Saldo e stralcio Compass: debito da 3.865 euro chiuso con soli 800 euro
Una famiglia schiacciata dalle rate, una richiesta di pagamento ormai insostenibile e un accordo che sembrava impossibile: oltre il 79% del debito è stato cancellato senza arrivare al decreto ingiuntivo.
QUANDO IL DEBITO FA PAURA, IL SILENZIO È IL REGALO PIÙ GRANDE CHE POSSIAMO FARE AL CREDITORE
Una lettera. Una telefonata. Poi un’altra comunicazione sempre più minacciosa.
Per molte famiglie il copione è sempre lo stesso: una rata non pagata a causa della perdita del lavoro, di una malattia, di una separazione o dell’aumento improvviso delle spese quotidiane. Poco dopo, il debito comincia a crescere e il debitore viene travolto dalla paura.
“Devo pagare tutto immediatamente?”
“Possono portarmi via lo stipendio?”
“Arriverà un decreto ingiuntivo?”
Sono domande legittime. Ma la paura non deve trasformarsi in rassegnazione.
Il caso che raccontiamo dimostra che, prima di pagare quanto richiesto o attendere passivamente l’arrivo degli atti giudiziari, è possibile controllare il credito, contestare ciò che deve essere contestato e aprire una vera trattativa.
Il risultato ottenuto parla con i numeri:
DEBITO RICHIESTO: 3.865,12 EURO
IMPORTO DEFINITIVO DELL’ACCORDO: 800 EURO
RIDUZIONE OTTENUTA: 3.065,12 EURO
ABBATTIMENTO DEL DEBITO: CIRCA IL 79,3%
Non una promessa pubblicitaria. Non una formula magica.
Un accordo scritto, costruito attraverso l’analisi della posizione e la negoziazione con Compass S.p.A.
IL POPOLO DEVE SAPERLO: UN DEBITO NON È SEMPRE UNA CONDANNA
Quando una banca o una finanziaria scrive a una persona in difficoltà, il rapporto di forza appare enorme.
Da una parte vi sono uffici legali, procedure automatizzate, società di recupero e sistemi informatici.
Dall’altra parte c’è spesso una famiglia sola, che non conosce le regole e pensa di non avere alcuna possibilità di difendersi.
Ma essere debitori non significa essere privi di diritti.
Il debito deve essere documentato, correttamente calcolato e richiesto nel rispetto delle norme sulla trasparenza bancaria e sul credito ai consumatori. Il Testo unico bancario prevede specifiche tutele per il cliente e stabilisce che le disposizioni poste a sua protezione possono essere derogate soltanto in senso più favorevole. (Normattiva)
Questo non significa che ogni finanziamento sia nullo o che ogni debito possa essere cancellato.
Significa una cosa molto più seria:
Prima di riconoscere, pagare o rateizzare un debito, bisogna capire esattamente che cosa viene richiesto e su quali documenti si fonda la pretesa.
COME È STATO COSTRUITO L’ACCORDO CON COMPASS
L’accordo non è nato da una semplice telefonata con la richiesta di uno “sconto”.
Una trattativa efficace deve essere preparata.
Nel caso seguito dall’Associazione, la posizione è stata affrontata intervenendo prima che la vicenda degenerasse in un decreto ingiuntivo. Sono state formulate contestazioni ed è stata richiesta la documentazione necessaria per ricostruire il rapporto.
Questa attività ha permesso di cambiare il tavolo della negoziazione.
Non più:
“Pagate tutto quello che chiediamo.”
Ma:
“Dimostrate la correttezza della somma richiesta e valutiamo una soluzione sostenibile.”
Secondo quanto pubblicato dall’Associazione, proprio le contestazioni e la richiesta di accesso alla documentazione hanno contribuito all’apertura della trattativa, conclusa con il pagamento di 800 euro a fronte di una richiesta iniziale di 3.865,12 euro. (Associazione Avvocato in Famiglia)
CHE COS’È DAVVERO IL SALDO E STRALCIO
Il saldo e stralcio è un accordo con il quale il creditore accetta il pagamento di una somma inferiore rispetto all’importo complessivamente richiesto.
Il debitore paga la cifra concordata e, a fronte del corretto adempimento, ottiene la definizione della posizione secondo le condizioni indicate nell’accordo.
