Prestito: Come fare per ottenerlo e come uscire dall’infinito indebitamento delle banche


Se volete chiudere a ‘saldo e stralcio’ un debito bancario, dovete prima conoscere le modalità operative per richiederlo all’istituto di credito. 

Oggi gli istituti di credito Italiani sono sempre più sotto accusa, additato di aver praticato usura ed anatocismo. E allora cosa fare?

Potete arrabbiarvi e fare causa alla banca. In questo modo, dopo un paio di anni (se siete fortunati), avrete una sentenza. Nel frattempo i costi per ottenere giustizia saranno sempre più indigesti.

Siete certi quindi che per far rispettare i vostri diritti dal sistema bancario sia indispensabile fare causa? Noi abbiamo dimostrato che la causa migliore è quella che non si fa!

Tutti gli aiuti economici-finanziari, che talvolta consistono  in una banale richiesta di prestito bancario, sono sempre più l’ultimo passo verso il tracollo. Coloro che fanno ricorso alla richiesta di prestito alla banca non immaginano nemmeno quanto facile sia ottenere il prestito e quanto difficile sia liberarsene.

Prima regola: Riconoscere i tipi di prestito bancario

Ecco le tipologie più frequenti

  • La carta di credito è lo strumento di credito più comune. Essa è collegata a un conto corrente d’appoggio e permette all’utente di effettuare spese e acquisti, nonché di prelevare denaro contante entro i massimali previsti dal contratto con la banca.
  • Il prestito finalizzato è una forma di finanziamento concessa da un Istituto/società di credito credito, che si ottiene direttamente presso i punti vendita di beni e/o servizi. Risulta strettamente legata all’acquisto che si effettua.
  • Il prestito personale è la forma di finanziamento più diffusa in Italia. Esso prevede il prestito di una somma prefissata, ad un tasso di interesse in genere fisso, rimborsabile mediante delle rati costanti. Il vantaggio è quello di essere un prestito non finalizzato, per cui la sua erogazione non è subordinata all’acquisto di un bene o servizio specifico (a differenza del prestito finalizzato).
  • La cessione del quinto è un tipo di finanziamento che prevede il pagamento del debito attraverso delle trattenute sulla busta paga o sulla pensione, fino ad un massimo di un quinto dell’emolumento al netto delle trattenute.

Prestito bancario: Che requisiti avere? 

I requisiti per ottenere un finanziamento dipendono dalla tipologia di prestito bancario richiesto. In linea generale, per tutti i prestiti i requisiti minimi sono:

  • Un’età compresa tra i 18 e 70 anni (alcune banche e finanziarie hanno un’offerta anche per persone di età leggermente differente).
  • Un reddito dimostrabile.
  • La residenza nel territorio italiano.
  • La titolarità di un conto corrente bancario e sempre più spesso le bollette energetiche intestate.

La banca/finanziaria valuterà la concessione del finanziamento sulla base delle proprie politiche di rischio e dell’affidabilità creditizia del soggetto richiedente.

Nel primo caso, ogni istituto usa una propria politica di rischio basandosi su alcuni dati statistici, chiamati credit scoring, in modo da mantenere le insolvenze al di sotto di un determinato valore.

Per quanto riguarda l’affidabilità creditizia di chi fa richiesta, invece, viene fatta una valutazione del rapporto tra la rata di rimborso e il reddito del richiedente, che non deve superare il 30%. Vengono anche consultati i rapporti forniti dalla Centrale Rischi (Crif), che registra eventuali mancati pagamenti o ritardi nei rimborsi di finanziamenti precedenti.

In alternativa, nei casi in cui il richiedente risulti registrato negli elenchi Crif, egli avrà la possibilità di ricorrere alla richiesta di cessione del quinto.
Tuttavia, è importante ricordare che i tassi di rimborso della cessione del quinto risultano più alti rispetto a quelli previsti da altre forme di finanziamento.

Tan e Taeg, questi sconosciuti

Per sapere qual è il prestito bancario più conveniente è necessario fare una valutazione complessiva delle condizioni economiche previste.

Prima di sottoscrivere un finanziamento è opportuno considerare i seguenti due elementi:

  • Tasso Annuale Nominale (Tan): Il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, applicato al capitale finanziato. Definisce la quota interesse che, insieme alla quota capitale mensile, andrà a determinare la rata di rimborso.
  • Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg): Rappresenta la misura espressa (in percentuale e su base annua) del costo complessivo del finanziamento. A differenza del Tan, il Taeg è comprensivo degli eventuali oneri accessori a carico del cliente (come ad esempio le spese di istruttoria, le spese di estinzione anticipata ecc).

Dunque, facendo un confronto tra due o più offerte, il Taeg è il criterio di confronto migliore, poiché prende in considerazione il costo complessivo di un finanziamento, includendo tutte quelle spese accessorie solitamente escluse dal calcolo del Tan. È tuttavia importante precisare che il confronto del Taeg tra due o più finanziamenti è possibile solo a parità di condizioni (importo finanziato e durata). Infatti è utilissimo essere a conoscenza che, a parità di importo finanziato, il Taeg si riduce all’aumentare della durata del prestito, mentre, a parità di durata, il Taeg si riduce all’aumentare dell’importo del prestito.

Prestito bancario: Recedere dal contratto è possibile? 

La normativa sul credito al consumo ha introdotto importanti novità in materia di trasparenza e di diritto di recesso. Il consumatore ha diritto di recesso entro 14 giorni dalla stipula del contratto, senza doverne precisare la motivazione, tramite invio di una raccomandata a/r all’istituto finanziatore.

Nel caso in cui il prestito sia già stato erogato, il cliente avrà 30 giorni di tempo per poter restituire il capitale e gli interessi maturati, nonché eventuali tasse dovute. Nessuna penale può però essere applicata al consumatore.

Compreso bene? Ma cosa succede se per un qualsiasi motivo non vi accorgete subito? 

Cosa succede se si sono passati questi giorni ed il prestito bancario ci pare troppo caro, usuraio, o con un Taeg volontariamente comunicato più basso del reale oppure con nascosti cavilli ? E se semplicemente non riuscissimo più a pagarlo ? 

In questo caso avete una magnifica occasione: la difesa condivisa utilizza la legge per fermare le banche.
Infatti identificare errori contrattuali vi permette di notificare alla banca , come previsto dall’art.1460 del Cod.Civ. la vostra volontà di interrompere il pagamento delle rate.  

Capito? Io non pago perchè il contratto è errato. E’ previsto dalla legge! 

E se per caso percepite che avrete difficoltà a pagare il finanziamento? O già adesso non lo state pagando?
La soluzione sopra prospettata è ugualmente utilizzabile.

Volete imparare come fermare la banca o la finanziaria senza fare causa?
Scrivete a: diritti@avvocatoinfamiglia.com


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