Cosa fare quando arriva una raccomandata 

dell’agenzia delle entrate

Ecco cosa contiene la raccomandata inviata dall’Agenzia delle Entrate
e come difendersi senza bisogno di mettere mano al portafogli.
Con il sapere non dovete avere paura, si tratta di una fase che potete gestire in autonomia o se lo ritenete, facendovi aiutare dagli esperti dell’associazione. 

L’UNICO ERRORE È NON FARE NULLA

Quando arriva una raccomandata è quasi sempre per portare brutte notizie. Tra multe, cartelle esattoriali e avvisi dell’Agenzia delle Entrate c’è poco da stare tranquilli e sereni.  Noi Italiani, greci e spagnoli siamo stati riempiti (grazie alla  facilità di credito degli anni 2005/2009) di beni pignorabili come le case. BOOM di acquisti immobiliari in questi paesi per tutte le Famiglie e, guarda che caso, Italiani, Greci e Spagnoli sono i più aggrediti dalla dittatura delle banche Europee. A rimanere indifferente è forse solo chi non ha nulla da perdere perché nullatenente e, se anche non paga, non può subire un pignoramento. Ma basta avere intestata una semplice auto per tremare. A nessuno piace rimanere a piedi e il fermo dell’auto è certamente il mezzo più utilizzato dall’agenzia delle entrate  per recuperare le tasse non pagate. Se poi si aggiunge uno stipendio e un conto corrente o, peggio, una casa: allora la frittata è servita.

Bisogna giocare d’anticipo e conoscere come difendere la famiglia

Primo passo: Capire di cosa si tratta

Negli ultimi tempi, l’Agenzia delle Entrate ha sposato una strategia morbida: quella della compliance, ossia della collaborazione. Nel tentativo di stimolare l’adempimento spontaneo del contribuente, lo invita in anticipo a regolarizzarsi. Lo fa inviandogli una lettera raccomandata con cui gli segnala anomalie riscontrate dalla sua dichiarazione dei redditi o dai beni che risultano a lui intestati. In questo modo l’interessato può sempre regolarizzare la propria posizione. Lo deve fare, però, prima che arrivi l’accertamento, perché dopo è ormai impossibile ogni forma di ravvedimento.

SENZA BISOGNO DI ALCUN AVVOCATO O COMMERCIALISTA! 

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Gli avvisi di accertamento

Queste comunicazioni non sono avvisi di accertamento e non contengono nemmeno la determinazione delle sanzioni dovute. Rappresentano però un invito a verificare la propria posizione fiscale ed eventualmente mettersi in regola con il pagamento degli importi dovuti.

Ricevuta la lettera, e dopo averne verificato il contenuto, si riconosce la correttezza delle segnalazioni dell’Agenzia. A questo punto si può regolarizzare la propria posizione. Usufruendo del ravvedimento operoso recandosi direttamente all’agenzia delle entrate. In questa fase è facile trattare ed ottenere ‘saldi e stralci’ che dopo saranno impossibili.

Omissioni e irregolarità nelle dichiarazioni dei redditi

Cosa può essere accaduto è facile.  Leggere omissioni emerse mettendo a confronto i dati dichiarati dal contribuente nella dichiarazione dei redditi con quelli conservati all’interno delle banche dati dell’Agenzia. E il fisco dispone di strumenti molto penetranti. L’Anagrafe tributaria, che contiene tutti i redditi dei contribuenti e le relative fonti, e l’Anagrafe dei conti correnti, da cui invece risultano i rapporti bancari, i depositi, le cassette di sicurezza, le giacenze, i titoli e le movimentazioni.

La lettera potrebbe anche derivare da una irregolarità riscontrata con gli studi di settore. Tutto e niente insomma. L’arrivo di una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate potrebbe però anche essere il preludio a un «accertamento sintetico». Quello cioè effettuato con il redditometro e le conseguenti sanzioni.  

Ecco perché conviene rispondere alla lettera dell’Agenzia delle Entrate senza avvocati e commercialisti presenti 

Ci troviamo  ancora in una fase collaborativa durante la quale è possibile sia difenderti che ravvederti. E chi meglio di Voi conosce cosa sia realmente accaduto?! Essere accompagnati da un avvocato o commercialista può creare problemi maggiori.

Il primo e più importante consiglio strategico è di rispondere nei termini che vengono assegnati. Difatti, secondo l’orientamento della giurisprudenza, chi non si difende in questa sede non può poi far valere le sue difese davanti al giudice.

Invece, chi risponde alla lettera dell’agenzia delle entrate, può sfruttare l’occasione per verificare se davvero ha commesso un errore o un’omissione. In tal caso può regolarizzarsi con il ravvedimento operoso (presentando una dichiarazione integrativa, insieme al versamento delle imposte, degli interessi e delle sanzioni ridotte).

Solo in questo modo si può evitare la notifica di un avviso di accertamento il pagamento di imposte molto più salate (che possono arrivare finanche al 90% dell’imposta evasa).

L’avviso di accertamento

Invece, una volta arrivato l’avviso di accertamento, non c’è che optare per l’accertamento con adesione se si vuole ridurre al minimo il danno. Al contrario, se il contribuente ritiene corretti i dati indicati nella sua dichiarazione, basterà inviare una comunicazione all’Agenzia, corredata da ulteriori documenti e informazioni.

Se ricevete una lettera dall’agenzia delle entrate, all’interno troverete anche il nome, il cognome e il numero di telefono del responsabile del procedimento. Con lui potrete prendere un appuntamento per chiarire la  posizione. Valutate sempre se  farvi accompagnare dal commercialista o dall’avvocato esperto in fiscalità e diritto tributario.

Un altro avvertimento è di non pensare di trovare prove testimoniali a favore, poiché queste nel processo tributario non hanno alcun valore: contano solo i documenti.

Come chiedere informazioni prima di recarsi all’incontro 

Qualora si abbia la necessità di richiedere ulteriori informazioni in merito al contenuto della comunicazione ricevuta è possibile rivolgersi:

  • A un Centro di Assistenza Multicanale (CAM), attraverso i numeri 848 800 444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare. Attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.
  • Alla Direzione Provinciale di competenza.
  • A uno degli uffici territoriali della Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate.
  • I funzionari dell’Agenzia forniscono l’assistenza necessaria, spiegando ai contribuenti i motivi per i quali è stata inviata la comunicazione.

Nel caso di errori commessi nella dichiarazione dei redditi

Se la lettera dell’Agenzia delle Entrate ti contesta degli errori sulla dichiarazione dei redditi sei sempre in tempo per correggerli, evitando così successivi avvisi di accertamento. A tal fine devi necessariamente:

  • Presentare una dichiarazione integrativa.
  • Versare le maggiori imposte dovute e gli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente effettuato.
  • Versare le sanzioni in misura ridotta relative alle violazioni oggetto di comunicazione.

Fate attenzione alle vostre mosse, poiché un solo errore

potrà essere doloroso  davanti all’Agenzia Delle Entrate.

Affidatevi a uno dei nostri esperti e lasciatevi guidare nei meandri di Equitalia.

Siamo qui per aiutare la VOSTRA FAMIGLIA.

Le Famiglie sono forti, ancora più forti grazie alla Class Action.


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