SALDO E STRALCIO UNICREDIT – DOBANK: QUANDO LA TRATTATIVA VINCE SULLA GUERRA
Una lunga battaglia, una soluzione concreta
Molte famiglie e piccole imprese credono che, quando una banca avvia azioni legali, il finale sia già scritto.
Non è così.
Dietro ogni pratica esistono persone, famiglie, imprenditori che hanno vissuto anni difficili, spesso aggravati da crisi economiche, problemi di salute o eventi imprevedibili.
È proprio in questi momenti che conoscere i propri diritti può fare la differenza.
Nel caso che raccontiamo oggi, una piccola impresa italiana era coinvolta da tempo in un contenzioso con UniCredit, successivamente gestito da doBank (oggi parte del gruppo doValue). La situazione sembrava destinata a trascinarsi ancora per anni tra avvocati, udienze e costi sempre più elevati. (Associazione Avvocato in Famiglia)
Poi è arrivata una svolta.
Quando la strategia conta più dello scontro
L’esperienza insegna che non sempre la soluzione migliore passa attraverso una sentenza.
In questo caso, grazie a una trattativa strutturata e a una corretta valutazione dei rischi reciproci, è stato possibile convincere la controparte ad abbandonare una posizione rigida e ad aprire un tavolo negoziale. (Associazione Avvocato in Famiglia)
Il risultato?
Accordo di saldo e stralcio raggiunto.
Non il record assoluto di riduzione, ma un accordo sostenibile, realistico e soprattutto definitivo.
Per la famiglia coinvolta ha significato una sola cosa:
mettere finalmente la parola FINE ad anni di preoccupazioni.
Il saldo e stralcio: cos’è davvero?
Il saldo e stralcio è un accordo mediante il quale il creditore accetta di ricevere una somma inferiore rispetto al debito originario, rinunciando alla differenza pur di chiudere la posizione. (Luca Barone Avvocato)
È una soluzione spesso utilizzata quando:
- il debitore attraversa una reale difficoltà economica;
- il recupero integrale del credito appare incerto;
- entrambe le parti preferiscono evitare anni di contenzioso;
- esiste il rischio di procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.
Molti non lo sanno, ma spesso le banche valutano con attenzione la convenienza economica di una trattativa rispetto ai tempi e ai costi di una causa. (Luca Barone Avvocato)
La miglior causa?
Quella che non si fa.
Una frase che ripetiamo spesso ai nostri associati.
Perché vincere una causa dopo dieci anni non sempre significa aver vinto davvero.
A volte il vero successo consiste nel:
- evitare il pignoramento;
- bloccare ulteriori spese legali;
- salvaguardare il patrimonio familiare;
- tornare a programmare il futuro.
In molti casi una soluzione negoziata può essere più efficace di una lunga battaglia giudiziaria.
La storia di Marco, imprenditore di Verona
Marco (nome di fantasia), titolare di una piccola attività artigianale, aveva accumulato un’esposizione bancaria che sembrava impossibile da gestire.
Per anni aveva vissuto nell’incertezza:
- telefonate continue;
- comunicazioni legali;
- timore di nuove azioni esecutive.
Dopo una valutazione approfondita della sua posizione, è stata avviata una trattativa con il creditore.
Il risultato?
Un accordo sostenibile che gli ha consentito di chiudere definitivamente la vicenda.
Oggi la sua attività continua a lavorare e la sua famiglia ha ritrovato serenità.
Le sue parole:
“Pensavo che l’unica strada fosse il tribunale. Invece ho scoperto che esistevano soluzioni che nessuno mi aveva mai spiegato.”
Cosa prevede la legge?
Tra gli strumenti che possono incidere sulle trattative con banche e finanziarie troviamo:
- gli articoli 1965 e seguenti del Codice Civile sulla transazione;
- il Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993);
- il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019);
- gli strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento.
Proprio la possibilità di ricorrere a procedure previste dal Codice della Crisi porta spesso i creditori a valutare con maggiore attenzione una proposta transattiva. (Associazione Avvocato in Famiglia)
Non aspettate il pignoramento
L’errore più frequente?
Aspettare.
Molte persone si rivolgono all’associazione quando hanno già ricevuto:
- decreto ingiuntivo;
- precetto;
- pignoramento;
- segnalazioni nelle banche dati.
Intervenire prima significa avere molte più possibilità di trattativa.
Ogni situazione è diversa
Non esistono formule magiche.
Non esistono percentuali garantite.
Ogni posizione deve essere analizzata verificando:
- documentazione contrattuale;
- eventuali cessioni del credito;
- prescrizioni;
- interessi applicati;
- capacità economica reale del debitore.
Solo dopo questa analisi è possibile comprendere quale strategia sia realmente percorribile.
NON AFFRONTATE LE BANCHE DA SOLI
Se avete ricevuto richieste di pagamento da UniCredit, doBank, doValue o da altre società di recupero crediti, fate verificare la vostra posizione prima di prendere decisioni.
Se non trovate un avvocato specializzato oppure se i costi fossero troppo elevati, interveniamo noi.
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