Dal punto di vista giuridico, l’operazione può assumere la struttura di una transazione, disciplinata dall’articolo 1965 del Codice civile: le parti, mediante reciproche concessioni, pongono fine a una controversia già iniziata oppure ne prevengono una futura.
In parole semplici:
- il creditore rinuncia a una parte della propria richiesta;
- il debitore si impegna a pagare la somma concordata;
- entrambe le parti evitano costi, tempi e rischi di una causa.
Il saldo e stralcio, quindi, non è un favore riservato ai potenti.
È uno strumento negoziale che può essere utilizzato anche dalle famiglie, purché la proposta sia credibile, documentata e correttamente impostata.
PERCHÉ UNA FINANZIARIA PUÒ ACCETTARE MOLTO MENO
Molti debitori pensano:
“Se devo quasi 4.000 euro, perché dovrebbero accettarne soltanto 800?”
La risposta è economica prima ancora che giuridica.
Un recupero giudiziario comporta:
- tempi non sempre brevi;
- costi legali;
- spese di notifica;
- rischio di opposizione;
- rischio di incapienza del debitore;
- incertezza sull’effettivo recupero;
- necessità di produrre e dimostrare tutta la documentazione contrattuale e contabile.
Un accordo immediato e sostenibile può quindi risultare conveniente anche per il creditore.
La Banca d’Italia riconosce che, quando emergono difficoltà nel pagamento, possono essere valutate soluzioni come la rinegoziazione delle condizioni. Ha inoltre indicato, negli orientamenti rivolti agli intermediari, la rinegoziazione tra le iniziative utili in presenza di difficoltà del cliente. Ciò non comporta però un diritto automatico del debitore a ottenere qualsiasi riduzione: ogni accordo deve essere negoziato e accettato dalla controparte. (Banca d’Italia)
È qui che entra in gioco la strategia.
Chiedere semplicemente uno sconto è debole.
Presentare una proposta accompagnata dall’analisi dei documenti, della situazione economica e delle criticità della pretesa è molto diverso.
LA PRIMA REGOLA: NON RICONOSCERE IL DEBITO SENZA AVERLO CONTROLLATO
Quando arriva una richiesta di pagamento, molte persone telefonano immediatamente e dichiarano:
“Sì, il debito è mio, ma non posso pagare.”
È una reazione umana, ma può essere imprudente.
Prima di assumere impegni, sottoscrivere piani di rientro o effettuare pagamenti parziali, è opportuno verificare:
1. IL CONTRATTO
Esiste una copia completa e leggibile del contratto?
Sono indicate correttamente le condizioni economiche?
Sono presenti TAN, TAEG, costi, commissioni e piano di rimborso?
2. IL CONTEGGIO
Come è stata determinata la somma richiesta?
Sono stati sottratti tutti i pagamenti già effettuati?
Sono stati aggiunti interessi, penali o spese?
3. IL SOGGETTO CHE CHIEDE IL PAGAMENTO
La richiesta arriva direttamente dalla finanziaria oppure da una società incaricata?
In caso di cessione, è possibile ricostruire correttamente la titolarità del credito?
4. LE COMUNICAZIONI RICEVUTE
Sono già arrivati una diffida, una decadenza dal beneficio del termine, un decreto ingiuntivo o un atto di precetto?
I termini per intervenire potrebbero essere già iniziati.
5. LA SOSTENIBILITÀ DELLA PROPOSTA
Quanto può pagare davvero la famiglia senza tornare insolvente dopo pochi mesi?
Un accordo impossibile da rispettare non risolve il problema. Lo rinvia soltanto.
NON CONFONDETE UNA TELEFONATA CON UN ACCORDO
Uno degli errori più pericolosi consiste nel fidarsi di promesse esclusivamente telefoniche.
Frasi come:
“Paghi questa cifra e poi sistemiamo tutto”
oppure:
“Versi subito un acconto, l’accordo arriverà dopo”
devono essere valutate con estrema prudenza.
Prima di effettuare il pagamento concordato è necessario ottenere un documento scritto che chiarisca almeno:
- l’importo esatto da pagare;
- le modalità e le scadenze;
- il riferimento preciso alla posizione debitoria;
- l’effetto liberatorio del pagamento;
- la rinuncia alla parte residua secondo i termini pattuiti;
- gli effetti dell’eventuale ritardo;
- l’impegno al rilascio della quietanza finale;
- la disciplina delle eventuali segnalazioni nelle banche dati.
