Pignoramenti sospesi fino a 180 giorni? Non aspettate la nuova legge: potete difendervi già oggi

Una proposta depositata in Parlamento potrebbe rafforzare in modo significativo la tutela delle famiglie sovraindebitate:

stop automatico alle esecuzioni fino a 180 giorni e protezione dell’unica automobile indispensabile.

Ma c’è un punto ancora più importante: alcuni strumenti per fermare le esecuzioni esistono già oggi. Aspettare può essere l’errore peggiore.

Quando arrivano un pignoramento dello stipendio, un conto corrente bloccato o il rischio di perdere beni indispensabili, molte persone fanno la stessa cosa: aspettano.

Aspettano una nuova legge. Aspettano una rottamazione. Aspettano che il creditore faccia una proposta. Aspettano che la situazione migliori.

Nel sovraindebitamento, però, il tempo può diventare il migliore alleato del creditore e il peggior nemico della famiglia.

Ed è proprio su questo problema che vuole intervenire una nuova proposta di legge.

La proposta A.C. 2885: pignoramenti sospesi fino a 180 giorni

Il 16 aprile 2026 è stata presentata alla Camera dei deputati la proposta di legge A.C. 2885, contenente modifiche al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in materia di sovraindebitamento e tutela del debitore meritevole.

Il provvedimento è stato assegnato alla II Commissione Giustizia della Camera l’11 maggio 2026.

È fondamentale essere chiari: non è ancora legge.

Tra le novità più rilevanti previste dalla proposta vi sarebbe l’introduzione di una sospensione di diritto, fino a un massimo di 180 giorni, delle azioni esecutive e cautelari individuali a partire dal deposito della domanda di accesso alle procedure di sovraindebitamento.

In termini molto semplici: se la norma venisse approvata nella formulazione proposta, la famiglia avrebbe una sorta di area di protezione temporanea mentre l’Organismo di composizione della crisi esamina la situazione e prepara la procedura.

Non sarebbe più necessario attendere che il danno sia già avvenuto.

Anche l’unica automobile potrebbe essere protetta

La proposta contiene un’altra previsione estremamente interessante per le famiglie.

L’unica automobile del debitore o del nucleo familiare, quando effettivamente indispensabile per esigenze di lavoro, salute o istruzione, potrebbe essere sottratta alla liquidazione alle condizioni previste dalla nuova disciplina.

Secondo il testo illustrato della proposta, tra i requisiti vi sarebbe anche un valore del veicolo non superiore a 10.000 euro.

Non stiamo quindi parlando di proteggere automobili di lusso.

Stiamo parlando dell’auto con cui una persona raggiunge il posto di lavoro, accompagna un familiare malato in ospedale o porta i figli a scuola.

Una differenza sostanziale.

Ma anche questa disposizione, oggi, non è ancora in vigore.

La vera notizia è un’altra: non dovete aspettare

Questo è il punto sul quale vogliamo richiamare l’attenzione delle famiglie.

Leggere di una futura sospensione automatica dei pignoramenti per 180 giorni non deve far pensare:

“Allora aspetto che approvino la legge.”

Potrebbe essere un errore molto serio.

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, D.Lgs. 14/2019, prevede già oggi strumenti attraverso i quali il debitore sovraindebitato può chiedere protezione al giudice.

Nella procedura di ristrutturazione dei debiti del consumatore, disciplinata dagli articoli 67 e seguenti CCII, l’articolo 70 consente infatti al giudice, su richiesta del debitore, di sospendere i procedimenti di esecuzione forzata che potrebbero compromettere la fattibilità del piano e di adottare ulteriori misure protettive sul patrimonio.

Non è una protezione automatica.

Deve essere richiesta, motivata e valutata dal giudice.

Ma esiste già.

Ed è già stata concretamente utilizzata dai Tribunali.

Pignoramento dello stipendio, conto bloccato, cessione del quinto: intervenire prima è decisivo

Il sovraindebitamento non significa semplicemente “avere molti debiti”.

Significa trovarsi in una situazione nella quale le proprie entrate e il proprio patrimonio non consentono più di sostenere regolarmente gli impegni assunti.

Quando la crisi diventa strutturale, continuare semplicemente a pagare tutto quello che viene richiesto può non risolvere il problema.

A volte lo peggiora.

