USCIRE DAI DEBITI A TESTA ALTA È POSSIBILE

Avete troppi debiti? Anche se sono “solo” cartelle esattoriali, non convincetevi che dovrete portarveli dietro per tutta la vita.

50.000 euro. 100.000 euro. 200.000 euro di debiti.

Cartelle esattoriali accumulate negli anni.
Finanziamenti che non riuscite più a pagare.
Rateizzazioni che si sommano ad altre rateizzazioni.
Recupero crediti. Mutuo. Carte revolving. Debiti fiscali.

Poi arriva il momento in cui si pensa:

“Non ne uscirò mai.”

È proprio qui che bisogna fermarsi.

Perché avere molti debiti non significa necessariamente essere senza una soluzione.

La legge italiana mette a disposizione strumenti che, quando ne ricorrono i presupposti, consentono di ristrutturare i debiti, pagarne soltanto una parte o arrivare all’esdebitazione.

La parola importante è questa:

ESDEBITAZIONE

Significa, in termini semplici, poter ottenere, nei casi previsti dalla legge, la liberazione dai debiti che non possono più essere soddisfatti.

Non è un trucco.

Non è una scappatoia.

È uno strumento previsto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019).

E molte famiglie sovraindebitate ancora non sanno che esiste.

IL DEBITO NON DEVE DIVENTARE UNA CONDANNA A VITA

Una famiglia può indebitarsi per mille ragioni.

La perdita del lavoro.

Una separazione.

Un’attività andata male.

Anni di cartelle esattoriali accumulate.

Un mutuo diventato troppo pesante.

Finanziamenti accesi per pagarne altri.

Oppure, semplicemente, una serie di problemi economici che uno dopo l’altro hanno trasformato una difficoltà temporanea in una montagna apparentemente impossibile da superare.

La legge non cancella automaticamente quella montagna. Ma offre strumenti per affrontarla.

Ed è questa la differenza che vogliamo far conoscere.

AVETE SOPRATTUTTO CARTELLE ESATTORIALI? NON PENSATE CHE SIA TUTTO PERDUTO

Uno degli errori più comuni è pensare:

“Con le banche magari posso trattare. Con il Fisco no.”

Non ragionate così.

Quando una persona si trova in una reale situazione di sovraindebitamento, occorre innanzitutto ricostruire l’intera posizione debitoria.

Questo significa verificare anche le cartelle esattoriali.

Prima ancora di parlare di una procedura di sovraindebitamento, infatti, bisogna capire quanto del debito richiesto sia effettivamente dovuto.

Occorre controllare, a seconda del caso:

  • prescrizione;
  • notifiche;
  • eventuali pagamenti già effettuati;
  • sgravi;
  • rateizzazioni;
  • precedenti definizioni agevolate;
  • natura dei singoli tributi;
  • eventuali vizi contestabili;
  • possibilità di utilizzare gli strumenti di definizione previsti dalla normativa vigente.

Prima si verifica il debito. Poi si studia come affrontarlo.

NON ESISTE UNA SOLUZIONE UGUALE PER TUTTI

Questo è un punto fondamentale.

Diffidate da chi vi promette:

“Ti cancelliamo tutti i debiti.”

Non funziona così.

Il Codice della crisi prevede diversi strumenti e la soluzione deve essere costruita sulla situazione concreta della persona.

Ristrutturazione dei debiti del consumatore

Il consumatore sovraindebitato può, con l’ausilio dell’Organismo di composizione della crisi (OCC), proporre un piano che indichi tempi e modalità per superare la propria situazione.

Il piano può prevedere, quando ne ricorrono le condizioni, anche il pagamento parziale dei creditori.

In parole semplici: non sempre uscire dai debiti significa riuscire miracolosamente a trovare il denaro per pagarli tutti.

Può significare ristrutturarli secondo quanto la propria situazione consente realmente di sostenere.

Liquidazione controllata

In altre situazioni può essere valutata la liquidazione controllata del patrimonio, disciplinata dagli articoli 268 e seguenti del Codice della crisi.

Anche questa procedura può condurre, alle condizioni previste dalla legge, all’esdebitazione.

E se non avete praticamente nulla?

Esiste persino una disciplina specifica per il sovraindebitato incapiente.

