LETTERA DI UN ASSOCIATO: “MI HANNO CHIESTO 30.000 EURO… MA HO AVUTO LA FORZA DI DIFENDERMI”

Abbiamo deciso di condividere pubblicamente questa lettera, arrivata pochi giorni fa alla nostra associazione. È la testimonianza di un nostro associato che, come tanti, si è trovato a fronteggiare un decreto ingiuntivo ingiusto. La sua voce rappresenta quella di migliaia di famiglie italiane che ogni giorno combattono contro società di recupero crediti aggressive.


La lettera

“Gentile Associazione,

quando ho ricevuto quel decreto ingiuntivo da oltre 30.000 euro, ho pensato che la mia vita fosse finita. Non dormivo più, non riuscivo a lavorare, temevo che avrebbero portato via tutto.

Quella richiesta non arrivava neanche dalla mia banca, ma da una società sconosciuta, la Rubicon SPV, che sosteneva di aver comprato in blocco il mio vecchio prestito. Mi scrivevano lettere dure, minacciando pignoramenti. Mi sentivo già sconfitto.

Ma poi ho deciso di reagire. Con il vostro aiuto e con l’avvocato che mi avete messo a disposizione, ho capito una cosa fondamentale: quelle società devono dimostrare di essere davvero titolari del credito. Non basta dire “abbiamo comprato”. Devono esibire documenti chiari: il contratto di cessione, l’elenco dettagliato, la prova che proprio il mio prestito fosse stato ceduto.

In tribunale, tutto questo non c’era. Solo carte generiche, prive di valore.

E così il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha revocato il decreto ingiuntivo. Quella pretesa assurda è stata cancellata.

Ho provato un sollievo immenso: non solo per i soldi, ma perché per la prima volta non mi sono sentito solo. Ho capito che la legge tutela davvero i cittadini, basta avere il coraggio di farla valere.

Per questo vi scrivo: per ringraziarvi e per dire ad altri come me di non arrendersi. Non lasciate che la paura vi paralizzi. Se ce l’ho fatta io, potete farcela anche voi.

Con gratitudine,
Giuseppe D., Caserta”


Perché condividiamo questa storia

La vicenda del nostro associato dimostra che i cittadini hanno diritti reali e strumenti per difendersi. La Cassazione ha più volte affermato che le società che acquistano crediti devono provare con precisione la titolarità della pretesa (art. 58 TUB). Senza documenti validi, le richieste sono illegittime.


Cosa possiamo fare per te

Se hai ricevuto:

  • un decreto ingiuntivo,

  • una lettera da una società di recupero,

  • una richiesta di pagamento da soggetti sconosciuti,

non restare fermo. Potresti avere diritto a contestare e far annullare tutto.

Noi siamo al tuo fianco per:

  • analizzare la documentazione,

  • verificare la legittimità della cessione,

  • difenderti in tribunale e, quando serve, ottenere la revoca del decreto ingiuntivo.


🔗 Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.
Per attivare la procedura è necessario iscriversi all’associazione:

👉 https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/

📩 info@avvocatoinfamiglia.com
📞 Cell. PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374
Associazione Avvocato in Famiglia ETS


 

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