Ecco come contestare la bolletta di luce e gas quando i consumi sono errati

Fatture sbagliate ed esorbitanti: tra conguagli e bollette ordinarie per consumi stimati e non verificati dal contatore sono solo alcune dei trucchi per guadagnare di più.

Dopo aver scoperto che le banche non erano cosi trasparenti (anatocismo ed usura) è doveroso controllare ogni bolletta delle multinazionali dell’energia affinchè non si ripeta tale vergogna un’altra volta. 

Non è raro ricevere bollette di conguaglio per luce, acqua o gas con importi esorbitanti per consumi mai effettuati, oppure incredibili conguagli per gli anni arretrati. Ciò capita spesso in occasione della sostituzione del contatore o all’esito di lunghi periodi di fornitura, durante i quali le fatture vengono calcolate in base ai consumi stimati. In questi casi siete tra l’incudine e il martello. Tra la richiesta cioè di pagare cifre sproporzionate non dovute e la minaccia di un distacco della fornitura.

Imparate ad agire

Difendersi in tali situazioni può sembrare impossibile. I call center rimandano le contestazioni al mittente sostenendo che tutto è in regola, mentre le risposte scritte fornite dalle società erogatrici risultano spesso incomprensibili, elencando una lunga serie di dati di difficile decifrazione.

Ricordate gli incomprensibili estratti conto delle banche? Oggi tutti hanno capito che celavano errori di calcolo. Non caschiamoci una seconda volta.

Ecco quindi come contestare la bolletta del gas e della luce con consumi errati.

Il discorso può essere esteso anche alle bollette dell’acqua, che seguono i medesimi principi di scarsa trasparenza e conoscenza delle regole.

Che valore ha la bolletta e come possiamo difenderci dal ricatto? 

Quando firmate un contratto di fornitura della luce, dell’energia elettrica o del gas, accettate che gli importi da corrispondere mensilmente vengano indicati con la bolletta. La quale pertanto si presume corretta ed indichi il dato effettivo e reale dei consumi.

Ciò però non significa non poterla contestare. Per farlo l’utente deve dimostrare irregolarità nella lettura dei dati o nel funzionamento del contatore. Secondo la giurisprudenza la prova della non correttezza della bolletta può essere fornita in qualsiasi modo. Anche tramite «presunzioni» (ossia indizi). Ad esempio, il fatto che una casa sia disabitata per tutto l’anno (si pensi alla residenza estiva) porta a ritenere che una bolletta esorbitante sia illegittima.

Come contestare la bolletta

Se i dati che giustificano l’emissione di tale documento fiscale divergono rispetto ai dati reali ed effettivi si può sempre procedere alla loro rettifica.

L’utente può sempre contestare i dati contenuti nella bolletta, così superando la presunzione di veridicità della stessa. Egli può dimostrare che il consumo è inferiore rispetto a quello indicato in fattura. Ciò può avvenire tramite il confronto con le precedenti bollette che non hanno mai evidenziato consumi anomali. Con la prova della destinazione dell’immobile e dell’utilizzo effettivo della fornitura.

Se anche è vero che spetta al consumatore opporsi e contestare i dati della bolletta e del contatore, è anche vero che questa prova può essere raggiunta facilmente, in qualsiasi modo.

Come si deve muovere la società fornitrice.

A questo punto spetterà alla società fornitrice dimostrare che le contabilizzazioni sono corrette. Considerato che l’utente non ha alcun mezzo per misurare e quantificare il pregresso consumo e la piena conformità della fattura emessa rispetto al contatore. E qui sta l’inghippo.

Le società fornitrici procedono alla verifica dei consumi tramite l’autolettura dell’utente. Se questo non provvede, tramite i consumi stimati (ossia sulla base del presumibile utilizzo dell’utenza), si procede con il conguaglio. Tuttavia non si può procedere al conguaglio se la società fornitrice non invia un proprio delegato ad effettuare la lettura del contatore almeno una volta all’anno. In assenza di tale adempimento, se il conguaglio dovesse misurare importi esorbitanti, la bolletta sarebbe illegittima.

La comunicazione dei consumi è un onere gravante sull’utente, il cui inadempimento determina come effetto esclusivamente la necessità di pagare l’eventuale conguaglio in caso di rilevamento di consumi superiori rispetto a quelli preventivati. Dunque il consumo effettivo può essere rilevato solo ed esclusivamente attraverso la lettura del contatore.

Se il contatore viene sostituito.

Abbiamo detto in apertura che spesso le bollette esorbitanti vengono emesse proprio in occasione della sostituzione dei contatori. A riguardo l’Autorità Garante per l’energia ha raccomandato una specifica procedura per garantire il contraddittorio tra l’utente e la società fornitrice. In particolare una deliberazione del 1999 stabilisce che la sostituzione del contatore può avvenire solo con il consenso scritto del cliente. Che dopo aver preso visione dei consumi registrati al momento della sua sostituzione, li sottoscrive.

Per garantire una tutela della corretta fatturazione dei consumi è necessario cristallizzare i dati rilevati dal contatore al momento della sua sostituzione, in quanto in un momento successivo lo strumento potrebbe essere manipolato o danneggiato durante il trasporto, non consentendo più una verifica attendibile dei consumi. Il che significa che se tale procedura non viene rispettata l’eventuale bolletta successiva potrebbe essere annullata.

Come contestare la bolletta.

Il distacco della luce non può mai avvenire repentinamente, ma è prima necessaria una diffida scritta con raccomandata a.r. e un graduale depotenziamento dell’energia fornita.

In ogni caso l’utente può sollevare una contestazione inviando alla società una posta elettronica certificata: l’avvio di una procedura di contestazione impedisce il distacco della fornitura.

In caso di mancata risposta o di risposta insoddisfacente, l’utente può attivare un tentativo di conciliazione presso l’Autorità Garante (Arera) che ormai si fa anche online.

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