Saldo e stralcio Santander: da 2.100 a 600 euro. Quando trattare bene vale più di litigare

Un debito da 2.100 euro chiuso con 600 euro. Risparmio: 1.500 euro.

 

Si può trattare un debito con una banca o una finanziaria senza arrivare in Tribunale?

Sì. E questo caso lo dimostra.

Una famiglia associata aveva una posizione debitoria collegata a Santander per 2.100 euro.

Dopo l’intervento e la trattativa, la posizione è stata definita con un accordo a saldo e stralcio di 600 euro.

2.100 euro richiesti.
600 euro per chiudere.
1.500 euro rimasti nelle disponibilità della famiglia.

Non è magia.

È negoziazione.


La miglior causa è quella che riusciamo a evitare

Quando arriva una richiesta di pagamento, l’errore più frequente è pensare che esistano soltanto due possibilità:

pagare tutto oppure fare causa.

Non è così.

Esiste una terza strada: sedersi al tavolo e trattare.

Il nostro metodo parte proprio da questo principio.

Prima di alimentare un contenzioso costoso, analizziamo la posizione, verifichiamo i documenti, comprendiamo la reale capacità economica della famiglia e valutiamo se esistano le condizioni per formulare una proposta seria al creditore.

Perché litigare costa.

Una trattativa ben costruita, invece, può consentire al creditore di recuperare rapidamente una parte del proprio credito e al debitore di chiudere definitivamente una situazione diventata insostenibile.


Santander: da 2.100 euro a 600 euro

In questo caso il risultato è particolarmente semplice da comprendere:

Debito richiesto: € 2.100
Accordo raggiunto: € 600
Somma non più richiesta dopo il corretto adempimento dell’accordo: € 1.500

Un risultato importante non tanto per la dimensione assoluta del debito, quanto per un principio che troppo spesso viene dimenticato:

1.500 euro possono essere moltissimi per una famiglia in difficoltà.

Possono significare bollette, affitto, spese scolastiche, alimentari o semplicemente qualche mese di maggiore serenità.

Ed è proprio qui che una buona negoziazione assume anche un valore sociale.


Perché una finanziaria dovrebbe accettare meno?

Perché anche per il creditore recuperare un credito ha un costo.

Avvocati, procedure giudiziarie, notifiche, tempi di attesa, eventuali opposizioni e rischio di incapienza del debitore possono rendere conveniente una soluzione transattiva.

Questo non significa che una banca sia obbligata ad accettare.

Il saldo e stralcio non è uno sconto automatico e non esiste una percentuale garantita.

Occorre trovare un punto di equilibrio tra ciò che il debitore può realmente sostenere e ciò che il creditore è disposto ad accettare.

Ed è qui che entra in gioco la capacità negoziale.


Noi preferiamo parlare con le banche, non dichiarare loro guerra

Questo aspetto per noi è fondamentale.

Banche e finanziarie non sono necessariamente nemici da combattere. Sono controparti con cui trovare, quando possibile, un accordo.

Avere interlocuzioni professionali, corrette e continuative con il mondo bancario e del recupero crediti aiuta a costruire trattative più concrete.

Non servono minacce inutili.

Non servono lettere aggressive scritte soltanto per impressionare.

Serve capire:

  • quanto è realmente dovuto;
  • quale documentazione esiste;
  • quale sia la situazione economica del debitore;
  • quale proposta possa essere credibile;
  • quali siano i rischi e i costi per entrambe le parti.

Una buona trattativa deve permettere, possibilmente, a tutti di uscire dal tavolo con una soluzione.


Cosa dice la legge

Il saldo e stralcio trova normalmente la propria struttura giuridica nell’accordo transattivo disciplinato dall’art. 1965 del Codice civile.

Le parti, attraverso reciproche concessioni, possono definire una situazione controversa evitando o chiudendo un contenzioso.

Quando il creditore rinuncia definitivamente a una parte del credito possono inoltre assumere rilievo i principi della remissione del debito prevista dall’art. 1236 c.c.

La Cassazione ha ricordato che il contenuto concreto dell’accordo è essenziale per stabilirne gli effetti.

