RACCOMANDATA SCONOSCIUTA? ECCO COME SCOPRIRE CHI È IL MITTENTE PRIMA ANCORA DI APRIRLA
Hai trovato un avviso di giacenza nella cassetta della posta? Non ignorarlo.
Una delle domande che riceviamo più spesso all’Associazione Avvocato in Famiglia ETS è questa:
“Ho ricevuto una raccomandata. Come faccio a sapere chi me l’ha mandata?”
La preoccupazione è comprensibile.
Molti temono che possa trattarsi di una cartella esattoriale, di una multa, di un recupero crediti, di un decreto ingiuntivo o addirittura di un pignoramento.
La buona notizia è che spesso il codice riportato sull’avviso di giacenza può fornire indicazioni molto utili sul possibile mittente e sul contenuto della comunicazione.
Attenzione però: il codice non offre una certezza assoluta, ma soltanto un’indicazione orientativa.
Perché è importante ritirare sempre una raccomandata?
Molti cittadini commettono un errore gravissimo:
pensano che non ritirando la raccomandata il problema sparisca.
In realtà accade esattamente il contrario.
La legge prevede infatti il principio della compiuta giacenza, disciplinato dalla Legge n. 890/1982 e dall’art. 8 della stessa normativa.
In pratica, trascorso il periodo di giacenza previsto, l’atto può considerarsi regolarmente notificato anche se il destinatario non lo ha mai ritirato.
Questo significa che:
- una multa può diventare definitiva;
- una cartella può diventare esecutiva;
- un decreto ingiuntivo può passare in giudicato;
- un pignoramento può partire senza che il debitore ne abbia piena consapevolezza.
Dove si trova il codice della raccomandata?
Sull’avviso lasciato dal postino troverai un numero identificativo.
Le prime cifre consentono spesso di individuare la tipologia di comunicazione.
I codici più comuni delle raccomandate
Codici 12 – 13 – 14 – 15 – 151 – 152
Di norma indicano una raccomandata ordinaria.
Potrebbe provenire da:
- avvocati;
- banche;
- assicurazioni;
- amministratori di condominio;
- società private.
Generalmente non si tratta di atti giudiziari. (Piano Debiti)
Codice 649 – 665
Molto spesso riguarda:
- recupero crediti;
- banche;
- finanziarie;
- rinnovo carte di pagamento;
- comunicazioni assicurative.
Prima di pagare qualsiasi somma è sempre opportuno richiedere la documentazione completa del credito. (ufficiopostale.com)
Codice 648
È frequentemente utilizzato per comunicazioni provenienti dall’Agenzia delle Entrate:
- controlli fiscali;
- richieste documentali;
- avvisi;
- esiti di verifiche. (Yousign)
Codici 685 – 689
Possono riguardare:
- tributi locali;
- IMU;
- TARI;
- TASI;
- cartelle esattoriali;
- richieste di pagamento.
Non sempre si tratta di cattive notizie: talvolta il mittente può essere anche l’INPS. (debitconsulting.it)
Codici 695 – 696 – 697
Sono tra i codici che generano maggiore preoccupazione.
Possono essere collegati a:
- cartelle esattoriali;
- bollo auto;
- canone RAI;
- richieste dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. (Yousign)
Codice 616
Spesso riguarda:
- bollo auto;
- pratiche relative a veicoli;
- assicurazioni;
- comunicazioni amministrative. (Piano Debiti)
Codici 75 – 76 – 77 – 78 – 79
Qui bisogna prestare particolare attenzione.
Molto frequentemente si tratta di:
- atti giudiziari;
- multe;
- citazioni;
- notifiche di tribunali;
- comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Sono tra le raccomandate che non dovrebbero mai essere ignorate. (Piano Debiti)
Codici 786 – 787 – 788
Sono spesso associati a:
- atti giudiziari;
- decreti ingiuntivi;
- atti di citazione;
- pignoramenti;
- accertamenti fiscali;
- sanzioni amministrative.
In presenza di questi codici è consigliabile verificare immediatamente il contenuto della notifica. (Avvocato360)
Una storia vera: “Pensavo fosse pubblicità, era un pignoramento”
Marco, associato di Milano, trovò nella cassetta della posta un avviso con codice 786.
Convinto che fosse una semplice comunicazione amministrativa, lasciò trascorrere diverse settimane.
Quando decise di ritirare la raccomandata era ormai troppo tardi: si trattava di un atto collegato a un procedimento esecutivo.
Dopo l’intervento dei professionisti dell’Associazione fu comunque possibile ricostruire la vicenda e verificare la correttezza delle notifiche ricevute.
Il caso insegna una regola fondamentale:
mai ignorare una raccomandata.
Se ricevi una raccomandata da recupero crediti
Ricorda sempre una cosa.
La presenza di una raccomandata non significa automaticamente che il debito sia dovuto.
Prima di pagare occorre verificare:
- prescrizione;
- cessione del credito;
- documentazione contrattuale;
- estratti conto;
- conteggi degli interessi;
- eventuali irregolarità nelle notifiche.
Molti debiti richiesti dopo anni presentano criticità che meritano un controllo professionale.
Cosa fare subito
Se hai ricevuto:
- una raccomandata con codice 695 o 696;
- una cartella esattoriale;
- una richiesta di recupero crediti;
- un codice 786, 787 o 788;
- una comunicazione che non comprendi;
non prendere decisioni affrettate e non effettuare pagamenti immediati senza prima verificare la documentazione.
Invia copia della raccomandata e dell’eventuale contenuto ai nostri uffici per una prima valutazione.
Associazione Avvocato in Famiglia ETS
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