nuovamente la posizione, i conteggi effettuati e l’effettiva esistenza dell’indebito.

Perché il nostro principio rimane sempre lo stesso:

la miglior causa è quella che riusciamo ad evitare.


IL RISULTATO: L’INDEBITO VIENE CHIUSO

Dopo il riesame, arriva la risposta dell’INPS.

Con comunicazione ufficiale del 23 giugno 2025, l’Istituto informa che la posizione è stata ricalcolata e che l’indebito è stato chiuso.

Il risultato è semplice da comprendere:

Richiesta iniziale INPS: 6.398,87 euro

Somma da restituire dopo il riesame: zero

Antonio non ha dovuto restituire quanto inizialmente richiesto.

Un risultato importante soprattutto perché ottenuto attraverso una verifica amministrativa, senza trasformare immediatamente il problema in una lunga controversia giudiziaria.


UNA RICHIESTA INPS NON DEVE ESSERE IGNORATA, MA NEMMENO PAGATA ALLA CIECA

Gli indebiti pensionistici sono disciplinati da norme specifiche.

Tra i principali riferimenti troviamo l’articolo 52 della Legge n. 88/1989 e l’articolo 13 della Legge n. 412/1991.

La disciplina distingue diverse situazioni.

Occorre comprendere, ad esempio:

  • quale sia l’origine dell’indebito;
  • se i dati utilizzati dall’INPS siano corretti;
  • se il pensionato abbia regolarmente comunicato le informazioni richieste;
  • se l’errore derivi da dati già conosciuti dall’Istituto;
  • quando l’INPS abbia effettuato i controlli;
  • quando sia stata notificata la richiesta di restituzione.

Non esiste quindi una regola secondo la quale ogni richiesta dell’INPS possa essere annullata.

Ma è altrettanto sbagliato pensare che ogni richiesta debba essere automaticamente pagata.

La stessa disciplina INPS riconosce particolari condizioni di irripetibilità degli indebiti quando l’errore sia imputabile all’Ente e non ricorrano comportamenti rilevanti del pensionato.

Anche la giurisprudenza della Cassazione ha più volte affrontato il tema dei termini entro i quali l’Istituto deve procedere alle verifiche e al recupero delle somme collegate alla situazione reddituale.

Per questo ogni posizione deve essere analizzata singolarmente.


LA TESTIMONIANZA DI ANTONIO

Dietro una pratica previdenziale non ci sono soltanto numeri.

Ci sono persone.

Antonio P., dopo aver ricevuto la richiesta dell’INPS, ci ha raccontato:

«Vivo con poco, e quei soldi non avrei mai potuto restituirli. Mi sono sentito accusato di un errore non mio.»

Quando è arrivata la comunicazione della chiusura dell’indebito, per Antonio la preoccupazione si è trasformata finalmente in sollievo.

È questo il senso concreto dell’assistenza: verificare prima che una richiesta economica possa compromettere inutilmente la serenità di una persona o di una famiglia.


AVETE RICEVUTO UNA RICHIESTA DI RESTITUZIONE DALL’INPS?

Non ignoratela.

Ma soprattutto non pagate automaticamente senza aver prima controllato la posizione.

Chiedete di conoscere:

  • l’origine esatta dell’indebito;
  • gli anni interessati;
  • i conteggi effettuati;
  • i redditi considerati;
  • le comunicazioni che l’INPS ritiene mancanti;
  • i provvedimenti che hanno generato la richiesta.

In alcuni casi il debito è corretto.

In altri può essere necessario ricalcolarlo.

In altri ancora, come accaduto ad Antonio, il riesame può portare alla chiusura dell’indebito.


AVVOCATO IN FAMIGLIA ETS: PRIMA DI PAGARE, CONTROLLATE

Assistiamo pensionati e famiglie nelle controversie relative a:

indebiti INPS, pensioni di reversibilità, richieste di restituzione, ricalcoli pensionistici, trattenute e contestazioni previdenziali.

Il nostro obiettivo è verificare la posizione e cercare, quando possibile, una soluzione amministrativa o stragiudiziale prima di affrontare una causa.

Se non trovate un avvocato specializzato oppure se i costi fossero troppo elevati, potete iscrivervi all’Associazione per ricevere supporto e assistenza.

https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/

info@avvocatoinfamiglia.com

Cell. PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374

Associazione Avvocato in Famiglia ETS


 

 

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