La Cassazione civile, sez. III, sentenza 9 aprile 2024, n. 9479, si è occupata proprio di un accordo bancario definito dalle parti come saldo e stralcio, evidenziando l’importanza di comprendere se l’accordo sostituisca completamente le precedenti obbligazioni oppure si limiti a modificarle.

Tradotto in italiano semplice:

non basta scrivere “saldo e stralcio”. Bisogna leggere bene cosa avete firmato.


Prima di pagare i 600 euro vogliamo leggere la liberatoria

Questo è uno dei punti più importanti.

Un accordo deve stabilire chiaramente che, una volta versata la somma concordata, la specifica posizione debitoria viene definita secondo i termini pattuiti e il creditore non potrà pretendere ulteriori somme incompatibili con l’accordo.

Una liberatoria scritta male può creare problemi.

Per questo consigliamo di verificare sempre:

importo esatto da versare;
scadenza;
modalità di pagamento;
posizione o contratto interessato;
effetti del pagamento;
rinuncia al residuo nei termini concordati;
eventuali segnalazioni nelle banche dati.

Prima si legge.

Poi si paga.


Attenzione anche a Centrale Rischi e banche dati

Il pagamento a saldo e stralcio non significa necessariamente che qualsiasi segnalazione bancaria scompaia immediatamente.

Anche questo aspetto deve essere verificato.

La Cassazione civile, ordinanza 9 febbraio 2024, n. 3671, ha affrontato proprio una controversia relativa agli effetti di un accordo transattivo e alla successiva gestione della posizione nella Centrale dei Rischi.

Per questo una trattativa professionale non dovrebbe occuparsi soltanto della cifra da pagare.

Bisogna verificare anche cosa accadrà dopo il pagamento.


Testimonianza: “Finalmente una cifra che potevamo sostenere”

Una famiglia associata di Milano, nel raccontare il proprio caso, ha spiegato quanto fosse forte la preoccupazione per le possibili conseguenze del debito.

Dopo l’intervento dell’Associazione e la definizione della trattativa, il debito è stato ricondotto a una somma sostenibile e la posizione è stata chiusa secondo l’accordo raggiunto.

Il sollievo non nasce soltanto dai 1.500 euro risparmiati.

Nasce soprattutto dall’avere finalmente una soluzione.


Hai un debito? Prima di pagare tutto, fallo controllare

Non possiamo promettere che un debito di 20.000 euro diventi 5.000.

Non possiamo promettere che ogni banca accetterà una proposta.

E non possiamo promettere che ogni posizione presenti irregolarità.

Possiamo però fare una cosa molto concreta:

verificare se esistono le condizioni per trattare.

Perché spesso la domanda corretta non è:

“Come faccio a trovare tutti i soldi?”

ma:

“Possiamo trovare un accordo?”

Santander, Findomestic, Agos, Compass, Banca IFIS, Kruk e gli altri operatori del credito gestiscono ogni giorno migliaia di posizioni.

Ogni posizione, però, ha una storia diversa.

Ed è quella storia che deve essere analizzata.


La giustizia non deve diventare un lusso

Quando possiamo evitare anni di lettere, telefonate, decreti ingiuntivi, opposizioni e procedure esecutive attraverso un accordo ragionevole, preferiamo tentare l’accordo.

È il principio che continuiamo a ripetere:

La miglior causa è quella che si evita.

Se esiste una possibilità concreta di chiudere un debito senza distruggere economicamente una famiglia, vale la pena verificarla.


Vuoi capire se il tuo debito può essere trattato?

Hai ricevuto una richiesta da Santander, una banca, una finanziaria o una società di recupero crediti?

Non firmare accordi e non effettuare pagamenti a saldo e stralcio senza avere prima verificato attentamente le condizioni proposte.

Iscriviti se non trovi un avvocato specializzato oppure se i costi fossero troppo elevati, per ricevere supporto:

👉 https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/

info@avvocatoinfamiglia.com
Cell. PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374

Associazione Avvocato in Famiglia ETS

Nessuna percentuale di riduzione può essere garantita: ogni accordo dipende dalla posizione concreta e dall’accettazione del creditore.



 

 

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