Il bonifico deve riportare una causale coerente con l’accordo.
Dopo il pagamento deve inoltre essere richiesta e conservata la quietanza liberatoria, insieme alla prova di tutti i versamenti.
La parola data può essere dimenticata. La carta scritta molto meno.
IL SALDO E STRALCIO CANCELLA AUTOMATICAMENTE CRIF E LE ALTRE SEGNALAZIONI?
No. È necessario essere molto chiari.
La conclusione di un accordo non determina necessariamente la cancellazione immediata e automatica di ogni segnalazione nelle banche dati creditizie.
Occorre distinguere:
- la chiusura economica del debito;
- l’aggiornamento della posizione;
- i tempi di conservazione dei dati;
- l’eventuale presenza di informazioni inesatte o non aggiornate;
- la Centrale dei rischi della Banca d’Italia;
- i sistemi privati di informazione creditizia.
La Centrale dei rischi è un sistema informativo riservato sulla posizione debitoria, utilizzato dagli intermediari per finalità connesse alla valutazione e alla gestione del rischio di credito. (Banca d’Italia)
Per questo, dopo il pagamento, bisogna verificare che la posizione venga correttamente aggiornata. La liberatoria è importante, ma non va confusa con una garanzia automatica di immediata cancellazione da ogni archivio.
QUANDO BISOGNA MUOVERSI
Il momento migliore per trattare non è necessariamente quello in cui arriva il pignoramento.
È spesso molto più utile intervenire:
- dopo le prime rate insolute;
- quando arriva una diffida;
- dopo la decadenza dal beneficio del termine;
- quando interviene una società di recupero;
- prima del deposito del decreto ingiuntivo;
- immediatamente dopo la notifica di un atto giudiziario.
Prima si ricostruisce la posizione, maggiori possono essere gli strumenti disponibili.
Quando invece è già stato notificato un decreto ingiuntivo, non bisogna perdere tempo: l’eventuale opposizione è sottoposta a termini processuali precisi, indicati nell’atto.
Ignorare una busta non fa sparire il debito. Può far sparire il tempo per difendersi.
IL DEBITO NON NASCE SEMPRE DALL’IRRESPONSABILITÀ
La narrazione più comoda per il sistema è quella del debitore colpevole.
Ma la vita reale è diversa.
Si può smettere di pagare perché:
- si perde il lavoro;
- una famiglia si separa;
- arriva una malattia;
- nasce la necessità di assistere un genitore;
- fallisce una piccola attività;
- aumentano affitto, bollette e generi alimentari;
- il reddito diminuisce mentre le rate restano identiche.
La Banca d’Italia definisce il sovraindebitamento come la situazione nella quale una persona non riesce più a rimborsare regolarmente i propri debiti, tenendo conto anche delle risorse prevedibili nei dodici mesi successivi.
Non è una vergogna.
È un problema economico e giuridico che deve essere affrontato con strumenti concreti.
LA STORIA DI “MARCO”: UNA TESTIMONIANZA RAPPRESENTATIVA
Il nome e alcuni dettagli sono stati modificati per tutelare la riservatezza.
Marco, lavoratore con una famiglia a carico, aveva sottoscritto un finanziamento quando il reddito familiare permetteva di pagare le rate.
Poi la situazione cambiò.
Le spese aumentarono e il reddito diminuì. Dopo alcuni mancati pagamenti, Marco iniziò a ricevere solleciti sempre più insistenti.
La richiesta era di 3.865,12 euro.
Per lui significava scegliere tra il debito e le necessità della famiglia.
Invece di firmare l’ennesimo piano di rientro insostenibile, la posizione venne analizzata. Furono richiesti i documenti, formulate le contestazioni e aperto il confronto con Compass.
La vicenda si è conclusa con un accordo di 800 euro.
Oltre 3.000 euro non più richiesti secondo le condizioni della transazione.
Soprattutto, è stato evitato il passaggio immediato al contenzioso.
Marco non ha ricevuto un regalo.
Ha ottenuto una soluzione perché ha smesso di affrontare da solo un problema più grande di lui.
NON TUTTI OTTERRANNO LO STESSO SCONTO, MA TUTTI HANNO DIRITTO A FAR CONTROLLARE LA PROPRIA POSIZIONE
Sarebbe scorretto sostenere che ogni debito possa essere ridotto dell’80%.
