SEGNALAZIONE ILLEGITTIMA NEI SIC: CANCELLATA LA BANCA DATI E AZZERATO UN DEBITO DI OLTRE 7.000 EURO
Una segnalazione negativa può impedirvi di ottenere un prestito, un mutuo o perfino un piccolo fido.
Ma se la banca non ha rispettato le regole, quella segnalazione può essere contestata.
In un caso seguito dall’Associazione, l’intervento legale ha aperto anche la strada all’azzeramento del debito residuo.
Essere definiti “cattivi pagatori” non è una semplice annotazione informatica.
Una segnalazione negativa nei Sistemi di Informazioni Creditizie può compromettere per anni l’accesso al credito e rendere molto difficile ottenere un finanziamento, una carta di credito o una dilazione.
Ma banche e finanziarie non possono inserire i dati delle persone nei SIC ignorando le procedure previste dalla normativa.
Il debito può esistere. La segnalazione, tuttavia, può essere ugualmente illegittima.
Ed è proprio da questa distinzione che è iniziata la difesa di un nostro associato.
Telefonate, pressioni e richieste di firmare cambiali
Il caso nasce da un vecchio finanziamento sottoscritto nel 2016.
Dopo alcune rate non pagate, il debito residuo era stato affidato al recupero crediti. Le richieste erano diventate sempre più insistenti: telefonate ripetute, solleciti e pressioni affinché il consumatore sottoscrivesse delle cambiali.
Stanco di sentirsi continuamente sotto assedio, l’associato si è rivolto ad Avvocato in Famiglia ETS.
La prima scelta non è stata quella di firmare un nuovo piano di pagamento.
È stato disposto un accesso completo alla documentazione, chiedendo alla società finanziaria di dimostrare:
- il contratto originario;
- il dettaglio delle somme richieste;
- la regolarità delle comunicazioni;
- la data della prima segnalazione negativa;
- l’invio e la ricezione del preavviso;
- l’eventuale cessione del credito.
Tra i documenti prodotti mancava un elemento decisivo: la prova che il preavviso di imminente segnalazione fosse stato effettivamente comunicato al cliente. Il caso originario riferiva un debito residuo superiore a 7.000 euro.
Prima della segnalazione il cliente deve essere avvisato
Il preavviso non è una formalità senza importanza.
La sua funzione è consentire alla persona interessata di conoscere l’imminente registrazione negativa e, quando possibile, sanare il ritardo prima dell’inserimento nei SIC.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che il preavviso deve informare l’interessato delle conseguenze del perdurare dell’inadempimento, permettendogli di intervenire prima della segnalazione.
La materia è disciplinata anche dal Codice di condotta per i sistemi informativi creditizi, approvato dal Garante nell’ambito della normativa sulla protezione dei dati personali.
Non basta quindi che la banca mostri una lettera rimasta nei propri archivi.
Occorre verificare:
- quando sia stata predisposta;
- con quale mezzo sia stata trasmessa;
- se sia precedente alla prima segnalazione;
- se esista una prova della consegna o della conoscibilità;
- se la comunicazione contenesse realmente il preavviso.
Una lettera di decadenza dal beneficio del termine non sostituisce automaticamente il preavviso di segnalazione.
La banca deve dimostrare la regolarità della procedura
La giurisprudenza dell’Arbitro Bancario Finanziario distingue due requisiti:
- il requisito sostanziale, cioè l’effettiva esistenza del ritardo o dell’inadempimento;
- il requisito formale, cioè il rispetto della procedura e del preavviso.
La decisione ABF n. 11248 del 24 ottobre 2024 ha ribadito che è onere dell’intermediario dimostrare la ricezione del preavviso. Nel caso esaminato, non essendovi prova dell’invio e della ricezione delle comunicazioni, il Collegio ha ordinato la cancellazione delle segnalazioni contestate.
Questo significa che una morosità reale non autorizza la banca a ignorare le garanzie procedurali.
Le regole valgono anche quando il cliente ha effettivamente saltato alcune rate.
Attenzione: cancellazione della segnalazione e cancellazione del debito non sono la stessa cosa
È necessario evitare promesse ingannevoli.
L’illegittimità della segnalazione può determinare:
- la cancellazione o la rettifica dei dati;
- l’aggiornamento della posizione;
- l’apertura di una contestazione;
- una possibile richiesta risarcitoria, quando il danno sia concreto e dimostrabile;
- una maggiore forza negoziale nella trattativa con il creditore.
Non determina, da sola e automaticamente, l’inesistenza del debito.
Anche il risarcimento non è automatico. La decisione ABF n. 2321 del 22 febbraio 2024 ha riconosciuto il diritto alla cancellazione dei dati illegittimamente trattati, ma ha respinto la richiesta di risarcimento perché non adeguatamente provata.
