Recupero crediti: diavolo o acqua santa?

TUTTI LE ODIANO, AVVOCATO IN FAMIGLIA NON LE AMA MA LE UTILIZZA  A PROPRIO FAVORE 

Premettiamo che la presenza di agenzie di recupero crediti offre la possibilità di avviare una trattativa di mediazione e di ottenere talvolta una soluzione che accontenta entrambe le parti senza incorrere in pesanti spese legali e abbreviando i tempi della procedura.

D’altra parte il loro lavoro consiste nel recuperare soldi dovuti a banche e finanziarie e, visto che la crisi ha alleggerito il portafoglio degli italiani, spesso gli agenti di recupero del credito si rendono disponibili a giungere ad una conclusione che incontri le possibilità del debitore così da non lasciare del tutto a bocca asciutta il titolare del credito.

Non stiamo certo affermando che sia semplice, ma sappiamo che è possibile.

Le Associazioni Consumatori come Avvocato in Famiglia infatti quotidianamente si fanno carico di gestire i contatti, frequenti e talvolta “malevoli”, con questi indefessi operatori del recupero crediti.

Ecco dunque il primo consiglio che vi diamo:

contattate la nostra Associazione, capace di contenere le incursioni e, soprattutto, abile nel gestire la mediazione volta ad ottenere il risultato più soddisfacente per tutti.

Tale fase di lancio, rilancio e confronto è sempre snervante e scoraggiante. Noi dell’Associazione Avvocato in Famiglia abbiamo l’esperienza necessaria e la dialettica allenata per opporre la giusta dose di resistenza non violenta che porti l’interlocutore a consigli più miti.

Contattateci la numero verde

Purtroppo la crisi ha generato però anche risvolti negativi rendendo le riscossioni difficilissime e quindi spingendo taluni operatori del recupero crediti ad utilizzare sistemi decisamente poco ortodossi pur di spuntarla e ottenere i soldi dal povero debitore tartassato attraverso minacce e insulti.

L’attività di recupero del credito è legittima.

Ma deve avvenire nel rispetto della dignità personale del debitore e della sua privacy e deve essere condotta nell’osservanza scrupolosa dei principi di liceità, correttezza e pertinenza.

Prassi quali visite a domicilio o sul luogo di lavoro, stalking telefonico con chiamate preregistrate, preavvisi e avvisi postali con diciture quali “preavviso esecuzione notifica” o “recupero crediti”, affissioni di avvisi di mora sulla porta di casa, utilizzo sconsiderato e diffusione abusiva dei dati del debitore e dei sui famigliari contravvengono quanto stabilito dal Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Silenzio! Parla il Garante!

La nostra premessa avrà già certamente scatenato un dibattito tra chi sostiene che le società di recupero crediti hanno sempre torto e chi ribatte che la colpa è di chi non paga i suoi debiti. Ma vediamo cosa ha stabilito il Garante per la Tutela della Privacy.

Chi può esercitare il recupero crediti?

– direttamente il creditore

– altri soggetti incaricati dal creditore, quali società specializzate, legali e altri liberi professionisti che siano stati designati responsabili del trattamento dei dati del debitore per i fini del recupero del credito e, in tal caso, l’incarico deve essere assegnato a mezzo di un contratto di servizio quale un mandato o un appalto.

Quali dati può cedere il creditore agli incaricati del recupero crediti?

– i dati del solo debitore e non di tutti i suoi clienti, né tantomeno può dare accesso al proprio database;

– i dati che consentono all’incaricato del recupero crediti di eseguire il compito affidatogli: dati anagrafici e dati utili per contattare il debitore, informazioni relative all’ammontare del debito;

– i dati forniti dal debitore alla conclusione del contratto da cui origina il debito;

– i dati desumibili da elenchi o registri pubblici.

Quali obblighi deve osservare il creditore che cede i dati?

– deve cedere solo i dati utili al recupero crediti per eseguire l’incarico;

– deve cedere i dati del solo debitore e non quelli di altri clienti o di famigliari del debitore;

– deve informare l’interessato, di norma in sede di stipula del contratto, che in caso di inadempienza degli obblighi contrattuali, i suoi dati verranno ceduti a terzi per le attività di recupero del credito;

– deve indicare espressamente i soggetti incaricati del recupero crediti sia nell’informativa resa in sede di stipula del contratto che nel proprio sito internet.

Quali OBBLIGHI deve osservare il recupero crediti?

– deve astenersi dal comunicare senza giustificato motivo le informazioni relative al debitore e al debito ad altri che non siano l’interessato inclusi famigliari, amici, vicini di casa;

– deve astenersi dal visitare il domicilio, il luogo di lavoro, l’abitazione di famigliari o amici dando ingiustificata comunicazione a soggetti che non sono l’interessato circa lo stato di inadempimento dello stesso;

– deve astenersi dall’effettuare telefonate di sollecito preregistrate senza intervento di operatore perché anche in questo caso potrebbero essere intercettate da soggetti terzi;

– deve astenersi dall’invio di cartoline o plichi recanti all’esterno scritte “recupero crediti” o similari visibili perciò anche a terzi;

– deve astenersi dall’affiggere sulla porta dell’abitazione del debitore avvisi di mora o sollecitazioni di pagamento visibili a soggetti estranei;

– deve astenersi dal conservare i dati del debitore una volta assolto l’incarico o comunque acquisite le somme, salvo il rispetto di specifici obblighi di legge che richiedano una conservazione prolungata delle informazioni raccolte.