Ogni caso dipende da numerosi elementi:
- importo dovuto;
- documentazione disponibile;
- anzianità del credito;
- situazione reddituale e patrimoniale;
- eventuali garanti;
- presenza di beni aggredibili;
- fase del recupero;
- capacità di formulare un pagamento immediato;
- disponibilità della finanziaria;
- eventuali contestazioni giuridiche e contabili.
Il risultato ottenuto con Compass dimostra però un principio fondamentale:
Una richiesta di pagamento non deve essere subita come una sentenza già pronunciata. Può essere analizzata, discussa e, quando vi sono le condizioni, negoziata.
COSA NON DOVETE FARE
NON PROMETTETE RATE CHE NON POTETE PAGARE
Accettare una rata troppo alta soltanto per interrompere le telefonate può provocare una nuova insolvenza.
NON PAGATE A SOGGETTI NON IDENTIFICATI
Verificate sempre intestazione, mandato, coordinate bancarie e titolarità della posizione.
NON FIRMATE SENZA LEGGERE
Una proposta di rientro può contenere riconoscimenti, rinunce o nuove condizioni.
NON IGNORATE GLI ATTI GIUDIZIARI
Diffida, decreto ingiuntivo, precetto e pignoramento non sono la stessa cosa. Ciascun atto richiede una risposta specifica.
NON CONSEGNATE DENARO A CHI PROMETTE RISULTATI CERTI
Un professionista serio può valutare e negoziare. Non può garantire in anticipo che la controparte accetterà una determinata percentuale.
COSA DOVETE PREPARARE PER FAR ANALIZZARE IL DEBITO
Per una prima ricostruzione sono normalmente utili:
- contratto di finanziamento;
- piano di ammortamento;
- conteggio estintivo, se disponibile;
- ricevute delle rate pagate;
- estratti conto;
- lettere della finanziaria;
- comunicazioni delle società di recupero;
- eventuale atto di cessione;
- diffide e raccomandate;
- decreto ingiuntivo, precetto o pignoramento;
- situazione reddituale familiare;
- indicazione della somma realmente disponibile per una proposta.
Più la documentazione è completa, meno la trattativa si basa sulle parole e più può poggiare sui fatti.
UN ACCORDO PUÒ VALERE PIÙ DI UNA CAUSA
La linea dell’Associazione è chiara:
LA MIGLIOR CAUSA È QUELLA CHE NON SI FA
Una causa può essere necessaria quando il diritto è stato violato e la controparte rifiuta ogni soluzione.
Ma quando esiste la possibilità di chiudere la posizione con un accordo sostenibile, evitando anni di contenzioso, costi e ansia, la trattativa deve essere valutata seriamente.
Nel caso Compass, l’intervento tempestivo ha permesso di:
- evitare l’aggravamento della posizione;
- prevenire un possibile decreto ingiuntivo;
- ridurre drasticamente la richiesta;
- definire il debito con 800 euro;
- restituire stabilità alla famiglia.
Questo è il significato concreto del saldo e stralcio: non nascondere il problema, ma affrontarlo con metodo.
AVETE UN DEBITO CON COMPASS, UNA FINANZIARIA O UNA SOCIETÀ DI RECUPERO?
Non aspettate che una semplice richiesta si trasformi in decreto ingiuntivo, precetto o pignoramento.
Fate controllare:
- il contratto;
- i conteggi;
- gli interessi e i costi applicati;
- la documentazione del credito;
- l’eventuale cessione;
- la sostenibilità di un accordo;
- la possibilità di un saldo e stralcio;
- le alternative previste dal Codice della crisi e dell’insolvenza in presenza di sovraindebitamento.
NON AVETE TROVATO UN AVVOCATO SPECIALIZZATO?
I COSTI RICHIESTI SONO TROPPO ELEVATI?
Iscrivetevi all’Associazione per ricevere supporto e valutare il percorso più adatto alla vostra posizione:
👉 https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/
ASSOCIAZIONE AVVOCATO IN FAMIGLIA ETS
📱 PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374
La giustizia non è un lusso. È un diritto.
Seguiteci sui nostri Social!
Facebook
Instagram
YouTube
🎶 TikTok
Avete bisogno di aiuto? Lasciateci un messaggio e sarete ricontattati.
Contatti Oggetto Vi ricontattiamo Dati personali
