INPS e restituzione indebiti: quando non sei obbligato a restituire le somme
Errore dell’INPS, buona fede del beneficiario e prescrizione di 5 anni: ecco i casi in cui l’ente non può pretendere la restituzione.
Introduzione
Sempre più cittadini ricevono dall’INPS richieste di restituzione di somme percepite negli anni passati, come pensioni, assegni familiari, indennità o contributi. Non sempre però queste richieste sono legittime. La legge e la giurisprudenza hanno chiarito che esistono casi precisi in cui il cittadino non è tenuto a restituire nulla.
Quando l’INPS non può chiedere la restituzione
1. Errore dell’INPS
Se l’erogazione è stata effettuata per un errore materiale o amministrativo dell’INPS, senza dolo o colpa del beneficiario, quest’ultimo non ha alcun obbligo di restituire le somme.
2. Buona fede del beneficiario
Chi ha ricevuto gli importi convinto della loro legittimità e senza possibilità di accorgersi dell’errore, rientra nella tutela della buona fede. In questo caso la restituzione non è dovuta.
3. Prescrizione quinquennale
Le somme indebitamente percepite si prescrivono in 5 anni dalla data in cui l’INPS avrebbe dovuto recuperarle o dalla fine del periodo di erogazione.
- Se entro 5 anni non vengono notificati atti interruttivi (come solleciti, cartelle, accertamenti), l’INPS decade dal diritto di recupero.
- Se invece l’ente invia comunicazioni formali, il termine ricomincia a decorrere da capo.
Testimonianza reale
Maria R., 62 anni, di Napoli, racconta la sua esperienza:
“Un giorno mi è arrivata una lettera dall’INPS che mi chiedeva di restituire oltre 7.000 euro di pensione, somme percepite dieci anni prima. Sono caduta nel panico: come potevo restituirle dopo così tanto tempo?
Mi sono rivolta all’Associazione Avvocato in Famiglia ETS, che ha verificato subito la mia posizione. Hanno scoperto che l’errore era dell’INPS e che, soprattutto, erano passati più di 5 anni senza alcuna comunicazione valida.
Risultato: non ho dovuto restituire nulla. Senza di loro avrei accettato di pagare, credendo di essere obbligata.”
Cosa fare se arriva una richiesta di restituzione INPS
- Verifica la causa dell’errore: accertati se l’errore dipende da te o dall’INPS.
- Controlla i termini di prescrizione: se sono passati più di 5 anni senza notifiche ufficiali, la pretesa potrebbe essere decaduta.
- Conserva tutta la documentazione: avvisi, lettere, PEC e cartelle.
- Rivolgiti a un’associazione o a un avvocato: spesso le richieste sono impugnabili e annullabili.
Conclusione
Non sempre ciò che chiede l’INPS è dovuto. Il cittadino ha strumenti legali per difendersi da richieste indebite, specialmente quando è dimostrata la buona fede o quando la prescrizione è già maturata.
Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.
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