TROPPI DEBITI? FERMARSI NON BASTA:

ECCO COME RIPRENDERE IL CONTROLLO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Rate, mutuo, finanziamenti, cartelle e recupero crediti possono trasformarsi in una spirale.

Ma aspettare quasi sempre peggiora la situazione.

Il primo passo non è pagare tutto: è capire cosa state realmente pagando e quale strategia utilizzare.

Ci sono famiglie che ogni mese fanno lo stesso calcolo.

Mutuo. Prestito. Carta revolving. Finanziamento dell’auto. Cartelle esattoriali. Rateizzazioni.

Alla fine lo stipendio entra ed è già finito.

Poi arriva una raccomandata. Una telefonata del recupero crediti. Magari un decreto ingiuntivo.

Ed è proprio in quel momento che molte persone commettono l’errore più pericoloso: non fare nulla per paura di affrontare il problema.

I debiti non si risolvono nascondendo le lettere in un cassetto.

Ma nemmeno pagando alla cieca tutto quello che viene richiesto.

Prima si controlla. Poi si decide. Infine, quando possibile, si tratta.

IL VERO PERICOLO NON È SOLO IL DEBITO: È ASPETTARE TROPPO

Quando una famiglia entra in difficoltà economica tende comprensibilmente a guadagnare tempo.

Si paga una rata con la carta di credito. Si chiede un altro finanziamento. Si utilizza lo scoperto di conto corrente. Si pagano prima i creditori che telefonano di più.

È comprensibile.

Ma spesso è l’inizio della spirale.

Un debito che oggi può essere ancora gestito attraverso una verifica, una contestazione o una trattativa, domani potrebbe trasformarsi in un decreto ingiuntivo, un precetto o un pignoramento.

Per questo ripetiamo da anni un principio semplice:

La miglior causa è quella che si evita.

Intervenire tempestivamente permette di avere più strumenti e, soprattutto, più possibilità di negoziazione.

AVETE TROPPI DEBITI? NON PARTITE DALLA DOMANDA “COME POSSO PAGARE TUTTO?”

La domanda corretta è un’altra:

“Quanto devo realmente, a chi lo devo e quali possibilità ho per riorganizzare questa situazione?”

Prima di proporre qualsiasi soluzione occorre ricostruire il quadro completo.

Bisogna verificare:

  • chi sono realmente i creditori;
  • quali debiti sono ancora esigibili;
  • se vi sono crediti ceduti a società terze;
  • se la cessione è adeguatamente documentata;
  • se esistono interessi, commissioni o costi da verificare;
  • se vi sono cartelle prescritte o contestabili;
  • se sono già iniziati procedimenti giudiziari;
  • quanto la famiglia può realisticamente sostenere ogni mese;
  • se esistono le condizioni per un saldo e stralcio;
  • se la situazione richiede invece l’utilizzo degli strumenti previsti dal Codice della crisi.

Solo dopo questa fotografia si può costruire una strategia seria.

OTTO SITUAZIONI DIVERSE. OTTO STRATEGIE DIVERSE

1. Il mutuo viene pagato, ma prestiti e finanziamenti sono diventati insostenibili

È uno dei momenti migliori per intervenire.

Prima che inizino le azioni giudiziarie può essere possibile verificare i contratti, ricostruire le esposizioni e valutare accordi sostenibili con i creditori.

2. Anche il mutuo comincia a pesare troppo

Qui bisogna muoversi rapidamente.

Il mutuo ha normalmente una garanzia ipotecaria sull’immobile e non può essere trattato come un normale prestito personale.

Occorre verificare il contratto, il piano di ammortamento, le rate insolute e le reali possibilità economiche della famiglia.

3. Sono già arrivate raccomandate e solleciti del recupero crediti

Non significa automaticamente che dobbiate pagare immediatamente quanto richiesto.

Significa invece che è arrivato il momento di chiedere documenti, verificare il credito e aprire una trattativa, quando ne esistono i presupposti.

La paura non è una strategia.

