Banca IFIS e saldo e stralcio: prima verificate il debito, poi trattate

Ricevere una richiesta di pagamento da Banca IFIS o da un soggetto che agisce per suo conto può creare preoccupazione, soprattutto quando all’importo iniziale si sono aggiunti interessi e spese. Prima di accettare una proposta o effettuare un versamento, è opportuno verificare chi richiede il pagamento, a quale titolo e come è stato calcolato il debito.

Che cos’è il saldo e stralcio

Il saldo e stralcio è un accordo con cui il creditore accetta una somma inferiore a quella richiesta, a condizione che siano rispettati gli impegni concordati. Può essere una soluzione utile, ma non è un diritto automatico del debitore: la proposta deve essere valutata e accettata dal creditore.

Quando ricorrono i presupposti, l’accordo può assumere la forma di una transazione ai sensi dell’articolo 1965 del Codice civile, con cui le parti, attraverso reciproche concessioni, chiudono o prevengono una controversia. Normattiva

Un risultato riportato dall’Associazione

In un caso pubblicato dall’Associazione, a fronte di una richiesta iniziale di €25.521,70, la posizione è stata definita con il pagamento di €7.500,00. Sulla base degli importi indicati, la riduzione è stata di €18.021,70, pari a circa il 70,6% della somma inizialmente richiesta.

Si tratta dell’esito di una singola trattativa. Non è una garanzia che si possa ottenere la stessa riduzione in altri casi: ogni posizione dipende dalla documentazione, dalla fase della procedura e dalla concreta possibilità di raggiungere un accordo.

Cosa controllare prima di pagare

Prima di formulare un’offerta o accettare quella ricevuta, è utile verificare:

  • il contratto da cui deriva il credito e il conteggio aggiornato delle somme richieste;
  • se Banca IFIS è creditrice, ha acquistato il credito oppure agisce per conto di un altro soggetto;
  • gli eventuali atti giudiziari ricevuti e i termini indicati;
  • se nell’accordo sono compresi interessi, spese e ogni ulteriore importo;
  • se il pagamento chiude la posizione anche per eventuali garanti o coobbligati.

Non basta una promessa telefonica. L’accordo dovrebbe indicare per iscritto l’importo da versare, le scadenze, le conseguenze di un ritardo e l’effetto del pagamento. In particolare, occorre chiarire che, una volta rispettati gli impegni, il creditore considera definita la posizione e rinuncia a chiedere il residuo.

Se è arrivato un decreto ingiuntivo, un precetto o un altro atto giudiziario, non ignoratelo: una trattativa in corso non sospende automaticamente i termini per tutelarsi.

Valutare prima di decidere

Una proposta di saldo e stralcio va confrontata con la documentazione e con le risorse realmente disponibili. La verifica può aiutare a capire se sia opportuno trattare, chiedere chiarimenti o valutare altre iniziative.

Se non riesce a trovare un avvocato specializzato oppure se i costi risultano difficilmente sostenibili, può rivolgersi all’Associazione Avvocato in Famiglia ETS per ricevere supporto e una valutazione della situazione. L’Associazione accompagna i propri associati nell’impostazione delle interlocuzioni con banche, società di recupero crediti e altri creditori.

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