Patrocinio a spese dello Stato: come ottenere un avvocato quando non puoi permettertelo
Quando la giustizia sembra un lusso, la legge offre una soluzione
Molte persone rinunciano a difendersi in tribunale per un motivo semplice: temono di non potersi permettere un avvocato.
In realtà il nostro ordinamento prevede uno strumento fondamentale di tutela:
il patrocinio a spese dello Stato, disciplinato dal D.P.R. n. 115/2002 (Testo Unico sulle spese di giustizia).
Questo istituto consente ai cittadini con redditi limitati di essere assistiti da un avvocato con costi sostenuti dallo Stato, garantendo il diritto costituzionale alla difesa previsto dall’articolo 24 della Costituzione.
Il problema è che molti cittadini non sanno come funziona oppure rinunciano perché la procedura appare complicata.
Vediamo quindi, in modo semplice e concreto, chi ne ha diritto e come richiederlo.
Cos’è il patrocinio a spese dello Stato
Il patrocinio a spese dello Stato è un istituto che consente a chi ha un reddito basso di:
- nominare un avvocato
- avviare o difendersi in un processo
- sostenere spese di consulenze tecniche e atti processuali
senza anticipare i costi della difesa.
La disciplina è contenuta negli articoli 74-141 del D.P.R. 115/2002.
Lo Stato anticipa o paga direttamente:
- compenso dell’avvocato
- consulenze tecniche
- spese processuali
- contributo unificato
Il cittadino quindi non deve sostenere i costi della causa, salvo casi particolari.
Chi può richiederlo
Il requisito principale riguarda il reddito familiare.
Per accedere al patrocinio, il reddito imponibile annuo del richiedente non deve superare una determinata soglia stabilita dalla legge.
Attualmente il limite è di circa 12.838 euro annui, ma può aumentare se nel nucleo familiare sono presenti più conviventi.
La regola generale è prevista dall’articolo 76 del D.P.R. 115/2002.
Il reddito da considerare è quello:
- risultante dall’ultima dichiarazione fiscale
- di tutti i componenti del nucleo familiare convivente
Esistono tuttavia eccezioni importanti, ad esempio nei procedimenti per:
- violenza domestica
- maltrattamenti in famiglia
- stalking
- reati contro la persona
In questi casi la legge consente l’accesso anche senza verificare il reddito familiare.
In quali cause è possibile utilizzarlo
Il patrocinio può essere richiesto in molti ambiti:
cause civili
- separazioni e divorzi
- recupero crediti
- opposizione a cartelle esattoriali
- difesa contro pignoramenti
cause penali
- difesa dell’imputato
- assistenza alla persona offesa
procedimenti amministrativi e tributari
Questo significa che può essere utilizzato anche per difendersi da:
- banche
- finanziarie
- società di recupero crediti
- cartelle esattoriali
- pignoramenti
Come presentare la domanda
La richiesta deve essere presentata:
- al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente
- oppure direttamente al giudice davanti al quale pende la causa
La domanda deve contenere:
- dati anagrafici del richiedente
- indicazione della causa o della difesa da intraprendere
- dichiarazione del reddito familiare
- copia del documento di identità
Una volta accolta la richiesta, il cittadino può scegliere un avvocato tra quelli iscritti negli elenchi del patrocinio a spese dello Stato.
Attenzione: non tutti gli avvocati accettano questo tipo di incarichi
Nella pratica molti cittadini incontrano una difficoltà concreta:
trovare un professionista disponibile e realmente esperto nella materia specifica.
In particolare nei casi più complessi, come:
- debiti bancari
- pignoramenti immobiliari
- cartelle esattoriali
- sovraindebitamento
è fondamentale rivolgersi a professionisti che conoscano bene queste procedure.
Una storia reale
Marco, artigiano di Brescia, aveva accumulato oltre 45.000 euro di debiti con banche e finanziarie.
Quando ricevette il primo atto di pignoramento pensò di non avere alcuna possibilità di difendersi.
Il suo reddito però rientrava nei limiti previsti dalla legge.
Attraverso il patrocinio a spese dello Stato è stato possibile:
- contestare parte del debito
- verificare la prescrizione di alcune posizioni
- bloccare temporaneamente la procedura esecutiva
Una situazione che sembrava senza via d’uscita ha trovato una strada legale per essere affrontata.
La giurisprudenza sul diritto alla difesa
La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che l’accesso al patrocinio rappresenta uno strumento essenziale di tutela dei diritti fondamentali.
Tra le pronunce più significative:
- Cassazione civile n. 22017/2018 – il diritto alla difesa non può essere limitato da ostacoli economici
- Cassazione n. 24723/2020 – il patrocinio a spese dello Stato garantisce l’effettività dell’art. 24 Cost.
Il principio è chiaro:
la giustizia deve essere accessibile a tutti, non solo a chi può permettersela.
Quando chiedere aiuto
Se avete ricevuto:
- una cartella esattoriale
- una richiesta di pagamento da una finanziaria
- un pignoramento
- una causa civile
prima di rinunciare alla difesa verificate se avete diritto al patrocinio a spese dello Stato.
In molti casi esistono soluzioni legali che le persone non conoscono.
L’aiuto dell’Associazione Avvocato in Famiglia ETS
Molte famiglie si rivolgono alla nostra associazione perché non sanno come orientarsi tra procedure legali e documenti da presentare.
Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.
L’Associazione Avvocato in Famiglia ETS aiuta i cittadini a:
- comprendere i propri diritti
- valutare le possibili strategie legali
- individuare professionisti competenti
Per evitare errori e perdite di tempo è importante inviare sempre la documentazione completa e leggibile.
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