OLTRE 4 MILIONI DI LETTORI: UN POPOLO CHE SI INFORMA È UN POPOLO PIÙ FORTE
Meno televisione passiva, più ricerca, più lettura, più consapevolezza. Grazie a milioni di persone che hanno ancora voglia di capire.
Abbiamo superato 4 milioni di lettori.
Potremmo festeggiare il numero.
Preferiamo festeggiare voi.
Perché dietro quattro milioni di letture non ci sono semplicemente quattro milioni di clic.
Ci sono persone che cercano una risposta. Famiglie che vogliono capire. Cittadini che non si accontentano più di sentirsi dire cosa devono pensare.
Leggono. Cercano. Confrontano. Fanno domande.
Ed è questa, probabilmente, la notizia più bella.
AVETE ANCORA VOGLIA DI LEGGERE. E QUESTA È UNA GRANDE NOTIZIA
Per anni ci hanno raccontato che nessuno legge più.
Che gli articoli devono essere cortissimi.
Che le persone vogliono soltanto immagini, slogan e pochi secondi di attenzione.
I nostri lettori stanno dimostrando esattamente il contrario.
Quando un argomento riguarda la casa, i debiti, la banca, una cartella esattoriale, una pensione, una bolletta sbagliata o un diritto negato, le persone vogliono sapere.
E vogliono sapere bene.
Per questo milioni di lettori sono arrivati sulle nostre pagine, hanno letto gli articoli, li hanno condivisi e spesso sono tornati ad approfondire.
Non sottovalutate mai la vostra curiosità.
La curiosità è il primo strumento di difesa del cittadino.
ANCHE FACEBOOK, INSTAGRAM E TIKTOK STANNO CRESCENDO
Il fenomeno non riguarda soltanto il nostro sito.
Anche la presenza di Avvocato in Famiglia ETS su Facebook, Instagram e TikTok è in forte crescita.
Ed è un segnale che consideriamo estremamente positivo.
Perché i social possono essere utilizzati per perdere tempo.
Ma possono essere utilizzati anche per diffondere conoscenza, raccontare casi concreti, spiegare un diritto in pochi minuti e mettere una persona nelle condizioni di fare una domanda che fino al giorno prima non sapeva nemmeno di poter fare.
È questa la rete che ci interessa.
Una rete nella quale un cittadino informa un altro cittadino.
Una famiglia avverte un’altra famiglia.
Un articolo viene condiviso perché potrebbe evitare a qualcuno di pagare una somma non dovuta, accettare una richiesta illegittima o rinunciare a un proprio diritto.
MENO TV. PIÙ INFORMAZIONE SCELTA DA VOI
Non abbiamo nulla contro la televisione.
Ma c’è una differenza enorme tra ricevere passivamente un’informazione e decidere di cercarla.
Quando accendiamo la televisione qualcuno sceglie spesso per noi cosa raccontarci e per quanto tempo.
Quando invece prendiamo uno smartphone o un computer e cerchiamo:
“questa cartella è prescritta?”
“devo veramente pagare questo recupero crediti?”
“la banca può chiedermi questa somma?”
“possono pignorarmi la casa?”
“questa bolletta è corretta?”
in quel momento accade qualcosa di importante.
Siamo noi a scegliere la domanda.
E chi comincia a fare domande diventa inevitabilmente più difficile da ingannare.
UN POPOLO INFORMATO È PIÙ FORTE
La conoscenza non elimina i problemi.
Ma cambia completamente il modo di affrontarli.
Una persona che non conosce i propri diritti può pagare per paura.
Una persona informata prima domanda:
“Perché devo pagare?”
Poi:
“Mi dimostrate che questa somma è realmente dovuta?”
E infine:
“Quale norma vi consente di chiedermela?”
Sono domande semplici.
Ma possono cambiare una storia.
Lo vediamo continuamente nei casi che raccontiamo: prescrizioni, cartelle, recuperi crediti, mutui, pignoramenti, errori amministrativi e richieste economiche che, dopo essere state controllate, risultano molto diverse da come erano state presentate inizialmente.
IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE È ANCHE UN PRINCIPIO DI DEMOCRAZIA
Non è soltanto una nostra convinzione.
L’articolo 21 della Costituzione italiana tutela la libertà di manifestazione del pensiero e la libertà di informazione.
Anche l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea tutela la libertà di ricevere e comunicare informazioni.
Ma un diritto scritto sulla carta diventa realmente forte soltanto quando i cittadini decidono di esercitarlo.
Informarsi significa anche questo.
LA TESTIMONIANZA CHE CI PIACE DI PIÙ
Una nostra lettrice ci ha scritto una frase che rappresenta perfettamente il senso di questo progetto:
“Prima leggevo le vostre storie quasi per curiosità. Poi è arrivato un problema nella mia famiglia e mi sono accorta che, grazie a quello che avevo letto nei mesi precedenti, sapevo almeno quali domande fare e soprattutto sapevo che non dovevo avere paura di chiedere spiegazioni.”
È una testimonianza rappresentativa delle molte comunicazioni che riceviamo.
Ed è esattamente ciò che vogliamo ottenere.
Non vogliamo soltanto lettori.
Vogliamo cittadini consapevoli.
NON CREDETE NEMMENO A NOI SULLA PAROLA
Questo è forse il messaggio più importante.
Leggete i nostri articoli.
Ma approfondite.
Controllate.
Fate domande.
Cercate le norme.
Confrontate le informazioni.
Non sostituite mai un’autorità con un’altra autorità. Sostituite la fiducia cieca con la conoscenza.
Se un nostro articolo vi porta a cercare altre informazioni, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo.
Se vi porta a evitare un errore, ancora meglio.
Se poi quell’articolo viene condiviso con un’altra famiglia e permette anche a quella persona di conoscere un proprio diritto, allora l’informazione diventa davvero uno strumento sociale.
QUATTRO MILIONI NON SONO IL NOSTRO SUCCESSO. SONO IL VOSTRO.
Questo numero appartiene a chi ha letto un articolo alle sette del mattino.
A chi ne ha cercato uno alle due di notte perché non riusciva a dormire pensando ai propri debiti.
A chi ha mandato un nostro approfondimento a un genitore.
A chi lo ha condiviso con un collega.
A chi ci ha contestato.
A chi ci ha fatto una domanda.
A chi è tornato il giorno dopo per leggere ancora.
Grazie.
Continuate ad avere sete di informazioni.
Continuate a essere curiosi.
Continuate a pretendere spiegazioni.
Perché una famiglia informata si difende meglio.
E un popolo informato è un popolo più forte.
STUDIAMO. INFORMIAMOCI. CONDIVIDIAMO.
Il nostro impegno continua sul sito e sui nostri canali Facebook, Instagram e TikTok, affinché l’informazione possa raggiungere sempre più famiglie.
Se un nostro articolo vi è stato utile, condividetelo.
Potrebbe arrivare proprio alla persona che oggi ne ha bisogno.
E se avete un problema concreto e non trovate un avvocato specializzato oppure i costi fossero troppo elevati, potete iscrivervi all’Associazione per ricevere supporto:
https://www.avvocatoinfamiglia.com/iscriviti-o-rinnova/
Associazione Avvocato in Famiglia ETS
Cell. PRIMA EMERGENZA: 338 83 10 374
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