⚖️ Pignoramento in corso? Ecco cosa devi fare per verificarne la legittimità e provare a rimuoverlo

Un pignoramento – che sia su conto corrente, stipendio, pensione o immobile – è uno degli atti più invasivi e traumatici previsti dal nostro ordinamento.

Ma attenzione: non sempre è legittimo, non sempre le somme richieste sono corrette, e non sempre è irrevocabile.


🔍 Verificare la correttezza del pignoramento: il primo passo da fare

Quando si riceve un atto di pignoramento, è fondamentale non accettarlo passivamente. Ogni atto può essere:

  • contestato, se presenta vizi formali o sostanziali;
  • ristrutturato, se l’importo è sproporzionato o errato;
  • revocato o convertito, in presenza di accordi alternativi.

Vediamo insieme le verifiche da eseguire subito.


1. Verificare la correttezza della procedura

Un pignoramento può essere annullato se:

  • L’atto non è stato notificato correttamente (es. notificato via posta semplice, notificato a un indirizzo errato);
  • Manca un titolo esecutivo valido (decreto ingiuntivo, sentenza, ecc.);
  • Sono trascorsi i termini di efficacia dell’atto presupposto (es. una cartella esattoriale notificata oltre i termini di legge);
  • Non è stato rispettato l’obbligo di preventiva intimazione di pagamento (art. 480 c.p.c.).

👉 Molti pignoramenti vengono dichiarati nulli proprio per vizi procedurali.


2. Controllare le cifre e il calcolo degli interessi

Spesso le somme indicate nel pignoramento:

  • Includono interessi usurari o anatocistici;
  • Riportano spese legali gonfiate o non documentate;
  • Si basano su saldi non aggiornati o crediti prescritti.

In questi casi è possibile:

  • Chiedere una perizia econometrica indipendente;
  • Contestare l’estratto conto giudizialmente;
  • Ridurre il debito con opposizione ex art. 615 o 617 c.p.c.

3. Verificare se il debito è ancora esigibile

Non tutti i crediti possono essere pignorati. In particolare:

  • Le cartelle esattoriali possono essere prescritte;
  • I finanziamenti possono contenere clausole nulle (es. interessi non pattuiti per iscritto);
  • I debiti verso banche o finanziarie possono essere soggetti a decadenza, nullità o superamento dei limiti di legge.

In tutti questi casi è possibile bloccare il pignoramento già in atto.


4. Valutare la possibilità di sospensione o conversione

Ai sensi dell’art. 495 c.p.c., è possibile:

  • Chiedere la conversione del pignoramento in una somma da versare a rate;
  • Ottenere la sospensione dell’esecuzione per motivi di illegittimità;
  • Avviare una negoziazione con il creditore per trovare un accordo alternativo (es. saldo e stralcio).

💡 Anche quando non ci sono errori formali: c’è ancora una strada

Anche nel caso in cui la procedura sia corretta e non emergano vizi immediati, esiste comunque una possibilità concreta di fermare il pignoramento.

Come?

Grazie a protocolli di rinegoziazione e accordi extragiudiziali che la nostra Associazione ha attivato con:

  • Istituti bancari
  • Società finanziarie
  • Società di recupero crediti

In base a questi protocolli, è possibile:

  • Ottenere la sospensione volontaria del pignoramento
  • Concordare un saldo e stralcio personalizzato
  • Azzerare gli interessi o ridurre drasticamente l’importo richiesto

🔗 Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.

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🗣️ Testimonianza

“Mi era stato pignorato lo stipendio da una finanziaria. Mi hanno detto che era tutto regolare. Ma grazie all’Associazione, è venuto fuori che mancavano notifiche e l’importo era gonfiato. Dopo un ricorso, il pignoramento è stato annullato e ho chiuso tutto con una rata sostenibile.”
Antonio C., Bari