4. Avete ricevuto un decreto ingiuntivo

Qui il tempo diventa fondamentale.

Il decreto ingiuntivo non deve essere ignorato perché i termini per un’eventuale opposizione sono precisi.

Occorre farlo esaminare immediatamente da un professionista specializzato.

Anche in questa fase, quando le condizioni lo consentono, una trattativa può ancora evitare conseguenze più pesanti.

5. Il mutuo è decaduto e ci sono altri finanziamenti insoluti

La situazione è più delicata, ma deve comunque essere analizzata nel suo complesso.

Non sempre affrontare ogni creditore separatamente è la scelta migliore.

A volte è necessario costruire una strategia familiare complessiva.

6. Sono iniziati pignoramenti sul conto, sullo stipendio o sulla pensione

Non significa che non esistano più strumenti.

Occorre verificare la procedura, gli importi richiesti, i limiti di pignorabilità e la possibilità di raggiungere un accordo oppure ricorrere agli strumenti previsti dalla normativa sul sovraindebitamento.

7. La casa è già pignorata o è iniziata la procedura d’asta

Qui non esistono scorciatoie.

Serve un’analisi urgente degli atti, dell’esposizione complessiva, del valore dell’immobile e della situazione reddituale.

Prima si interviene, maggiori sono normalmente gli strumenti disponibili.

8. I debiti sono ormai superiori a qualsiasi concreta capacità di rimborso

In questi casi non bisogna continuare all’infinito a tappare una falla aprendone un’altra.

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede strumenti specifici per le persone sovraindebitate.

QUANDO I DEBITI SONO DAVVERO TROPPI, ESISTE IL CODICE DELLA CRISI

La vecchia disciplina conosciuta come “Legge 3/2012” è oggi confluita nel D.Lgs. 14/2019, Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

L’articolo 67 disciplina la ristrutturazione dei debiti del consumatore.

Il consumatore sovraindebitato, con l’ausilio dell’Organismo di Composizione della Crisi, può proporre un piano che stabilisca tempi e modalità per superare la situazione di sovraindebitamento.

La proposta può prevedere, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, anche un soddisfacimento parziale e differenziato dei creditori.

Esiste inoltre la liquidazione controllata, disciplinata dall’articolo 268 CCII.

Per situazioni particolarmente gravi, l’articolo 283 contempla persino l’esdebitazione del sovraindebitato incapiente, riservata alla persona fisica meritevole che presenti i requisiti stabiliti dalla norma.

Questo non significa che “la legge cancella automaticamente tutti i debiti”.

Significa qualcosa di molto più serio:

anche quando la situazione sembra senza uscita, esistono procedure previste dalla legge che devono essere valutate prima di arrendersi.

ANCHE LE BANCHE HANNO RESPONSABILITÀ NELLA CONCESSIONE DEL CREDITO

Un altro aspetto spesso ignorato riguarda il cosiddetto merito creditizio.

L’articolo 124-bis del Testo Unico Bancario impone al finanziatore di valutare il merito creditizio del consumatore prima della concessione del finanziamento.

La Corte di Cassazione è intervenuta più volte recentemente sul rapporto tra comportamento del consumatore e responsabilità del finanziatore.

Con le pronunce Cass. civ., Sez. I, n. 20672/2025, n. 20725/2025 e n. 21048/2025, la Suprema Corte ha precisato diversi aspetti relativi alla valutazione del merito creditizio, alla condotta del finanziatore e ai requisiti richiesti al consumatore per accedere alla procedura.

Il principio pratico è importante: la situazione deve essere ricostruita caso per caso.

Non basta dire “ho troppi debiti” per ottenere una cancellazione.

Ma non bisogna neppure dare per scontato che qualsiasi richiesta formulata da banca, finanziaria o società di recupero debba essere accettata senza verifica.

PRIMA DI PAGARE, CONTROLLATE

È il principio sul quale basiamo molti dei nostri interventi.

Quando arriva una richiesta di pagamento bisogna poter rispondere a tre domande:

Il debito esiste ancora?

