Nuovo esito positivo per una pratica di sovraindebitamento Milano 

Si moltiplicano i casi di procedure legge 3 2012 andati a buon fine anche a Milano. In questo caso siamo di fronte a un dipendente di una grande azienda con seri problemi di indebitamento. Si conferma l’orientamento di Milano in tema di sovraindebitamento ovvero la possibilità di attivare una liquidazione del patrimonio anche in assenza di beni “fisici” ma contando solo sui redditi futuri.

Omologa Sovraindebitamento Milano PDF

Il fatto

Una persona che sommava una serie di prestiti, carte revolving, cessioni del quinto ed esposizioni con banche, tale che se le rate dei prestiti fossero state pagate, non sarebbe bastato lo stipendio mensile della nostra associata: un classico caso di sovraindebitamento del consumatore causato dalla giovane età forse.
Tale indebitamento “estremo” non nasce però da problematiche di reddito o di difficoltà che normalmente colpiscono le Famiglie, ma bensì finché ha potuto  ha acceduto al credito per spendere inconsideratamente quanto riusciva in vari generi di consumo.
Con l’arrivo dei primi pignoramenti sullo stipendio, unico bene del debitore, finalmente qualcuno ha fatto valutare la possibilità di risolvere la grave situazione di indebitamento. Superato questo scoglio  l’avvocato Etico ha potuto impostare l’istanza mettendo a disposizione dei creditori una quota del proprio stipendio mensile attraverso l’attivazione di un liquidazione del patrimonio, dove il patrimonio unico che verrà devoluto ai creditori sarà una quota dello stipendio.

Il piano approvato

Di fronte ai molti debiti scaduti e all’unico reddito stabile, la sola possibilità era di proporre ai creditori una proposta basata sui redditi futuri del debitore. Per i prossimi quattro anni, durata prevista/standard per le procedure di liquidazione del patrimonio. Poi vita nuova senza debito alcuno.
La quota mensile è stata calcolata in modo che rimanesse reddito a sufficienza per un’esistenza decorosa, bilanciando l’esigenza di poter dare almeno una parziale soddisfazione ai creditori: al debitore verranno quindi lasciati circa 1.500 euro mensili per il proprio sostentamento.
È sempre importante inoltre sottolineare come la quota di stipendio destinata al pagamento del piano di sovraindebitamento, comprenda anche le cessioni del quinto, che quindi non trattengono più nessuna quota dallo stipendio.
Complessivamente il quasi ex debitore pagherà circa il 15% dei propri debiti scaduti: alla fine di tale periodo, sarà esdebitato, ovvero il debito non pagato verrà cancellato con la piena riabilitazione del debitore.

L’apertura della procedura prevista dalla legge 3 2012 ha portato alla sospensione del pignoramento dello stipendio.
In questo modo, il Tribunale  di Milano è stato sgravato da un’ulteriore attività e i creditori da adempimenti lunghi ed onerosi. In questo modo, come per ogni procedura di sovraindebitamento andata a buon fine, si giunge a una soluzione soddisfacente per quasi tutti gli attori coinvolti: infatti il debitore sovraindebitato (sicuramente quello più avvantaggiato) ha ricevuto un aiuto fondamentale per risolvere il problema del debito. Ma anche le banche possono recuperare almeno parzialmente il proprio credito , senza dover affrontare costose procedure di recupero.

Un beneficio ancora maggiore nel caso di una persona giovane e con altre difficoltà da affrontare, che rischiava di rimanere segnata dai debiti a vita. Condannata a quella sorta di “ergastolo finanziario” che purtroppo molti a seguito della crisi hanno conosciuto e che sicuramente aggrava l’angoscia di ogni giorno di chi è costretto a vivere in questa grave condizione.


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