Quanto tempo ha Poste Italiane per liquidare gli eredi?

Cosa succede al conto corrente in caso di decesso del titolare?

Quando una persona titolare di un conto corrente muore, i suoi risparmi non vanno persi: vengono temporaneamente congelati dall’istituto di credito — che sia una banca o Poste Italiane — fino alla conclusione della procedura di successione. Solo al termine di tale iter, e a seguito della corretta documentazione, l’ente può provvedere alla liquidazione delle somme agli eredi legittimi.

Gli adempimenti da seguire: cosa devono fare gli eredi?

Nel caso in cui un tuo caro venga a mancare ed era titolare di un conto presso Poste Italiane, gli eredi devono attivarsi presentando una serie di documenti:

  1. Certificato di morte del defunto.

  2. Dichiarazione di successione o certificato di eredità (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate o dal notaio).

  3. Documenti d’identità e codice fiscale degli eredi.

  4. Eventuale atto notorio o dichiarazione sostitutiva di atto notorio con l’indicazione degli eredi.

  5. Restituzione di strumenti finanziari legati al conto: carte di debito, di credito, libretti assegni.

Una volta completata tutta la documentazione e formalità, Poste Italiane procederà con la chiusura del rapporto contrattuale e la distribuzione delle somme agli aventi diritto.


Qual è il termine massimo entro cui Poste deve liquidare gli eredi?

Secondo quanto stabilito dall’art. 183 del Codice Civile e dalle normative di settore, Poste Italiane ha un termine massimo di sei mesi dalla presentazione di tutta la documentazione corretta per procedere alla liquidazione delle somme agli eredi. Superato tale termine, è possibile presentare reclamo formale:

  • All’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), se vi è inerzia da parte di Poste.

  • All’IVASS, se sono presenti polizze assicurative collegate.

  • Alla stessa Poste Italiane, tramite PEC o raccomandata A/R, con eventuale diffida ad adempiere.


E se ci sono più eredi?

Nel caso in cui ci siano più eredi, Poste Italiane può procedere alla liquidazione solo con il consenso unanime di tutti. Se anche uno solo degli eredi si oppone, la somma resta bloccata finché la controversia non viene risolta, anche eventualmente in sede giudiziaria.


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