L’articolo 283 del Codice della crisi contempla il debitore persona fisica meritevole che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, neppure in prospettiva futura.

Naturalmente i requisiti sono rigorosi e devono essere verificati individualmente.

Ma il principio è enorme:

la legge contempla persino la situazione di chi non ha concretamente le risorse per soddisfare i propri creditori.

USCIRE DAI DEBITI NON SIGNIFICA SCAPPARE DAI DEBITI

Questa distinzione per noi è fondamentale.

Noi non diciamo:

“Non pagate.”

Diciamo:

PRIMA DI PAGARE, VERIFICATE.

E soprattutto:

se non siete più materialmente in grado di sostenere i vostri debiti, non continuate per anni a tappare un buco aprendone un altro.

Pagare una finanziaria con un’altra finanziaria.

Chiedere soldi ai parenti per pagare una rata.

Utilizzare una carta revolving per pagarne un’altra.

Accettare qualsiasi rateizzazione pur di prendere tempo.

Sono comportamenti comprensibili quando si ha paura.

Ma possono trasformare una situazione difficile in una situazione ancora peggiore.

Serve una strategia.

IL PRIMO OBIETTIVO NON È “CANCELLARE”. È FARE ORDINE.

Quando incontriamo una persona sommersa dai debiti, spesso il problema iniziale è sorprendentemente semplice:

non sa più esattamente quanto deve, a chi lo deve e perché.

Dieci cartelle.

Tre finanziamenti.

Una vecchia carta di credito.

Un recupero crediti che telefona.

Una rateizzazione con Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Magari un debito ceduto più volte.

Tutto viene percepito come un’unica enorme cifra.

È lì che bisogna cambiare metodo.

Un debito alla volta.
Un creditore alla volta.
Un documento alla volta.

Verificare.

Ricostruire.

Eliminare ciò che eventualmente non è dovuto.

Capire ciò che invece è dovuto.

E soltanto dopo individuare lo strumento giuridico più appropriato.

NON DOVETE VERGOGNARVI DEI VOSTRI DEBITI

Questo forse è il messaggio più importante di tutto l’articolo.

Avere debiti non significa essere falliti come persone.

Dietro una situazione di sovraindebitamento spesso ci sono anni difficili, errori, eventi familiari, problemi lavorativi o semplicemente decisioni economiche che con il tempo sono diventate insostenibili.

Nascondere le lettere non risolve il problema.

Non rispondere al telefono non risolve il problema.

Ma neppure continuare a pagare qualsiasi cifra venga richiesta, soltanto per paura, è necessariamente la scelta corretta.

Affrontare il problema significa riprendere il controllo.

E chiedere aiuto non significa arrendersi.

Significa finalmente cambiare strategia.

USCIRE DAI DEBITI A TESTA ALTA È POSSIBILE

Non promettiamo che ogni debito possa essere cancellato.

Non promettiamo che ogni famiglia possa accedere alla stessa procedura.

E non promettiamo miracoli.

Promettiamo una cosa diversa: il vostro problema merita di essere studiato prima di essere considerato senza soluzione.

Perché la legge prevede strumenti che troppe persone scoprono quando ormai hanno passato anni a vivere nella paura.

Se avete cartelle esattoriali, finanziamenti, mutui, recuperi crediti o una situazione debitoria diventata ingestibile, il primo passo è ricostruire ciò che sta accadendo.

Prima verificare.
Poi comprendere i propri diritti.
Infine decidere come agire.

Non domani.

Perché continuare a rimandare raramente rende un debito più semplice.

FATE IL PRIMO PASSO

Se non riuscite a trovare un avvocato specializzato oppure se i costi risultano difficilmente sostenibili, potete rivolgervi alla nostra Associazione per ricevere supporto e una valutazione della situazione.

Analizzeremo la posizione per comprendere quali strumenti possano essere concretamente valutati e, quando necessario, indirizzare il caso verso professionisti e organismi competenti.

Non abbiate paura di conoscere la vostra reale situazione debitoria.

Potrebbe essere molto diversa da quella che immaginate.

USCIRE DAI DEBITI A TESTA ALTA È POSSIBILE.

Il primo passo è smettere di considerarli una condanna e iniziare a trattarli come un problema da affrontare.

Associazione Avvocato in Famiglia ETS

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