Che succede se, a causa del lockdown, l’inquilino non riesce a pagare l’affitto o non può lasciare la casa a fine contratto

Non solo limitazioni alla mobilità dei cittadini, didattica e lavoro a distanza o centri commerciali chiusi: le restrizioni imposte dalle misure anti-Covid hanno da mesi un forte impatto anche sul bilancio familiare a causa del ricorso alla cassa integrazione, alle attività commerciali chiuse per decreto, ai contratti non rinnovati. Il che, per molti italiani, si traduce in minori ingressi che mettono a repentaglio, ad esempio, la capacità di rispettare puntualmente il pagamento dell’affitto della casa, oltre a quello dei locali commerciali. 

Il coronavirus, dunque, pone una serie di problemi nei rapporti di locazione. Uno di questi, ad esempio, l’impossibilità di rinegoziare il canone. Significa che l’inquilino deve versare quanto pattuito, anche perché una situazione di difficoltà economica non giustifica il mancato pagamento dell’affitto. L’unica soluzione, in questo caso, è affidarsi alla buona volontà delle parti anziché ricorrere alla decisione del giudice: locatario e locatore possono trovare di loro spontanea volontà un accordo per venirsi momentaneamente incontro. Intesa che conviene registrare presso l’Agenzia delle Entrate in modo che resti una traccia, diciamo così, «formale» dell’accordo, della data in cui si dovrà tornare al pagamento del canone originale e della modalità con cui recuperare la parte non versata.

Come accennato, una situazione di crisi economica non giustifica l’interruzione del versamento delle mensilità o il ritardo nei pagamenti, nemmeno in un caso di emergenza come quello che stiamo vivendo attualmente a causa del Covid. Tuttavia, quando ritardi o mancati pagamenti riguardano solo i mesi delle chiusure obbligatorie non è possibile chiedere e convalidare lo sfratto. Non, almeno, fino al 31 dicembre 2020, come stabilito e confermato più volte dai vari decreti sul coronavirus.

Concludendo possiamo affermare che la vera azione per evitare uno sfratto, guardando dalla prospettiva di colui che deve pagarlo ovviamente, ha una sola ed unica opzione: notificare le possibili contestazioni sullo stato/utilizzo del bene immobile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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