Per ottenere il risarcimento bisogna documentare il pregiudizio: ad esempio il rifiuto di un finanziamento, la perdita di un’occasione economica o altri danni effettivi.
Come si è arrivati all’azzeramento del debito
Nel caso seguito dall’Associazione, la contestazione della segnalazione ha modificato radicalmente i rapporti di forza.
Il legale incaricato ha utilizzato le criticità documentali e la contestazione relativa al trattamento dei dati per avviare una trattativa con la finanziaria.
Invece di proseguire con un contenzioso sul risarcimento, è stata negoziata una soluzione economicamente più utile per il consumatore: l’azzeramento del debito residuo, che superava i 7.000 euro.
Si tratta di un risultato negoziale riferito nel caso originario dell’Associazione, non di una conseguenza automatica applicabile a tutte le segnalazioni irregolari. Ogni posizione deve essere analizzata attraverso i documenti, le comunicazioni e la storia del rapporto creditizio.
La miglior causa resta quella che si riesce a evitare. Ma per evitarla bisogna conoscere i propri diritti e intervenire prima di firmare cambiali o nuovi riconoscimenti di debito.
Testimonianza del consumatore
Luca, Roma — nome e città di fantasia per tutelare la riservatezza
“Pensavo di dover scegliere tra firmare le cambiali e subire altre telefonate. Dopo l’accesso ai documenti è emerso che non riuscivano a dimostrare il preavviso della segnalazione. La posizione è stata contestata e il debito residuo è stato chiuso. Per la prima volta, dopo mesi, ho smesso di sentirmi senza difese.”
Che cosa controllare immediatamente
Quando scoprite una segnalazione negativa, non limitatevi a chiedere telefonicamente spiegazioni.
Occorre acquisire e verificare:
La visura completa dei SIC
È necessario sapere chi ha effettuato la segnalazione, quando è iniziata, quale importo è indicato e quando sono stati effettuati gli aggiornamenti.
Il preavviso di segnalazione
La banca deve produrre la comunicazione e gli elementi utili a dimostrarne la regolare trasmissione o conoscibilità.
Il contratto e il conteggio del debito
Bisogna verificare capitale, interessi, commissioni, spese e pagamenti già eseguiti.
La titolarità del credito
Quando il debito è stato ceduto, il soggetto che richiede il pagamento deve dimostrare di essere legittimato a riscuotere proprio quella posizione.
Le comunicazioni del recupero crediti
Telefonate, messaggi e lettere devono essere conservati. Pressioni improprie o contatti rivolti a familiari, colleghi o datori di lavoro possono comportare ulteriori contestazioni.
Non firmate cambiali senza avere controllato i documenti
La cambiale non è un semplice foglio con cui promettere un pagamento.
È un titolo che può rendere più rapida l’azione esecutiva del creditore.
Firmare una cambiale, una ricognizione di debito o un piano di rientro senza una preventiva verifica può indebolire contestazioni che, prima della firma, avrebbero avuto un peso determinante.
Prima di sottoscrivere qualsiasi accordo:
fermatevi, recuperate i documenti e fate analizzare la posizione.
Pagare ciò che è realmente dovuto è corretto. Pagare somme non dimostrate, interessi non verificati o accettare pressioni irregolari non lo è.
Siete stati segnalati in CRIF, Experian o CTC?
La segnalazione deve essere verificata subito, soprattutto quando:
- non ricordate di avere ricevuto alcun preavviso;
- la posizione risulta già pagata;
- l’importo segnalato è errato;
- il debito è stato ceduto più volte;
- la segnalazione continua oltre i termini previsti;
- vi è stato rifiutato un mutuo o un finanziamento;
- il recupero crediti vi sta chiedendo di firmare cambiali;
- ricevete telefonate insistenti o contatti sul posto di lavoro.
Prima di pagare, controllate. Prima di firmare, fate verificare.
Richiedete supporto all’Associazione
Se non trovate un avvocato specializzato oppure se i costi fossero troppo elevati, potete richiedere il supporto di Avvocato in Famiglia ETS.
Per consentire all’Associazione di esaminare i dati personali, acquisire i documenti e avviare concretamente l’attività, è necessaria l’iscrizione.
🔗 Iscriviti o rinnova l’iscrizione per ricevere supporto:
https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/
Associazione Avvocato in Famiglia ETS
info@avvocatoinfamiglia.com
Cell. Prima emergenza: 338 83 10 374
La giustizia non è un lusso. È un diritto.
Seguiteci sui nostri Social!
Facebook
Instagram
YouTube
🎶 TikTok
Avete bisogno di aiuto? Lasciateci un messaggio e sarete ricontattati.
Contatti Oggetto Vi ricontattiamo Dati personali