L’importo richiesto è corretto?

Chi lo pretende ha effettivamente il diritto di riscuoterlo?

Solo dopo vengono le altre possibilità: contestazione, rateizzazione, saldo e stralcio, accordo stragiudiziale oppure procedura di sovraindebitamento.

Pagare per paura può essere un errore.

Controllare prima di pagare è prudenza.

SALDO E STRALCIO: QUANDO TRATTARE PUÒ ESSERE MEGLIO CHE LITIGARE

Non tutte le situazioni richiedono una causa.

Anzi.

Quando esistono le condizioni economiche e negoziali, si può tentare di definire una posizione attraverso un saldo e stralcio, cioè un accordo con il quale il creditore accetta una somma inferiore rispetto alla pretesa originaria in cambio della chiusura della posizione alle condizioni concordate.

Non esistono percentuali garantite.

Non esiste il fantomatico “50% per tutti”.

Dipende dal creditore, dall’età del credito, dalle garanzie esistenti, dalla situazione patrimoniale del debitore, dalla documentazione disponibile e dalla reale possibilità di recupero.

Per questo una trattativa professionale parte dai documenti, non dalle promesse.

LA STORIA DI GIULIA: QUANDO IL PROBLEMA VIENE AFFRONTATO PRIMA CHE PEGGIORI

Giulia, Roma, si è rivolta all’Associazione con una situazione che molte famiglie conoscono bene:

quattro finanziamenti, rate del mutuo arretrate e due posizioni esattoriali.

La sensazione iniziale era quella di non avere più via d’uscita.

Il primo intervento non è stato “pagare”.

È stato ricostruire.

Creditori, contratti, atti ricevuti, redditi familiari e reale capacità di pagamento.

Da quella ricostruzione è stato possibile individuare le priorità e affrontare le diverse posizioni con strategie differenti.

La sua frase, riportata nella precedente versione di questo articolo, riassume bene la sensazione che provano molte famiglie:

“Pensavamo fosse finita. Quando qualcuno ha finalmente messo ordine nei nostri debiti, abbiamo capito che dovevamo affrontare un problema alla volta.”

È questa la differenza tra avere molti debiti ed essere senza soluzione.

Non sono necessariamente la stessa cosa.

UN AVVOCATO NON VALE L’ALTRO

Una pratica di sovraindebitamento, una procedura esecutiva immobiliare, una contestazione bancaria e una trattativa con un cessionario di crediti richiedono competenze differenti.

Per questo Avvocato in Famiglia ETS opera con una rete di professionisti che intervengono nelle rispettive aree di specializzazione.

L’obiettivo non è iniziare una causa a ogni costo.

È esattamente il contrario.

Verificare. Contestare quando necessario. Negoziare quando possibile. Andare davanti al giudice quando serve davvero.

Perché continuiamo a crederlo:

la miglior causa è quella che si evita.

TROPPI DEBITI? FATE UNA COSA PRIMA DI PRENDERE ALTRE DECISIONI

Prendete un foglio.

Scrivete tutti i debiti.

Indicate per ciascuno:

creditore, importo richiesto, rata mensile, eventuali arretrati, atti ricevuti e presenza di garanzie.

Poi confrontate il totale delle rate con il reddito realmente disponibile della famiglia.

Se i numeri non tornano più, non aspettate che sia un tribunale, una banca o un pignoramento a decidere per voi.

È il momento di affrontare il problema.

Prima si interviene, maggiori possono essere le possibilità di trovare una soluzione.

AVVOCATO IN FAMIGLIA ETS

Se non trovate un avvocato realmente specializzato oppure se i costi risultassero troppo elevati, potete iscrivervi all’Associazione per richiedere supporto e assistenza.

Iscriviti per richiedere supporto:

https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/

Associazione Avvocato in Famiglia ETS

info@avvocatoinfamiglia.com

Prima emergenza: 338 83 10 374

Nessuno deve rimanere indietro.

La giustizia non è un lusso, è un diritto.



 

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