Quali diritti ha l’interessato rispetto all’utilizzo dei suoi dati?

– può esercitare nei confronti del titolare del trattamento dei suoi dati (il soggetto creditore ad es. banche, finanziarie, agenzie di recupero crediti etc.) tutti i diritti previsti nel D.LG. 30 giugno 2003 n. 196 ;

– può richiedere l’origine dei dati personali che lo riguardano;

– può opporsi per motivi legittimi al trattamento dei dati che lo riguardano anche se pertinenti alla raccolta;

– può opporsi al trattamento dei dati che lo riguardano ai fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Ricordiamo che per esercitare tali diritti e’ possibile utilizzare il modulo predisposto dal garante.

Ora torniamo alla realtà

Il Garante ha certamente predisposto tutti i livelli di difesa richiesti per una tutela adeguata verso ogni tipo di intrusione.

Ma come in ogni settore lavorativo, i collaboratori di cui le società di recupero crediti si avvalgono possono essere buoni o cattivi e, complice anche il crescente impoverimento dei cittadini, si possono verificare incidenti di percorso molto gravi.

Le società di recupero crediti hanno un codice deontologico a cui attenersi che, se messo correttamente in atto, può venire in aiuto a chi indebitato non sa come gestire la pesantezza eccessiva del debito.

Ma se il codice non viene rispettato il recupero crediti può trasformarsi in stalking spingendosi oltre i limiti posti dalla legge sulla privacy.

Cosa fare quando ciò accade?  E’ consentito reagire e come?  Metodi di difesa “fai da te” contro il recupero crediti

Vi forniamo qui un decalogo di suggerimenti per potervi difendere da soli, almeno in prima battuta, salvo poi, nelle ipotesi più gravi di lesioni, ricorrere al vostro legale.

Ricordate dunque che è un vostro inalienabile diritto:

chiedere il numero di telefono da cui proviene la chiamata quando il recupero crediti ci contatta da numerazione anonima: la legge impone alle società di recupero crediti di rendere sempre visibile il numero;

chiedere il nome dell’operatore telefonico contro il quale possiate sporgere lamentela o denuncia nell’ipotesi di abusi o di illeciti;

chiedere il nome della società a nome della quale opera chi vi ha contattato: non abboccate a coloro che si dichiarano dipendenti della società, banca o finanziaria titolare del credito. I debiti vengono regolarmente ceduti alle società di recupero crediti con il compito di riscuotere il debito;

rifiutare telefonate ad orari a dir poco improbabili se non irragionevoli e/o telefonate martellanti a tutte le ore: in questi casi potete denunciare l’accaduto presentando eventualmente una contestazione scritta alla stessa società di recupero;

rifiutare telefonate in luoghi inadeguati come il posto di lavoro o l’abitazione di parenti: anche in questo caso, potete denunciare la condotta illecita alla stessa società di recupero.

È altrettanto vostro inalienabile diritto:

denunciare il recupero crediti per violazione della privacy con tanto di risarcimento danni nel caso in cui la società di recupero crediti abbia chiesto di voi a vicini di casa o a parenti (anche il coniuge se non è in regime di comunione dei beni), e ad essi sia stata data informazione circa le motivazioni di tale ricerca;

pretendere che l’operatore telefonico assuma un comportamento educato e rispettoso durante la telefonata; nel caso in cui vengano invece utilizzate espressioni violente, forti o maleducate o minacce di usare la forza avete la possibilità di presentare un esposto alle competenti autorità;

non aprire al soggetto che bussa alla vostra porta spacciandosi per “esattore” della società di recupero crediti; egli infatti, non riveste alcuna autorità pubblicistica;

sapere come la società di recupero crediti sia riuscita ad ottenere un vostro indirizzo o un numero telefonico che voi non avete mai fornito al soggetto creditore (la banca, la finanziaria, Sky, ecc.) e chi è il soggetto che li tratta e che li ha ceduti;

chiedere la cancellazione dei vostri dati dalle banche dati nel caso in cui, pur avendo pagato il debito, continuate a subire persecuzioni e minacce;

contestare la condotta della società di recupero crediti cha lasciato un avviso affisso sulla porta di casa perchè in netto contrasto con la legge sulla protezione della privacy.

Se sei già iscritto alla nostra Associazione, stampa e conserva sempre nel portafoglio la nostra Card di Sopravvivenza:

Sei vittima di stalking da parte delle società di recupero crediti?

REAGISCI! DIFENDICI! CONTATTACI!

ioagisco@avvocatoinfamiglia.com

 

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