Una procedura correttamente costruita può consentire di mettere sul tavolo l’intera situazione: finanziamenti, banche, finanziarie, cartelle esattoriali, pignoramenti, cessioni del quinto e altri debiti.

L’obiettivo non è “non pagare”.

L’obiettivo è pagare quanto realmente sostenibile secondo una procedura prevista dalla legge, preservando alla famiglia quanto necessario per vivere dignitosamente.

Un caso che spiega bene il problema

Immaginiamo il caso di Marco, nome di fantasia, lavoratore dipendente con uno stipendio di 1.650 euro mensili.

Negli anni ha accumulato finanziamenti, una carta revolving, alcune cartelle e una cessione del quinto. Quando arriva anche un pignoramento dello stipendio, il bilancio familiare diventa materialmente insostenibile.

Marco pensa di aspettare qualche mese.

È proprio qui che può commettere l’errore.

Un professionista specializzato, invece, deve verificare immediatamente se esistono i presupposti per una procedura di sovraindebitamento e, quando necessario, chiedere al giudice le misure protettive previste dalla normativa vigente.

Prima si interviene, maggiori sono normalmente le possibilità di costruire una soluzione sostenibile.

Non confondiamo la proposta di legge con i diritti che esistono già

La proposta A.C. 2885 rappresenta un segnale importante perché riconosce un problema concreto: una procedura di sovraindebitamento rischia di arrivare troppo tardi se, nel frattempo, i creditori possono continuare ad aggredire il patrimonio.

La futura sospensione automatica fino a 180 giorni servirebbe proprio a colmare questo spazio temporale.

Ma oggi il principio operativo deve essere un altro:

non aspettate una nuova legge per utilizzare quella che esiste già.

Il Tribunale di Latina, ad esempio, ha richiamato nel 2026 proprio l’operatività delle misure previste dall’articolo 70, comma 4, CCII nell’ambito della ristrutturazione dei debiti del consumatore.

La tutela, quindi, non è soltanto teorica.

Deve però essere richiesta correttamente e inserita all’interno di una procedura tecnicamente sostenibile.

L’iniziativa nazionale etica di Avvocato in Famiglia ETS

Molte famiglie ci pongono sempre la stessa domanda:

“So che esiste il sovraindebitamento, ma come faccio se non conosco un avvocato specializzato o non riesco a sostenere immediatamente tutti i costi?”

È precisamente uno dei problemi che intendiamo affrontare con la nostra iniziativa nazionale etica.

Per gli associati valutiamo, insieme ai professionisti della rete, la possibilità di strutturare l’assistenza legale secondo modalità sostenibili e con compensi collegati, ove possibile, all’effettivo risultato dell’attività.

Le spese vive e necessarie della procedura, quando le condizioni lo consentono, possono essere organizzate e dilazionate fino a 12 mesi.

L’eventuale trattamento dei compensi professionali nell’ambito della procedura viene definito secondo la normativa applicabile, il piano presentato e le determinazioni del giudice.

Niente promesse impossibili.

Prima vengono analizzati documenti, redditi, patrimonio, debiti e procedure esecutive.

Poi si stabilisce se la strada del sovraindebitamento è realmente percorribile.

La soluzione può esistere. Ma dovete smettere di aspettare

La futura riforma potrebbe rendere ancora più forte la tutela delle famiglie.

Potrebbe introdurre uno stop automatico fino a 180 giorni.

Potrebbe tutelare l’unica automobile realmente indispensabile.

Potrebbe rendere più semplice intervenire prima che una difficoltà economica diventi irreversibile.

Ma quella legge non è ancora entrata in vigore.

E chi ha oggi un pignoramento, un’asta, una trattenuta sullo stipendio o debiti ormai insostenibili non può permettersi di affidare il proprio futuro a una legge che forse arriverà domani.

Gli strumenti esistono già.

La soluzione, in molti casi, può esistere.

Ma siete voi a dover smettere di attendere e iniziare a far verificare la vostra posizione.

Se non trovate un avvocato specializzato oppure i costi richiesti sono troppo elevati, potete aderire alla nostra iniziativa nazionale etica e richiedere supporto.

Iscriviti per ricevere supporto e verificare la tua situazione:

https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/

Associazione Avvocato in Famiglia ETS

info@avvocatoinfamiglia.com

Cell. PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374

La giustizia non è un lusso, è un diritto.


 

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