SALDO E STRALCIO CON BANCA IFIS: COME ABBATTERE I DEBITI OLTRE L’80%
Quando tutto sembra perduto, la strategia giusta può trasformare un debito insostenibile in una vittoria concreta.
È ciò che è accaduto a due nostri associati, che hanno visto ridurre drasticamente i propri debiti grazie a un saldo e stralcio negoziato con Banca IFIS, dopo la cessione dei crediti da Unicredit e Banco Popolare di Milano.
Due casi emblematici: da oltre 135.000 € a soli 22.000 €
- Debito Banco Popolare di Milano: € 75.710,43
→ Chiuso con saldo e stralcio a € 12.000
→ Risparmio: € 63.710,43 (84,15%) - Debito Unicredit: € 60.161,96
→ Chiuso con saldo e stralcio a € 10.000
→ Risparmio: € 50.161,96 (83,38%)
Due famiglie che rischiavano un decreto ingiuntivo e il conseguente pignoramento hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.
Come racconta Marco R. da Torino:
“Ero convinto che fosse impossibile abbattere un debito così alto. Avevo già ricevuto lettere minacciose e stavo per crollare. Con l’intervento dell’Associazione Avvocato in Famiglia ETS, in pochi mesi abbiamo chiuso tutto con una cifra che mai avrei immaginato.”
Perché funziona il saldo e stralcio?
Il saldo e stralcio non è un “favore” della banca, ma una strategia legale e tecnica. Le banche e le società NPL (Non Performing Loans) come Banca IFIS, AMCO, DoValue, acquistano pacchetti enormi di crediti deteriorati a prezzi ridotti, e il loro obiettivo è massimizzare il recupero.
Quello che conta non è quanto hanno pagato per acquistare il credito, ma quanto ritengono di poter effettivamente riscuotere.
È qui che entra in gioco la nostra professionalità:
- Analizziamo i contratti per verificare anomalie (usura, anatocismo, vizi documentali, prescrizione).
- Studiamo la reale capacità patrimoniale e reddituale del debitore.
- Facciamo leva sugli errori procedurali frequenti nelle azioni esecutive.
La giurisprudenza è chiara
La Cassazione ha più volte ribadito che le società cessionarie devono dimostrare la piena legittimazione attiva e la correttezza della documentazione prodotta (ex art. 58 TUB e art. 1260 c.c.). Non di rado, tali documenti risultano carenti o incompleti, aprendo spazi di trattativa vantaggiosi.
Inoltre, la recente ordinanza Cass. n. 18152/2024 ha confermato che anche dopo la notifica di una cartella o di un decreto ingiuntivo è possibile far valere la prescrizione del credito, bloccando il recupero.
Quando conviene agire?
Il momento migliore per avviare un saldo e stralcio è prima che la banca proceda al pignoramento. Ma è bene sapere che si può intervenire in qualsiasi fase:
- Trattativa stragiudiziale (fase più favorevole).
- Dopo la notifica di un decreto ingiuntivo.
- In corso di pignoramento.
- Persino con l’immobile già all’asta, se si individuano errori procedurali.
Il segreto è non perdere tempo e farsi assistere da professionisti capaci di individuare gli appigli giuridici.
La testimonianza che vale più di mille parole
Anna L., da Milano ci racconta:
“La banca mi chiedeva 58.000 euro. Dopo due tentativi falliti da sola, mi sono rivolta all’associazione. Non solo hanno fermato il decreto ingiuntivo, ma in pochi mesi ho chiuso con 11.500 euro. Ancora non ci credo.”
La strada è segnata: difendersi è possibile
Il saldo e stralcio non è un regalo delle banche, ma il frutto di strategie legali, calcoli finanziari e tempismo. Chi prova da solo spesso peggiora la situazione, consegnando alla banca informazioni preziose senza avere le armi per difendersi.
Per questo è fondamentale affidarsi a chi ha già ottenuto centinaia di risultati concreti.
🔗 Se non trovate un avvocato specializzato oppure non potete permettervelo, interveniamo noi.
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