RECUPERO CREDITI: I TRUCCHETTI PIÙ USATI PER SPAVENTARE I DEBITORI

Quando la paura diventa un business. E come difendersi davvero.

C’è un trucco, anzi più di uno, che alcune società di recupero crediti usano sistematicamente: creare paura.

La paura vende. La paura fa pagare.

 

Ma la paura – quando costruita con atti fasulli o inutilizzabili – è un abuso del diritto.

Ed è proprio ciò che ha confermato l’AGCM – l’Autorità Antitrust, con una sanzione storica che mette un punto fermo:
inviare atti giudiziari non iscritti a ruolo, davanti a giudici incompetenti, allo scopo di intimidire il debitore, è una pratica commerciale aggressiva e illegale.


IL TRUCCHETTO PIÙ SPORCO: L’ATTO DI CITAZIONE “FANTASMA”

Alcune società (sempre le stesse, guarda caso) notificavano ai consumatori atti di citazione regolari nella forma, ma inesistenti nella sostanza, perché:

  • depositati davanti a un giudice incompetente territorialmente;
  • mai iscritti a ruolo, quindi mai divenuti un vero processo;
  • privi del versamento del contributo unificato e dei bolli, necessari per l’avvio della causa;
  • notificati tramite avvocati “di casa”, sempre gli stessi, sempre compiacenti.

Il risultato? Un atto formalmente perfetto, ma giuridicamente inesistente.
Un colpo ben assestato al fegato del cittadino, che – comprensibilmente – si spaventa e paga. Anche quando non dovrebbe.


PERCHÉ FUNZIONA? IL TERRORISMO PSICOLOGICO

Mettiamoci nei panni del debitore medio.
Riceve un atto giudiziario. Sulla carta sembra tutto vero. Firma del legale, data dell’udienza, timbro.

La prima reazione? Panico.
La seconda? Pagare subito, per evitare problemi peggiori.

E nel frattempo:

  • tanti debitori pagano debiti prescritti;
  • altri pagano importi sbagliati o non dovuti;
  • altri ancora rinunciano ai loro diritti, perché un avvocato, spesso, “costa troppo”.

Il terrorismo psicologico fa incassare milioni.
Ed è per questo che certi metodi venivano ripetuti come una catena di montaggio.


LA SENTENZA DELL’ANTITRUST: FINE DEL GIOCO (FORSE)

L’AGCM è intervenuta con decisione:
inviare atti di citazione non iscritti a ruolo con finalità intimidatoria costituisce una pratica commerciale scorretta e aggressiva, vietata dal Codice del Consumo.

Il provvedimento ricorda un principio fondamentale:
il foro competente è quello del consumatore, come stabilito dall’art. 33 Codice del Consumo e dagli orientamenti consolidati della Cassazione.

Quando una società aggira la legge per metterti paura, non sta recuperando un credito:
sta commettendo un abuso.


C’È DI PEGGIO: ATTI TOTALMENTE INVENTATI

Durante le nostre verifiche, abbiamo scoperto casi sconcertanti:

  • Atti notificati con timbro del Giudice di Pace, ma mai esistiti negli archivi.
  • Citazioni mai depositate, ma presentate come cause vere.
  • Debitori convinti a pagare somme non dovute, semplicemente perché terrorizzati dall’idea di un processo imminente.

È bastata una notifica inventata per far incassare migliaia di euro a chi non aveva alcun titolo per reclamarli.


COME DIFENDERSI DA QUESTE PRATICHE?

La difesa non è complicata, ma serve metodo e sangue freddo:

  1. Mai pagare prima di vedere i documenti ufficiali.
  2. Chiedere immediatamente:
    • titolo di legittimazione (cessione o mandato);
    • contratto originale;
    • estratto conto cronologico;
    • computo interessi;
    • atto giudiziario completo e iscrizione a ruolo.
  3. Se non rispondono, non hanno nulla in mano.
  4. Se insistono con molestie telefoniche, contatti a terzi o atti dubbi, si procede con:
    • diffida;
    • reclamo al Garante Privacy;
    • valutazione di illeciti commerciali e risarcitori.

TESTIMONIANZA – “HO PAGATO UN DEBITO CHE NON ESISTEVA”

Giuseppe, Milano
“Ricevetti un atto di citazione per un debito di 3.800 euro. Panico totale. Andai al Giudice di Pace: il fascicolo non esisteva. Quel giorno ho capito cosa significa terrorismo psicologico. Grazie all’Associazione non solo ho smesso di pagare, ma ho anche chiesto la cancellazione di ogni dato illegittimo.”


VUOI TOGLIERTI DI MEZZO LE SOCIETÀ DI RECUPERO? POSSIAMO RISPONDERE NOI AL POSTO TUO

Le società di recupero crediti smettono di essere arroganti quando trovano qualcuno che risponde per te.
E qui entra in gioco la nostra tutela.

Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.

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